Agricoltura naturale in Italia

piedi nell'argillaL’agricoltura naturale, nata dall’intuizione di Masanobu Fukuoka, è un modo di coltivare molto distante dalla pratica convenzionale. Dopo aver letto i suoi libri, trasferito nella pratica molti dei suoi principi, fallito in qualche esperimento (tipo il riso in asciutta), finalmente abbiamo trovato chi la pratica in Italia.

Di agricoltura del non-fare abbiamo già scritto qui, mettendo a confronto vari tipi di agricoltura, e per noi è stato amore a prima vista, anzi alla prima lettura.
La rivoluzione del filo di paglia, testo-bibbia di Fukuoka, ci ha aperto la mente e ci siamo sentiti in totale sintonia con la sua visione. Anche se eravamo inesperti e novelli contadini, abbiamo cercato subito di metterla in pratica sul nostro campo.

Un’agricoltura Zen

In effetti si tratta di un’agricoltura zen, di un percorso interiore per connettersi al tutto, di un’attitudine mentale, insomma un’agricoltura in cui lo scopo non è il raccolto ma la crescita degli esseri umani.

Un’agricoltura di rispetto nei confronti della terra, di fiducia nella natura e dove il ruolo dell’uomo non è quello di stravolgere ma piuttosto di prendersi cura.
Dal dizionario Treccani, “prendersi cura” significa occuparsi attivamente, provvedere alle necessità, alla conservazione di qualcosa o di qualcuno.
Quindi per prendersi cura bisogna comprendere i bisogni, assumersi l’impegno e la responsibilità nella custodia, della terra e di noi stessi.

RAN

Per anni abbiamo cercato qualche gruppo che applicasse l’agricoltura naturale originale, e non i mix con la permacultura o l’agricoltura sinergica (entrambe ispirate a Fukuoka).
le palline di semiCi sarebbe servito un aiuto sulle pratiche da fare (e non-fare), visto che quanto descritto nei libri del Maestro, purtroppo, è riferito al Giappone, zona climatica piuttosto diversa dall’Italia.

Poi, qualche mese fa, per caso abbiamo trovato su facebook RAN, Rete di Agricoltura Naturale!

Questa rete è nata nel 2020 per supportare Kutluhan Özdemir (discepolo indiretto di Fukuoka) nel divulgare l’agricoltura naturale e  per collegare le realtà agricole che già si ispirano a questi principi.

Diciamo subito che sul sito non ci sono suggerimenti pratici, è più un sito per conoscere le iniziative della Rete, quindi informazioni sui laboratori e sulle giornate di riforestazione di agricoltura naturale che organizzano.
Sicuramente è anche un modo per entrare in contatto con altri agricoltori naturali e sentirsi meno soli nella pratica.

Ovviamente, dopo aver scoperto questa rete, non potevo non partecipare ad un laboratorio per approfondire la visione del maestro Fukuoka.

Kutluhan Özdemir

Il laboratorio di due giorni è stata un’esperienza bellissima e conoscere Kutluhan Özdemir è stato un dono magnifico.

Di lui so che è un matematico e contadino di origini curde, discepolo di Panos Manikis che fu discepolo diretto di Fukuoka.
Ho letto che è impegnato da anni nella diffusione dell’agricoltura naturale, che viaggia in tutto il mondo tenendo workshop, che è coordinatore del Natural Farming Center di Edessa (Grecia) e che attualmente ha avviato una Natural Farm in Centro Italia. (qui la sua pagina fb)

Kutluhan OzdemirMa, a prescindere dalle mere notizie biobliografiche, quello che conta è quello che ho percepito conoscendolo.

Lo definirei uomo di poche chiacchiere che spesso con piccole frasi ti racconta un intero mondo.
Gentile e veramente disponibile, anche all’ennesima solita domanda risponde con un sorriso.
Oltre alle informazioni sull’agricoltura naturale mi ha trasmesso un grande senso di pace e di estrema dolcezza.

Mi è sembrato di aver incontrato un vero Maestro, qualcuno che ti tocca il cuore, e mi è capitato poche volte nella vita! Di solito ci si imbatte in ciarlatani vestiti da maestri, che oltre ad esibire nozioni non trasmettono alcun messaggio.

Kutluhan tramanda un’idea di agricoltura con estrema umiltà, con l’essere senza apparire e con estrema passione. Sembra al servizio di una missione, condivide una visione e lo fa gratuitamente.

Non voglio insistere sulla storia del maestro perché so che la percezione è del tutto soggettiva.
Credo che durante il cammino si incontrino le persone “giuste” per quel preciso momento della vita ma so bene che c’è anche chi non crede che la vita sia un cammino!

Il laboratorio

I laboratori vengono tenuti in vari luoghi/fattorie sparse un po’ in tutta Italia.
Questo significa che, a parte il corso di Kutluhan assolutamente imperdibile, bisogna essere fortunati per quel che riguarda il contorno. E con contorno intendo il centro che ospita il corso e le persone che vi partecipano.

Nel mio caso ho delle riserve sull’efficienza e l’accoglienza dei responsabili del centro in cui si è tenuto il laboratorio. Sicuramente in altre fattorie le cose sono organizzate con più cura e gentilezza.

lezioni di agricoltura naturaleIl laboratorio è durato due giorni e le lezioni si sono tenute all’aperto, sotto gli alberi.
Kutluhan ha parlato per ore stando in piedi, centrato e saldo proprio come un albero, mentre noi partecipanti eravamo seduti e in continuo aggiustamento di posizione.

Possiamo dire che il corso era strutturato in quattro argomenti principali anche se ha trattato svariati temi.

La prima mattina è stata dedicata alla filosofia e all’applicazione dell’agricoltura naturale, con particolare approfondimento su come rigenerare la terra, secondo le pratiche di Fukuoka.

Nel pomeriggio si è parlato in modo specifico di alberi (da frutto e non), della loro forma naturale, della potatura e della loro importanza in una fattoria.

Il secondo giorno, la mattinata è stata dedicata esclusivamente alla gestione di un orto in agricoltura naturale.
Nel pomeriggio, invece, c’è stata la parte pratica: la preparazione delle seedballs, le famose palline di argilla con i semi dentro.

Durante le lezioni c’è stato ampio spazio per le domande personali, e nelle pause Kutluhan è stato a disposizione di chiunque volesse chiedere qualcosa di specifico. Dai problemi del proprio orto ai nomi di vivai di qualità.

Tornando a casa

Devo dire che il laboratorio è davvero utile, anche per chi ha già letto i libri di Fukuoka.
Il valore aggiunto sta nel fatto che Kutluhan condivide la sua esperienza pratica di agricoltore in Italia. Ha dato molti consigli su quali piante e alberi scegliere adatti alle nostre zone, e anche informazioni sui tempi di semina e sfalcio in base al nostro clima.

Le informazioni e le emozioni che si ricevono sono tante, serve qualche giorno per poter mettere un po’ di ordine nella testa. Dopo aver partecipato al laboratorio viene una gran voglia di fare e sperimentare, ma anche di osservare con occhi diversi.
Quando sono tornata nel mio orto mi sono goduta la sensazione di stare tra le piante e toccando la terra mi sono sentita una brava custode. Nulla è perfetto ma sono contenta di quanto fatto fin qui.

Prossimamente altri post per condividere le cose imparate durante il laboratorio (e forse un giorno ne organizzeremo uno anche qui da noi!).

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