Diario di campagna: aprile

margherite con la brina ad aprileDovrebbere essere primavera ma, per ora, questo mese di aprile è freddo e piovoso, più simile all’autunno.
In queste condizioni risulta difficile dedicarsi alla preparazione dell’orto perché non è piacevole stare all’aperto e, soprattutto, la terra non si può lavorare.

Nell’orto

Preparazione

Ci sarebbe tanto da fare ma noi ancora non siamo riusciti a sistemare le file dell’orto permanente che dovranno accogliere le piantine estive a fine aprile.

La terra non è lavorabile e non si riesce neanche ad estirpare l’erba manualmente perché insieme alle radici viene via anche un bella zolla di terra! Confidiamo che qualche giornata di sole, con temperature accettabili, ci consenta di preparare l’orto per la stagione estiva.

Oltre le file dell’orto che necessitano di pulizia dalle “erbacce”, zappettatura superficiale e ri-pacciamatura, ci aspettano i quattro bancali sinergici che, oltre le suddette operazioni, necessitano di un vero ripristino. Vorremmo infatti rivederli anche nelle dimensioni perché, allo stato attuale, sono molto scomodi. (Prima o poi faremo un post su questi bancali che sembrano non trovare una sistemazione definitiva.)

Semine e coltivazioni

Nel mentre ci occupiamo dei semenzai: di quello riscaldato, dove le piantine stanno crescendo bene, e di quello all’aperto dove, invece, i semi non danno segni di vita. Probabilmente non avremo nè piselli nè fagioli borlotti.

In campo le fave sono in fioritura e le piantine di ceci sono finalmente germogliate, anche se presentano notevoli differenze tra loro, alcune stanno emergendo ora altre sono già alte una decina di centimetri.

I fagiolini ancora non sono nati, nè quelli seminati in campo, nè quelli messi in semenzaio freddo.
Risemineremo aspettando temperature meno rigide, con questo gelo (anche stanotte -1) semi e piantine soffrono.
Anche la carciofaia è sofferente, alcuni carducci hanno ripreso vigore ma altri sembrano sulla via della fine.

Il grano sembra crescere un po’ a rilento, è ancora piuttosto basso e non c’è traccia di spighe in formazione.

Nelle torri di patate si cominciano ad affacciare, oltre la rete, le prime foglioline, e siamo sempre più curiosi di scoprire come evolverà questo esperimento di coltivazione in verticale.

Nel pollaio

Le galline sembrano risentire meno di queste condizioni climatiche e continuano la loro super produzione di uova.
zampe di gallina in guarigioneNe abbiamo davvero tante ma con la Pasqua in arrivo ne useremo un bel po’ tra torte pasquali, uova sode decorate e pasta all’uovo.

Il clima così rigido ci ha fatto scoprire che alle nostre galline piace il ghiaccio.
Quando ci scordiamo di svuotare le ciotole dell’acqua, la mattina dobbiamo togliere la sottile lastra di ghiaccio che si forma e, quando la gettiamo sul prato, tutte le galline si precipitano a mangiare i piccoli pezzi di ghiaccio!

Le zampe delle galline colpite dalla rogna sono migliorate ma non sono tornate come prima. Non sapppiamo se è questione di tempo o, come dicono molti, le zampe rimarranno comunque “segnate”.

In cucina

Ad aprile siamo occupati con le preparazioni pasquali, in particolare con le torte: al formaggio e dolci. Di tradizione si fanno il giovedì santo ma si comincia già dieci giorni prima con la preparazione della pasta acida.

Faremo anche i mini ciambelloni a forma di colomba e ci occuperemo della decorazione delle uova sode in modo che sia tutto pronto per una gustosa colazione di Pasqua!

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