Alimentazione delle galline:
mangime, becchime o fai da te?

gallina e becchimeDi solito per alimentare le galline ci si affida a mangimi commerciali, che sono già miscelati e specifici per ovaiole, o polli da carne oppure pulcini.
Per chi vuole essere sicuro della qualità, e non vuole somministrate prodotti OGM, la scelta ricade sempre più spesso su mangimi biologici, più costosi.
Ma esistono delle alternative? Ed è possibile autoprodurre un mangime efficiente partendo dai singoli ingredienti?

Mangime

Il mangime è un alimento completo, costituito da vari componenti: di base cereali e legumi, con poi l’aggiunta di calcio, vitamine, minerali e spesso anche farine animali.
Questi componenti vengono miscelati insieme in percentuali precise, rispettando le specifiche esigenze degli animali per quanto riguarda gli apporti energetici, proteici, ecc.

Oggigiorno quasi tutti i mangimi hanno come componente predominante la soia (spesso OGM) perché ha un alto contenuto proteico, quindi un alto valore energetico, e un costo ridotto. Per ottenere le stesse performance nutritive, senza utilizzare la soia, bisognerebbe impiegare più ingredienti e il prodotto finale sarebbe assai più costoso.

I mangimi possono essere sotto forma di sfarinato o sbriciolato, ma più spesso si presentano in forma pellettata: tutti gli ingredienti, dopo essere stati miscelati, vengono compressi in forma di piccoli bastoncini. La grandezza dei singoli pellet può variare.

Benefici

I principali benefici di un mangime commerciale pellettato, bio o non, si possono riassumere in: meno sporco, meno spreco, più efficienza.

Il mangime, quello pellettato, sporca meno perché le galline non riescono a spargelo in giro, almeno rispetto a quello sfarinato o al becchime.

mangime pellettatoCon il mangime compresso inoltre si ha meno spreco e più efficienza, perché ogni singolo pellet contiene tutti gli ingredienti, e tutti i pellet sono uguali.
Questo vuol dire che la gallina non potrà scegliere in base ai suoi gusti (chi usa il becchime sa che certi ingredienti sono scelti per primi mentre altri vengono lasciati nella mangiatoia) e anche che assumerà tutti gli ingredienti e non avrà carenze alimentari.
Il mangime è formulato scientificamente, quindi garantisce un apporto mirato di tutti componenti necessari agli animali fornendo loro un’alimentazione bilanciata.

Nei mangimi biologici, oltre al fatto che gli ingredienti provengono da agricoltura biologica, non troveremo sostanze di sintesi (aminoacidi e vitamine), ormoni e OGM. Sulla presenza di farine animali o derivati di origine animale la questione non è così limpida.

Problemi

Come detto nel post dedicato ai cambiamenti nell’alimentazione degli avicoli, l’uso di mangimi pellatati ha cambiato radicalmente gli equilibri naturali delle fasi dell’alimentazione, favorendo diversi problemi comportamentali. Primo fra tutti il beccaggio o pica.

Negli allevamenti questo è un grande problema poiché il beccaggio tra le galline può portare gravi conseguenze di stress e salute, sfociando in aggressioni e ferimenti continui.

Senza dilugarci su quanto già detto in quel post, diciamo che aver cambiato l’alimentazione (e il modo di allevare) ci costringe oggi a dover trovare soluzioni ai “danni collaterali”.

Diversi studi hanno evidenziato come il problema del beccaggio possa essere affrontato ristabilendo la giusta durata della fase dell’appetito e del consumo.

In questo studio del 2010 è stato dimostrato come l’introduzione di paglia non trinciata sul pavimento e l’alimentazione con cibo sfarinato o spezzetato, al posto di quello pellettato, abbia risolto il problema.
Sembra quindi che il beccaggio sia collegato alla quantità di tempo che gli animali dedicano al razzolamento, alla ricerca e all’ingestione del cibo.

Le galline devono poter esprimere le fasi legate all’alimentazione, che in natura occuperebbero il 60% della loro giornata.
Negli allevamenti, ma anche nelle piccole realtà rurali, dove le galline non hanno un’area pascolo, il tempo dedicato al razzolamento e alla ricerca del cibo è praticamente nullo.
Nelle direttive dell’allevamento biodinamico, invece, la razione alimentare deve essere fornita in parte nelle mangiatoie e in parte a terra, all’aperto, in modo tale che le galline la cerchino razzolando!

Becchime

La prima alternativa al mangime commerciale è il becchime.
Con becchime si intende una miscela di cereali, legumi e semi vari in forma intera, spezzetata e/o sfarinata. Non è un alimento completo perché non c’è aggiunta di minerali, vitamine o calcio, che vanno somministrati a parte.
Il becchime si può trovare già pronto anche in molti consorzi, dai produttori, o farselo in casa comprando i singoli ingredienti.

becchimeIn linea di massima la percentuale di granaglie (cerali misti) si aggira intorno al 70%, quella delle proteine intorno al 20% e quella di semi oleosi tra il 5 e il 12%, mentre altre sostanze (vegetali, oli, farina di erba medica, ecc.) rappresentano circa il 10%.

Detto questo formulare un becchime bilanciato non è affatto semplice ed è piuttosto complesso bilanciare tutti gli elementi, se decidiamo di autoprodurlo.

Ad esempio, l’apporto proteico del 20% può essere raggiunto con l’aggiunta di un 30% di pisello spezzato ma anche con una combinazione di vari legumi in percentuali diverse.

Perciò in molti casi l’alimentazione somministrata da piccoli allevatori non è per niente idonea al fabbisogno degli animali, e spesso è anche sottodimensionata.

Rispetto al fai da te, affidarsi a becchimi commerciali, già miscelati, dovrebbe essere garanzia di formule scientificamente più bilanciate.

Benefici

Ovviamente il beneficio maggiore di usare il becchime è quello di non alterare la durata della fase del consumo. E ripristinare tempi più naturali eviterà problemi comportamentali.
La forma del cibo, cioè in piccoli pezzi e/o sfarinato, fa si che una gallina impieghi molto più tempo per saziarsi rispetto ad ingoiare un pellet di mangime.
Inoltre impiegherà del tempo anche nello sciegliere cosa mangiare, un seme di girasole piuttosto che un pezzetto di pisello, ad esempio.

Un altro vantaggio del becchime è che possiamo sapere esattamente cosa diamo alle nostre galline. In particolare se compriamo da un produttore di cui conosciamo il modo di coltivare o se il becchime è autoprodotto scegliendo ogni singolo elemento che lo compone.

Problemi

Il becchime però sporca perché le galline lo spargono inevitabilmente intorno alle mangiatoie.
E avremo più spreco: oltre a quello sparso in giro, a fine giornata anche nelle mangiatoie troveremo degli avanzi. Le galline avendo la possibilià di scegliere, lasceranno sicuramente qualche ingrediente che non è di loro gradimento.

gallina alla mangiatoiaIl problema principale dell’alimentazione con becchime, però, rimane il rischio di una dieta sbilanciata.
Il becchime, anche nel caso di una formula equilibrata, avrà comunque delle carenze di calcio, di minerali e di vitamine.
Senza considerare il fatto che la gallina, in base ai suoi gusti, mangerà prevalentemente solo alcuni degli ingredienti e quindi la sua dieta sarà carente di qualche elemento.

Per questo anche l’uso del becchime necessita di un’area pascolo ricca. Non tanto per dilatare i tempi della fase del consumo, come nel caso di alimentazione con mangime pellettato, ma per permettere alle galline di trovare altri elementi integrativi alla loro dieta.
Questi elementi li troveranno nelle diverse piante presenti nel pascolo, negli insetti e anche nei sassolini e nella terra.

Come detto in questo studio, galline allevate con accesso a pascoli ricchi (erba/trifoglio, pisello/veccia/avena, lupino e quinoa) pur se alimentate soltanto con grano (solo un cereale e niente proteine), hanno ritrovato la capacità di razzolamento e soprattutto sono state in grado di trovare e utilizzare elementi nutritivi a loro necessari nell’ambiente, risultando così in eccellente salute.

Senza la presenza di un pascolo, quindi, il becchime, comprato o fatto in caso, non garantisce una dieta bilanciata.

Becchime o mangime fai da te

Ribadendo che formulare in proprio un becchime equilibrato è piuttosto difficile e che le galline devono avere accesso a un’area verde e ricca di vegetazione, affrontiamo l’argomento “fai da te”.

livornese nell'orto

Le ricette riguardanti un becchime fai da te che si trovano in rete sono molto diverse fra loro.
Forse perché chi usa “becchime homemade” cerca di usare come ingrediente principale, e quasi esclusivo, quello che coltiva o di cui ha più disponibilità.
O forse non esiste una ricetta unica e collaudata perché spesso si allevano sia polli da carne che galline ovaiole, magari di differenti eta, e quindi con esigenze nutrizionali diverse.

Nelle nostre ricerche abbiamo trovato, però, una guida veramente utile anche se un po’ tecnica: è questa dell’Institut Technique de l’Agriculture Biologique e dell’Institut Technique de l’Aviculture.
E’ nata per gli allevatori avicoli biologici in Francia e le loro problematiche, ma è interessante anche per noi (è in italiano!) come panoramica sull’alimentazione di polli e galline.

Inoltre, nella parte finale della guida, ci sono le schede tecniche di tutti i componenti del becchime con relative percentuali di incorporazione raccomandata.

Purtroppo, nonostante le schede, il difficile resta stabilire le proporzioni tra le materie prime, almeno per noi.

Becchime homemade

Coltivando il grano, e quest’anno anche mais e girasole, l’idea di dare alle nostre galline qualcosa di autoprodotto ci è venuta. Però non ci siamo ancora cimentati nella creazione di un becchime quindi, alla luce di quanto detto fin qui, non vi possiamo raccomandare nessuna ricetta.

Le ricette che siamo riusciti a trovare in rete, oltre che diverse tra loro, ci sono sembrate molto sbilanciate.
Ad esempio, la percentuale di cereali è sempre molto alta (a volte fino al 90%!) e quella di proteine sempre bassa, non più del 15%.
Inoltre, nonostante molte ricette trovate prevedessero una miscela di diversi tipi cereali e differenti tipi di legumi, non c’era traccia di nessun altro ingrediente integrativo. Neanche di semi che invece sappiamo sono importanti e molto graditi dalle galline.

galline che mangianoDiciamo poi che per fare un becchime homemade molti fanno uso di un “nucleo proteico”, cioè comprano un concentrato proteico, quasi sempre di soia, e lo aggiungono ad uno o più cereali.
La difficoltà della formulazione resta perché bisogna calcolare quante proteine hanno i cereali prima dell’aggiunta del nucleo (e si, i cereali contengono anche proteine), e stabilire la quantità di nucleo da aggiungere considerando la sua specifica percentuale proteica.

Altri usano un mix di homemade e commerciale, una via di mezzo tra mangime e becchime. Aggiungono ai cereali di cui dispongono, un mangime per pulcini che è molto proteico. Ma come stabiliscono la quantità giusta?

Altri ancora, per risparmiare, alimentano le galline con verdure, scarti di cucina e pastoni di pane e/o di crusca, ma questi dovrebbero essere un’eccezione non la dieta giornaliera!

Mangime fai da te

Tra le svariate ricette, l’unica che ci è sembrata completa è quella di un sito americano di allevamento naturale  in cui tra gli ingredienti compaiono anche probiotici e prebiotici ed ha quindi anche un apporto di sali minerali, vitamine e calcio.
Inoltre questa ricetta prevede diverse consistenze e grandezze degli ingredienti usati, dalla farina al chicco intero, e ciò è di grande importanza perché rende il mangime molto più appetibile e idoneo all’apparato digestivo delle galline.

Nonostante questo però, anche questa ricetta ci sembra sbilanciata in quanto povera in cereali (50%), almeno rispetto alle nostre conoscenze.
Diciamo che può essere una base da cui partire per ottenere un alimento completo.

Ecco la ricetta del mangime per galline ovaiole:

  • grano 15% – mais spezzato 15% – orzo 10% – fiocchi d’avena 10%
  • piselli spezzati 25%
  • larve essicate 12,5%
  • erba medica (in pellet o farina) 5%
  • semi di girasole 2,5%
  • alga kelp 1,25%
  • lievito di birra 1,25%
  • polvere probiotica 1,25%
  • semi di lino interi 1,25%

Nell’allevamento naturale delle galline, comunque, oltre al pascolo verde, ai probiotici e prebiotici, si fa uso anche di molte erbe aromatiche, cibo fermentato e germogli (di cui parleremo in un prossimo post).

Conclusioni

Affinché le galline possano mantenersi in salute e in uno stato di benessere psico-fisico, la presenza di un  pascolo è imprescindibile.

gallina nel campo di fave

Nel pascolo gli animali riescono ad esprimere i loro bisogni e comportamenti naturali e, nello specifico dell’alimentazione, il pascolo è anche una fonte di elementi nutritivi.

La possibilità di pascolare nel verde, infatti, permette alle galline di arricchire la dieta con l’integrazione di carotenoidi, vitamina E, tocoferolo, polifenoli e acidi grassi omega-3 e sostanze antiossidanti, azzerando il rischio di una dieta non bilanciata.

Se le galline hanno accesso illimitato ad un pascolo verde e ricco, il becchime, comprato o autoprodotto, è una buona scelta. Anche se autoprodurre un becchime, a meno che non coltiviate molti degli ingredienti necessari, non è conveniente in termini economici.

Se le galline, invece, non hanno a disposizione un pascolo verde, il mangime commerciale è l’unica scelta possibile perché garantisce un apporto bilanciato di tutti gli elementi nutritivi necessari.
Però siate pronti ad affrontare problemi comportamentali e galline stressate!

Infine ricordiamo che è l’insieme delle condizioni di allevamento (spazio, alloggiamento e alimentazione) che aiuta a mantenere forti, produttive e in buona salute le nostre amate galline.

Fonti:

OK-NET ecofeed consortium

Aiab Associazione Italiana Agricoltura Biologica

Demeter

Whole wheat versus mixed layer diet as supplementary feed to layers foraging a sequence of different forage crops K.Horsted, J.E.Hermansen

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