Patate: la semina su sodo

patate gialle e rosse coltivate su sodoAnche quest’anno abbiamo seminato le nostre patate. Come al solito le abbiamo messe intorno a metà marzo, con luna calante, e seguendo la nostra tecnica di coltivazione: la semina su sodo, cioè sopra il terreno! Già proprio sopra la terra, senza zappare, laciando il terreno così com’è!
Abbiamo provato questo metodo tre anni fa, quando l’orto non era ancora così strutturato e il terreno era durissimo. Abbiamo perciò buttato sopra la terra alcune patate germogliate che avevamo in cucina, ricoprendole di paglia. Volevamo sperimentare quello che avevamo letto nei libri di permacultura a proposito della coltivazione delle patate nella paglia. Da allora coltiviamo le patate così e, con l’esperienza, abbiamo affinato un po’ la tecnica della semina su sodo.

preparazione del terreno per semina su sodoPrepare il terreno per la semina su sodo

Dopo il primo esperimento abbiamo capito che, per avere patate di giusta dimensione, il terreno deve essere preparato.
Ma preparato non vuol dire lavorato, significa che la zona dedicata alle patate va tenuta pacciamata da alcuni mesi prima della semina. Questo per tenere a bada le “erbacce”, creando così una zona “nuda” senza lavorazioni della terra e anche per apportare elementi nutritivi che saranno utli alla crescita delle piante.

cartoni e sacchi come pacciamaturaNoi iniziamo ad ottobre, copriamo l’area con le foglie che rastrelliamo sotto gli alberi, poi aggiungiamo paglia, residui di coltivazioni, sfalci di prato e quello che è rimasto dalla precedente pacciamatura. Mettiamo materiale per un paio di mesi perché, con il tempo, abbiamo capito che più alto è lo strato di pacciamatura, meglio è.
Come strato iniziale si potrebbe mettere anche compost o letame, sarebbe perfetto, ma noi ancora non riusciamo ad averne abbastanza.

Sopra alla materia organica mettiamo anche cartoni da imballo e/o sacchi di iuta e lasciamo che tutto si degradi durante l’inverno.
In questo modo, al di sotto dei cartoni, il terreno si mantiene umido e la materia organica ha tempo di decomporsi, creando uno strato “ricco” e umido.

taglio a croce sui cartoni per la seminaSemina su sodo

A metà marzo siamo pronti per mettere a terra i tuberi-seme di patate. Di solito non li compriamo, preferiamo usare le patate germogliate del raccolto precedende. E se le patate hanno germogliato in più punti, si possono tagliare e seminare i pezzi che hanno almeno un germoglio. Normalmente seminiamo patate gialle viterbesi e patate rosse, ottime per la cottura al forno.

Si semina con luna calante e abbiamo sperimentato due modi per farlo.
Il primo prevede di poggiare i tuberi-seme sopra i cartoni ben innaffiati (per renderli morbidi) e poi ricoprire tutto di altro strato di paglia o altra pacciamatura. Avendo l’accortezza di tenere i cartoni sempre umidi, le radici delle patate riusciranno facilmente a bucarli. Questo metodo va bene se lo strato di pacciamatura sotto i cartoni è esiguo.
tubero-seme tra la pagliaIl secondo metodo prevede  di fare dei tagli a croce sui cartoni (o sui sacchi), alzare un po’ le linguette e infilare la patata (o il tubero-seme), tra la paglia, sotto il cartone. In questo caso la pacciamatura deve essere più alta sotto i cartoni. L’aggiunta di pacciamatura sopra i cartoni va fatta lo stesso, ma si può fare dopo qualche giorno.

In ogni caso l’idea base è che le patate si sviluppino tra due strati di pacciamatura, quello che copre il terreno e quello che aggiungiamo man mano durante la crescita della pianta. (Non è necessario usare i cartoni, va bene qualsiasi tipo di pacciamatura, i cartoni semplicemente schermano di più la luce impedendo alle “erbacce” di crescere).

Le distanze di semina sono circa 30 cm sulla fila e circa 50-60 cm tra le file. Sono misure indicative, idonee per la semina tradizionale, con semina su sodo le piante vengono un po’ più piccole. Almeno nella nostra esperienza.

patate sotto pacciamuturaInnaffiare

Affinchè ci sia un buon raccolto, abbiamo capito che bisogna innaffiare. Normalmente in primavera piove parecchio, ma se così non fosse bisogna provvedere. E anche nei mesi successivi, specie nel periodo di fioritura, bisogna innaffiare con frequenza per assicurare lo sviluppo dei tuberi. Non serve una grande quantità d’acqua perchè le radici sono superficiali, ma il terreno sotto la pacciamatura deve essere sempre umido.

Crescita

Come detto, è essenziale che man mano che le piantine crescono, si aggiunga paglia. Lo strato di pacciamatura deve crescere con la crescita delle piante. In questo modo riusciremo a soffocare le “erbacce” e mantenere la giusta umidità per lo sviluppo delle patate. Allo sviluppo completo delle pianta dovremmo avere almeno 20-30 cm di pacciamatura.

patate su sodoRaccolta delle patate

Si dice che la raccolta deve avvenire con il solleone, cioè quando il sole è nel segno zodiacale del leone. Questo vuol dire tra metà luglio e metà agosto.
In realtà il momento di raccogliere si capisce facilmente perchè le piante cominceranno ad ingiallire. Con la semina su sodo la raccolta è facile e veloce: basta spostare la pacciamatura e troveremo patate belle pulite, pronte da mettere via.

Per noi è sempre stata una soddisfazione, poca fatica e molta resa. Sopratutto per piccole coltivazioni, con terreni duri come il nostro questo è un ottimo metodo.
Se il raccolto risulterà scarso, cioè le patate saranno rimaste piccole, significa che lo strato di pacciamatura era troppo esiguo o, più probabilmente, il clima è stato siccitoso e non si è innaffiato a sufficienza.

raccolto di patateConservazione

Una volta raccolte, le patate vanno tenute in un luogo fresco e asciutto, come una cantina, al sicuro dagli animali (topi) e al buio. Noi non seminiamo molte patate proprio perché ancora non abbiamo trovato un modo per conservale a lungo: tenendole in casa riusciamo ad avere patate senza germogli solo fino a Natale.
I nostri vicini contadini ci hanno raccontato che “un tempo” si tenevano in cantina ma che comunque a dicembre dovevano togliere i piccoli germogli che si erano formati, per riuscire a mangiare patate per qualche altro mese. Oggi forse è diverso, a noi è successo di sentire contadini che, al consorzio agrario, chiedevano antigerminativi per la conservazione!

Ricominciare

Dopo la raccolta, è quasi tempo di ricominciare. Noi ricominciano a ottobre buttando pollina delle nostre galline sulla zona dedicata alla coltivazione, poi foglie, sfalci, ecc… ricomincia il ciclo.
Ogni anno andrebbe scelto un luogo diverso (rotazione) perché le patate possono essere attaccate da peronospora (e le spore possono rimanere nel terreno) e dalla dorifora, un coleottero che mangia le foglie, che sverna nel terreno. A noi non è successo di avere attacchi di peronospora o di dorifora, ma quando lo scorso anno abbiamo partecipato alla raccolta delle patate in una azienda biologica, abbiamo visto centinaia di questi coleotteri nei campi.

Conclusioni

Ora si sta riscoprendo, con l’agricoltura sostenibile, un modo di coltivare che prevede la coltivazione tra la pacciamatura e che fa a meno delle lavorazioni del terreno. Il discorso è complesso (non è tutto oro quel che luce!) ma coltivare senza zappare è un sogno. Utile per il terreno e per la nostra schiena.

Della semina su sodo se ne “serve” anche la natura. Certo servono una concomitanza di condizioni favorevoli, ma nel nostro orto abbiamo avuto broccoli rapa, pomodori e tageti che sono nati da semi caduti sul terreno e che si sono sviluppati con radici superficiali sopra terra.

Come diceva Fukuoka, l’agricoltura naturale è l’agricoltura del non fare!

Ti potrebbe interessare...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *