La gilda delle tre sorelle: mais, fagioli e zucca

mais nella gilda delle 3 sorelleUno dei nostri “esperimenti agricoli “di quest’anno è stata la coltivazione della gilda delle tre sorelle.
Questa gilda è molto nota a chi segue la Permacultura e ci ha sempre affascinato per le sue origini molto antiche. Ecco qualche informazione a riguardo e il racconto della nostra prova sul campo.

Cos’è una gilda?

In permacultura il metodo più usato nella coltivazione e nella progettazione dello spazio verde è quello di creare delle gilde.
In pratica si tratta di raggruppare piante diverse in modo da avere un insieme di coltivazioni che si aiutino tra loro e apportino elementi diversi al gruppo. Di solito una gilda è formata da un albero al centro e piante diverse intorno, andando a scalare. Quindi albero, piante cespugliose alte, poi quelle più basse e poi fiori e tuberi.

Ogni pianta della gilda è in sinergia con le altre e svolge più funzioni e, tutte insieme, creano un piccolo microcosmo.

La gilda delle tre sorelle

Nello specifico la gilda delle tre sorelle è un modo di coltivare nell’orto tre varietà differenti: mais, zucca e fagioli.

In questa consociazione ogni pianta aiuta le altre e insieme producono di più, necessitano di meno acqua e di meno fertilizzante che se fossero coltivate separate.

la gilda delle 3 sorelleQuesta gilda ha origini molto antiche, era in uso tra gli indiani d’America e anche presso gli Incas.
In origine erano “4 sorelle”, perché c’erano anche piante da fiori per fornire altro cibo e attirare gli insetti impollinatori, in particolare cleome (baccelli e fiori edibili) o girasole (semi).
Per gli Incas la quarta sorella era l’amaranto, che aggiungeva un elemento proteico ed era utile anche per farne una tintura rossa.

Le funzioni di questa gilda si possono riassumere così: i fagioli apportano azoto per tutte e tre le coltivazioni, il mais fa da sostegno ai fagioli che vi si arrampicano e la zucca ricopre come una pacciamatura verde il terreno che rimane più fresco e umido.

La gilda quindi collega il mondo batterico (azotofissatori) con quello vegetale e, con l’aggiunta della quarta sorella, la connessione si estende al mondo animale rappresentato dagli insetti impollinatori.

Impianto della gilda

Per impiantare questa gilda in modo tradizionale bisogna prevedere una zona di campo su cui fare piccole aiuole circolari rialzate, alte 5-10 cm e larghe circa 30 cm di diametro, distanziate tra di loro di circa 90 cm.

Al centro di ogni singola montagnola si seminano 3/4 semi di mais, più o meno in cerchio.
Dopo 2 o 3 settimane, quando le piantine di mais saranno germogliate, è il turno di fagioli e zucche.

I fagioli rampicanti si seminano in 2 o 3 buchette al bordo della montagnola in modo che siano distanti dal mais circa 6 cm. Le zucche invece vanno seminate nello spazio TRA le aiuole e indirizzate durante la loro crescita in modo che ricoprano il terreno tra le montagnole.

Altri metodi prevedono aiuole rialzate rettangolari in cui il mais viene seminato a cerchio al centro dell’aiuola, poi i fagioli in cerchio intorno al mais e le zucche lungo il bordo dell’aiuola.
Abbiamo anche visto che qualcuno coltiva questa gilda su file, alternando le piante anche se in questo modo si perde l’essenza della gilda cioè il raggruppamento.

Per la coltivazione andranno bene tutte le varietà di mais anche se il mais nero azteco e il mais hopi bianco erano quelli più usati. Per i fagioli basta scegliere una varietà rampicante non troppo vigorosa, mentre per le zucche bisogna orientarsi su varietà tappezzanti, quindi non zucchine a portamento verticale.

Se si vuole la quarta sorella, si possono coltivare dei girasoli nella parte nord, tra le aiuole rialzate.

La gilda delle tre sorelle: il nostro esperimento

Abbiamo deciso di provare questa gilda perché siamo sempre affascinati dai metodi di coltivazione più antichi e ci piace capire se sono praticabili anche oggi. Cerchiamo di sperimentare un’agricoltura veramente sostenibile che preveda la biodiversità. Niente distese di monocolture!

pannocchia di maisInoltre ci piace conoscere nuove piante, e il mais non lo avevamo mai visto da vicino in tutte le sue fasi, senza contare che ci intriga l’idea di autoprodurre qualcosa anche per le nostre galline.

La nostra prima perplessità è stata su quale fosse il periodo giusto per iniziare la gilda.
Nella nostra zona il mais si semina a metà marzo mentre le zucche e i fagioli, in pieno campo, a fine aprile. Circa  5 o 6 settimane dopo. Dunque che fare?

Abbiamo deciso di seminare il mais a fine marzo, posticipando un po’, e appena avesse germogliato, di seminare fagioli e zucche verso la metà di aprile, anticipando un po’. Ci sembrava una buona idea.

Preparazione e semine

Abbiamo quindi preparato una zona fuori dall’orto, di circa 5 x8 metri, fresandola con la motozappa, e abbiamo “costruito” le nostre piccole montagnole.
Per far entrare più piante abbiamo ridotto la distanza tra le montagnette a circa 60-70 cm, rispettando però le misure delle aiuole, circa 30 cm di larghezza e alte circa 7 cm.

Quindi abbiamo aspettato la fine marzo per seminare il mais, mettendo 3 semi, distanziati di qualche centimetro, al centro delle nostre montagnette. Da quel momento abbiamo innaffiato tutti i giorni, fino alla nascita delle piantine.

Poi è stata la volta di seminare i fagioli e le zucche. Purtroppo non abbiamo potuto seminarle un po’ in anticipo, come avevamo previsto, perché le temperature erano piuttosto basse e abbiamo dovuto aspettare la fine aprile.

Riguardo le varietà, abbiamo seminato un mais vetrificato industriale ma su tre aiuole siamo riusciti a mettere un mais non industriale di cui avevamo pochissimi semi.
La varietà di fagioli è stata quella del Purgatorio, un fagiolo rampicante tipo cannellino, che già avevamo testato nel nostro orto,  mentre per le zucche ci siamo sbizzarriti mettendo tutte le varietà di cui avevamo i semi: Giants, Butternut, HokkaidoTrombetta e Patissone.

Sviluppo e problemi della gilda

Dopo qualche tempo tutte le piante erano germogliate e crescevano bene, a parte le aiuole con il mais non industriale. Questo mais è nato solo su una montagnola e molto molto in ritardo rispetto alla varierà industriale.

Acqua

Per i primi due mesi tutto è andato bene, poi sono iniziati i problemi. Quello principale possiamo dire che è stata l’acqua.

Sapevamo che il mais non è una coltura molto sostenibile in quanto necessita di una grande quantità di acqua, per cui annaffiavamo tutti i giorni, a volte anche due volte al giorno!
Ma avendo impiantato la gilda delle tre sorelle fuori dall’orto, il metodo di irrigazione non era con tubi ad ala gocciolante e tutto questo apporto idrico, con tubo e irrigatore a pioggia, ha fatto crescere moltissima erba.

Abbiamo dovuto tagliarla un paio di volte in un mese e ripacciamare con paglia tutte le montagnole più volte.

Nonostante innaffiassimo tantissimo, abbiamo avuto altri problemi in fase di maturazione delle coltivazioni. Dopo un inizio in cui le piante erano tutte rigogliose, tutte e tre le sorelle hanno cominciato a soffrire.
Il mais ha prodotto solo un paio di pannocchie a pianta, le zucche piano piano sono morte tutte e i fagioli, dopo un inizio promettente, non hanno prodotto molti bacelli.

Certo è stata un’estate davvero calda e l’aria era davvero rovente, anche altre coltivazioni nell’orto hanno sofferto.

Tempistiche

Un altro problema che abbiamo notato sono state le tempistiche, in particolare per le zucche.
Anche prima che le piante morissero, non erano abbastanza avanti con lo sviluppo e quindi non in grado di pacciamare il terreno e ostacolare la crescita esponenziale delle “erbacce”.

Un ulteriore problema è stata la nostra inesperienza, per cui a luglio, quando avevamo le nostre prime pannocchie, non le abbiamo raccolte credendo che dovessero crescere ancora.
Quando lo abbiamo fatto abbiamo capito che queste piccole pannocchie non erano più adatte per cuocerle sulla brace o bollirle: erano troppo secche.

A parte un po’ di delusione, ora abbiamo comunque molti chicchi di granturco per la gioia delle nostre galline.

Considerazioni

Dopo questa esperienza non siamo sicuri di coltivare la gilda delle tre sorelle anche il prossimo anno.

I problemi che abbiamo avuto sono sicuramente dovuti ad una stagione eccessivamente calda ma anche al nostro modo di coltivare. Sicuramente per chi fa un’agricoltura tradizionale ed è abituato ad arare in profondità e fa uso di diserbanti, il problema delle erbacce rigogliose non sussiste, neanche con una notevole irrigazione.

Per noi che seguiamo un’agricoltura naturale (quindi niente aratura né prodotti chimici), però, questa gilda delle tre sorelle è un po’ problematica. Inoltre ci siamo resi conto che il mais necessita davvero di un’enorme quantità di acqua per produrre pannocchie grandi mentre noi cerchiamo sempre di usare con parsimonia questa risorsa.

Comunque, nel caso ripetessimo questa coltivazione, saranno necessari degli aggiustamenti.

Miglioramenti della gilda delle tre sorelle

In primis risolvere il problema acqua. Per quanto ci è sembrato di innaffiare tantissimo, la quantità di acqua non è stata sufficiente per un buono sviluppo delle pannocchie, ma ha fatto crescere rigogliose le “erbacce”.

Crediamo, quindi, che l’unico modo per ovviare a questo problema sia irrigare con il sistema a goccia, anche se per farlo bisognerà cambiare l’impianto di coltivazione. La disposizione di tante montagnole rotonde con in mezzo le zucche non è molto adatta per sistemare i tubi ad ala gocciolante!

Forse meglio prevedere una grande aiuola rettangolare su cui il tubo di irrigazione si può far passare più agevolmente.

Per risolvere i problemi delle tempistiche abbiamo pensato a due diverse soluzioni, da mettere in pratica singolarmente ma anche insieme.

varietà di mais non industrialeLa prima è quella di usare solo mais non industriale.
Probabilmente un mais “antico” si semina più tardivamente, diciamo a metà aprile, e quindi dopo due settimane di possono seminare fagioli e zucche senza forzare i tempi.
Il mais in effetti si semina quando le temperature sono stabilmente sopra i 10 gradi, ma forse quello non industriale ha bisogno di qualche grado in più.

La seconda soluzione potrebbe essere quella di seminare il mais in campo e contemporaneamente i fagioli e le zucche in semenzaio.
In questo modo, una volta nato il mais, si possono trapiantare i fagioli e le zucche che saranno già un po’ cresciute al calduccio del semenzaio. Inoltre, in caso di temperature non adeguate o di qualche problema con il mais, le piantine saranno più gestibili e si potranno tenere ancora per un po’ in vaso.

Un aspetto che invece ci ha affascinato è stata la bellezza della pianta di mais. Oltre alla “stranezza” delle infiorescenze e l’incredibile formazione delle pannocchie tra il fusto e le foglie, le piante di granturco spiccavano nel campo per forma e soprattutto per colore, un verde bellissimo!

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