Progettare l’orto: colture e trattamenti

schema di una aiuola ortoUna volta che l’orto è preparato, possiamo dedicarci alle colture. Scegliamo quali e quante piante ospitare nel nostro orto familiare, studiamo e progettiamo le rotazioni e le consociazioni tra le piante. In più qualche suggerimento utile e qualche riflessione su concimi e fertilizzanti.

Colture nell’orto

Quali coltivazioni

L’orto è già allestito e dotato di impianti, ma quali piante coltivare?

Ovviamente dipende dalla stagione, dal clima del luogo e anche dal tipo di terreno che si ha a disposizione.
Di norma si allestisce un orto estivo e uno invernale, affiancati da colture che si possono coltivare quasi tutto l’anno.

zucchinaPer gli ortaggi dell’orto estivo non c’è che l’imbarazzo della scelta, e tutte le piante estive danno molti frutti, per cui si raccoglie durante tutta la stagione.
Mettendo 6 piante di pomodori o di zucchine raccoglieremo decine e decine di frutti nell’arco dei mesi estivi.

Per l’orto invernale, invece, la scelta delle colture si riduce: essenzialmente cavoli, broccoli e affini.
Per i broccoletti (tipo rapini) e il cavolo nero la raccolta è prolungata perché si raccolgono le foglie man mano che le piante crescono e, in prossimità della primavera, si raccolgono le cimette.
Purtroppo per cavoli e finocchi la raccolta è singola, questo significa che se mettiamo 6 cavolfiori ne raccoglieremo 6.

In un orto familiare non dovrebbero mancare le leguminose perché sono azoto fissatrici e aiutano a mantenere la fertilità del terreno. Quindi piselli e fagioli per l’orto estivo, e fave in quello invernale.

Per le colture che si possono coltivare quasi per tutto l’anno, inseriamo cicorie, spinaci e moltissime varietà di insalate, da taglio e non.

Alcune colture saranno perfette per il tipo di terreno di cui disponiamo e per il clima del luogo, altre stenteranno, ad altre dovremo rinunciare.
Nel post sui nostri fallimenti abbiamo raccontato le nostre rinunce, ma solo provando e sperimentando possiamo capire quali colture amano il nostro micro-cosmo.

Per cominciare è meglio comprare le piantine al vivaio (o consorzio) e provare le semine “facili”, quelle direttamente in campo, di spinaci, cicoria e fagiolini. In seguito si possono salvare i semi delle proprie piante e dedicarsi all’allestimento di semenzai.

Quante piante nell’orto?

Quanto detto a proposito dell’orto estivo e di quello invernale ci dà un’idea sul numero di piante da mettere nell’orto, anche se è lo spazio che abbiamo a disposizione che ne determina la quantità.

Ognibieta e cicoria nell'orto pianta necessita di un suo spazio e quindi deve avere una certa distanza tra le file di coltivazione e tra le piante sulla stessa fila.
I pomodori, ad esempio, vanno distanziati sulla fila di 50 cm e tra le file di 80-100 cm, quindi da questi calcoli possiamo capire facilmente quante piante possiamo avere nell’orto.

In permacultura si prediligono colture pluriennali, ma in Italia non molti ortaggi resistono dopo la stagione. I pomodori, ad esempio, sono una pianta perenne in America Latina, ma qui muoiono con l’approssimarsi dell’inverno.
Noi siamo riusciti ad avere il cavolo nero e i cavoli di bruxelles per due anni (poi le piante sono morte), mentre la bieta e la cicoria sono praticamente perenni perché le lasciamo andare a fiore e si auto-seminano.

Rotazioni e consociazioni delle colture

Orto temporaneo

Per non sfruttare troppo il terreno è molto importante effettuare le rotazioni.
Se abbiamo diviso l’area di coltivazione in quattro parti, mentre ne coltiviamo una, le altre 3 riposano o possono essere dedicate alla coltivazione delle leguminose che andranno ad arricchire il terreno.

Coltivando ogni stagione una parte diversa non si avrà un impoverimento del suolo e non saranno necessari fertilizzanti chimici.

Nella singola parcella coltivata si può effettuare anche una sorta di consociazione tra le colture alternando ortaggi diversi sulla stessa fila e/o alternandoli sulle file.
Avere una varietà di coltivazione ci aiuta a protegge le piante dagli attacchi di insetti nocivi e di funghi.

Per i nostri primi orti studiavamo l’alternanza facendoci degli schemi su carta e in fase di trapianto procedevamo seguendo il progetto. In realtà si può semplificare semplicemente inserendo ogni tanto, sulla fila, una pianta diversa.
Alternare pomodori e basilico, insalate e fagiolini e inserire qua e là piante da fiori e aromatiche, è una buona pratica. Avremo una biodiversità di insetti e attireremo api e bombi utili per l’impollinazione.

Orto permanente

Nel sistema sinergico le rotazioni non sono previste in quanto lo stesso bancale ospita sempre una varietà di piante diverse che non esauriscono il terreno, avendo differenti necessità.

agricoltura sinergica: bancale pacciamatoNell’orto sinergico avremo quindi una coltivazione mista sullo stesso bancale.
Le piante che metteremo devono appartenere a famiglie diverse, più diversità è uguale a orto più sano.
Le famiglie di piante presenti sullo stesso bancale dovrebbero essere almeno 5:
liliacee (aglio e cipolle),
leguminose che arricchiscono il terreno di azoto (piselli, fave, fagioli..)
una coltura di stagione (estate solanacee, inverno cavoli),
piante aromatiche (lavanda, salvia, timo…) che proteggono le coltivazioni,
piante da fiore che attirano insetti impollinatori e farfalle.

Sul bancale avremo quindi sui bordi inclinati cipolle, aglio, carote, intramezzate da insalate varie e sulla parte superiore avremo solanacee in estate e cavoli in inverno in consociazione con leguminose, erbe aromatiche e fiori.

Per la famiglia delle leguminose possiamo inserire piselli, fave e fagioli, mentre ceci o lenticchie andranno previsti fuori dall’orto perché necessitano di essere coltivati in enorme quantità per ricavarne un minimo prodotto.

Consociazioni tra colture

Nel sistema agricolo sinergico si seguono più le consociazioni, cioè si presta attenzione alla vicinanza tra le piante affinchè ci sia una la migliore reciprocità.
Esistono tabelle apposite che ci indicano quali sono gli abbinamenti migliori tra le colture e quali assolutamente da evitare. Anche se le varie tabelle non sono sempre coerenti tra loro, qui trovate un piccolo schema sulle consociazioni e sulla successione delle colture.

Per fare un esempio, è meglio evitare di mettere vicino pomodori e melanzane perché appartengono alla stessa famiglia (solanacee), mentre le insalate stanno bene vicino a tutte le colture ma non accanto al prezzemolo o al sedano.

La nostra esperienza sulle consociazione è scarsa, pratichiamo più l’alternanza sulle file e solo quest’anno proveremo un bancale rigorosamente sinergico.
Però nella nostra aiuola delle aromatiche miste abbiamo notato che il rosmarino cresceva male. Ci hanno detto che stentava perchè era vicino alla salvia, ed effettivamente, una volta spostata la salvia, il rosmarino a iniziato a svilupparsi bene. Sarà una coincidenza?

Ultimi consigli

Non occupare tutto l’orto

Nel progetto di un orto, che sia temporaneo o permanente, è sempre meglio lasciare una fila, o un bancale, preparato ma vuoto.  Si rivelerà molto ultile per una semina dell’ultimo momento o per trapianti di qualche coltura che non avevamo previsto. Succede sempre!

broccoletti rapa in fioreSalvare i semi

Man mano che le colture dell’orto crescono, scegliere almeno una pianta per tipo da lasciare andare a seme. Optare le quelle più rigogliose e in salute, lasciandole andare a fiore e poi a seme: si potranno riseminare da sole o possiamo raccogliere noi i semi per la stagione successiva.

Non estirpare le colture

Quando le piante esauriscono il loro ciclo, a fine stagione, non vanno estirpate.
Si tagliano alla base, al livello del suolo: la parte aerea andrà ad aumentare lo strato di pacciamatura e le radici si lasciano nella terra perché, degradandosi, andranno ad arricchire il suolo e saranno un habitat per i lombrichi e micro organismi.

E i trattamenti?

Che sia un orto temporaneo o permanente, abbiamo dato per scontato che sia biologico. In orti familiari troviamo che non abbia alcun senso usare prodotti chimici.

Spesso in un orto temporaneo che prevede lavorazioni meccaniche, in fase di aratura e/o fresatura vengono incorporati concimi (organici e chimici), e successivamente anche diserbanti per il controllo delle erbe spontanee. Poi durante la crescita delle colture è la volta di fertilizzanti e trattamenti. E non succede solo in scala industriale.

Per fortuna noi non siamo esperti di queste pratiche, cerchiamo di seguire un’agricoltura naturale che non prevede niente!
E se siamo costretti dalle circostanze, cerchiamo di usare prodotti ammessi in agricoltura biologica (finora abbiamo usato solo poco verderame, e poi macerato di ortica, olio di neem, acqua e bicarbonato, cose così).

I concimi nell’agricoltura sinergica e in quella naturale non sono proprio previsti, la terra è un organismo efficiente se solo lasciamo stare. Solo in fase di costruzione dei bancali è previsto, eventualmente, l’apporto di compost o letame.
In agricoltura biodinamica sono previsti prodotti specifici, tipo il corno letame, e si usa molto il compost opportunamente preparato, in quella biologica concimi organici e/o autorizzati.

I trattamenti dovrebbere essere fatti con macerati vegetali.
Si usano macerati di ortica, di aglio, olio di neem, soluzioni a base di bicarbonato… ma è la biodiversità che mantiene sane le colture e mantiene un equilibrio tra tutti gli “abitanti” dell’orto.

ortofosfato ferrico vicino a una piantina di piselloPurtroppo come abbiamo detto benchè il proprio orticello sia un micro-cosmo felice è anche collegato al luogo e al circondario.

Se vicino ci sono campi coltivati con l’uso della chimica, qualche problema lo avremo nonostante le buone pratiche. Oltre alle sostanze chimiche che possono sconfinare, si possono avere attacchi di insetti nocivi.

Anche la posizione geografica e il clima del luogo possono favorire infestazioni.
Noi, ad esempio, siamo costretti ad usare l’ortofosfato ferrico contro le lumache e la poltiglia bordolese (cioé il verderame, anche se tecnocamente non sono proprio la stessa cosa) contro la peronospora.
Purtroppo i trattamenti con olio di neem, o macerato d’aglio, che rafforzano le piante, non sono così efficaci contro la peronospora, che è un fungo a cui piace moltissimo l’umidità che abbiamo qui in valle! Ma quest’anno su alcune piante mio marito vuole provare un rimedio alternativo e naturale, se avrà successo ve ne parleremo…

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4 commenti

  1. Ciao, magari ne sei già a conoscenza,
    ma contro le lumache mi permetto di consigliarti le trappole a base di birra, sono piuttosto efficaci e almeno non inquinanti e velenose quanto i lumachicidi!
    Su internet trovi un sacco di indicazioni in merito!
    Buona coltivazione!

    1. Ciao Luisa, le trappole di birra le conosciamo, anche se non le abbiamo trovate così efficaci.
      Ultimamente ho letto un articolo in cui si dice che l’odore della birra riesce a richiamare le lumache anche da molto lontano. Non so se è scientificamente provato, ma non voglio rischiare di radunare nel mio orto tutte le lumache del vicinato!

  2. Dovreste seriamente pensare di creare un canale youtube dove pubblicare video con tutte queste prezione informazioni!!! Un caro saluto

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