Il semenzaio riscaldato autocostruito

semenzaio riscaldatoFinalmente abbiamo un semenzaio riscaldato!
Lo abbiamo costruito noi, senza spendere una fortuna, igegnandoci un po’. Una svolta per  le semine dei pomodori antichi, che richiedono una temperatura di almeno 15 gradi.

Per le semine abbiamo sempre occupato tutti i davanzali di casa, e sognavamo di avere una serra per rendere tutto più agevole.
Il costo di una serra robusta, però, è molto elevato e inoltre serve anche richiedere un permesso edilizio, quindi abbiamo ripiegato su un semenzaio riscaldato, allestito con poca spesa e tanta manualità.

Il cassone-semenzaio

L’idea è stata quella di convertire il nostro cassone, costruito per le carote, che giaceva inutilizzato nell’orto.

Il cripristino del cassone-semenzaioassone era stato fatto, un paio di anni fa, con quattro pallet inchiodati a formare una sorta di cassa ed era stato riempito con del terriccio comprato. (Le carote non erano comunque mai venute bene).

Ormai era pieno di gramiglia e il telo di plastica con cui era stato foderato nel frattempo si era deteriorato.
Per renderlo utilizzabile abbiamo tolto le erbacce, lo abbiamo svuotato di tutta la terra e abbiamo sostituito il telo pacciamante con uno nuovo, più resistente.

A questcassone con pollinastrato di paglia nel cassoneo punto abbiamo pensato che, dovendo essere un semenzaio riscaldato, un po’ di coibentazione non avrebbe fatto male e quindi, prima di riempirlo nuovamente con la terra, abbiamo sistemato dei fogli di polistirolo sulle 4 pareti. Abbiamo usato dei fogli di polistirolo molto sottili perché era quello che avevamo e ci siamo adattati.

Poi, basandoci sull’idea dei semenzai a letto caldo, cioè con letame che maturando sprigiona calore, sopra il terriccio abbiamo messo la pollina delle nostre galline, sperando funzionasse come il letame.
Sopra lo strato di pollina abbiamo aggiunto della paglia, ammucchiandola anche negli angoli del cassone-semanzaio, dove non arrivava il polistirolo, affinché isolasse ulteriormente.

La copertura del semenzaio riscaldato

sistemazione del policarbonato

A copertura del cassone-semenzaio pensavamo di mettere una lastra trasparente ma eravamo incerti se usare il plexigass o il policarbonato alveolare.
Il dubbio si è dissolto quando abbiamo fatto un giro tra i vari brico della zona: il plexiglass è più costoso ed entrambi i materiali in questi negozi non te li tagliano a misura, devi comprare una lastra intera.

Questo è stato un bel problema perché il nostro cassone-semenzaio è piuttosto grande, circa 120 x 120 cm. La lastra più piccola era lunga comunque 2 mt e, avendo deciso per il policarbonato spesso 1 cm, avevamo problemi a farla entrare in macchina!
A quel punto abbiamo ripiegato su una lastra sottile, 4mm, che curvandola un po’ potevamo caricare.

A casa"ponticello" nel cassone-semenzaio lo abbiamo tagliato e sagomato a misura, e ci siamo resi conto che bastava portarsi al negozio un taglierino e una riga e avremmo potuto facilmente tagliare anche quello più spesso!

Purtroppo questa lastra sottile si imbarca e abbiamo dovuto costruire una sorta di ponticello in legno per tenerla sollevata sul cassone. Lavoretto non previsto ma necessario altrimenti il policarbonato si sarebbe adagiato sulle vaschette di piantine!

Riscaldare il cassone-semenzaio

A questo punto la struttura del cassone era completa ma di certo la temperatura all’interno, nonostante il polistirolo, la pollina e la paglia, non era ideale per le semine dei pomodori antichi. Come fare perché nel cassone ci fosse una temperatura costante di 15 gradi?

Ed ecco la parte tecnologica, il sistema riscaldante.

Navigando un po’ sul web abbiamo scoperto diversi sistemi per riscaldare il semenzaio, molti dei quali sono nati per i rettilari.
Il panorama ci offriva tappetini riscaldanti, tubi riscaldanti e filo riscaldante.

I tappetini funzionano egregiamente ma per tutte le nostre vaschette ne avremmo dovuti comprare tre o quattro, con conseguente aumento dei costi. Inoltre avremmo dovuto trafficare un po’ per collegarli tutti insieme.

filo riscaldanteI tubi, secondo mio marito, non avevano sufficiente potenza. Oltre al fatto che vanno avvitati sulle pareti del cassone che, nel nostro caso, non erano proprio idonee visto che le avevamo foderate con telo e polistirolo.

Alla fine abbiamo ripiegato sul filo riscaldante. Uno piuttosto potente, perché la temperatura qui la notte può ancora scendere anche intorno a 0° centigradi, e dunque serviva un filo adeguato.

Abbiamo comprato questo filo riscaldante, nella versione da 6 metri di lunghezza, 80 watt di potenza, pagato 25,50 euro.

L’abbiamo disteso nel cassone, sopra la paglia e fissato con picchetti a U, quelli per i teli, facendogli fare una sorta di serpentina.

Controllo della temperatura

L’elemento riscaldante, qualunque sia, di per sè non basta, bisogna che sia collegato ad un termostato che controlli la temperatura e lo metta in funzione.

Il termostato deve essere, se non impermeabile, almeno progettato per un uso all’aperto: è vero che rimane dentro il cassone, ed è protetto dalla lastra di policarbonato, ma comunque l’umidità c’è sempre, e stiamo utilizzando corrente a 220 volt, quindi meglio andare sul sicuro.

Noi come termostato abbiamo scelto questo, sbagliando: abbiamo visto 2 prese, e pensato che potesse comandare 2 fili riscaldanti. Invece le due prese sono una per il riscaldamento e l’altra per il raffreddamento!

Funzionamento del termostato

Questo termostato funziona così: si imposta la temperatura che si vuole mantenere nell’ambiente in cui è installato il sensore del termostato e si seleziona un delta, nel nostro caso abbiamo lasciato quello preimpostato di fabbrica, di 2 gradi.

termostato per semenzaio

Appena la temperatura scende al di sotto del valore impostato meno il delta, il termostato attiva un relè e fornisce corrente all’apparato scaldante collegato, nel nostro caso il filo riscaldante.
Abbiamo quindi impostato la temperatura a 17° centigradi, e considerato il delta di 2° il termostato fornisce corrente al filo riscaldante appena la temperatura scende al di sotto di 17°-2° = 15° centigradi.

Essendo un termostato anche per il raffreddamento, quando la temperatura supera il valore 17°+2°=19°, il relé interrompe il circuito che fornisce corrente alla presa del filo riscaldante, e fornisce corrente alla seconda presa, dove si potrebbe collegare un elemento refrigerante.
Le due prese sono chiaramente indicate con una scritta, in inglese: heating (riscaldamento) e cooling (raffreddamento).

sensore del termostatoIl sensore del termostato è collegato al termostato stesso attraverso un filo piuttosto lungo che abbiamo posizionato nella terra di una vaschetta seminata.

Il nostro termostato è costato 37,99 euro, quindi in totale abbiamo speso 65,49 euro per la parte elettrica del semenzaio. Altri 10 euro circa per il policarbonato, e ancora una decina di euro per il telo pacciamante, in definitiva meno di 100 euro.

Se avessimo scelto invece quest’altro termostato, avremmo speso una 15ina di euro di meno. Però il nostro termostato doppio, riscaldante/raffreddante, può essere utile per altri scopi, come ad esempio controllare una fermentazione.

La sicurezza!

Ah, ovviamente le prolunghe che portano la corrente fino al cassone, i collegamenti elettrici (due spine) tra termostato e prolunga, la ciabatta del termostato con la spina del filo riscaldante, il termostato stesso, tutto dopo i collegamenti è stato imbustato con della plastica spessa chiusa con del nastro adesivo, per evitare che l’umidità, l’acqua o delle lumache entrino dentro e provochino corto circuiti e/o incendi.
Usiamo lo stesso sistema per le luminarie esterne di Natale, e non abbiamo mai avuto problemi, quindi è un sistema collaudato.

Prove di funzionamento

Prima di fare le semine abbiamo voluto provato il sistema per essere sicuri che le nostre vaschette con i semi non avrebbero sofferto.

Per non dover uscire di notte a controllare la temperatura segnalata dal termostato abbiamo messo all’interno del cassone-semenzaio un altro sensore collegato ad una stazione meteorologica installata dentro casa, che registra i valori minimi e massimi.
Detta così sembra chissà che impianto, ma la stazione meteorologica l’abbiamo presa alla Lidl per meno di 15 euro.

Dopo la prima notte, leggendo i valori della stazione meteo dentro casa, abbiamo scoperto che la temperatura, all’interno del cassone, era calata fino a 13°.
Questo perché il termostato attiva il filo riscaldante appena la temperatura raggiunge i 15°, ma poi il filo riscaldante ci impiega un po’ a riportare la temperatura a 17°, e nel frattempo la temperatura continua a calare ancora.

La sera successiva, quindi, abbiamo cambiato i settaggi, 18° e 16°.
Tutto aggiustamenti del sistema riscaldantefunzionava alla grande, potevamo fare le semine.

Per le semine noi usiamo i vassoi di polistirolo dei vivai che contengono otto vaschette, suddivise in diversi scomparti.
Seminate tutte le vaschette, le abbiamo portate nel cassone-semenzaio e le abbiamo sistemate sopra il filo riscaldante.

Il giorno dopo le letture erano sballate, apparentemente nel cassone si era scesi fino a sette gradi! Che cosa era successo?

In effetti abbiamo capito di aver sbagliato posizionando i vassoi di polistirolo sopra il filo riscaldante. Il polistirolo è un isolante fantastico, dunque non permetteva al filo di scaldare l’ambiente.

Abbiamo perciò dovuto fare un aggiustamento, abbiamo dovuto far passare il filo attorno ai vassoi, e adesso funziona tutto benissimo.
Anche quando qualche notte ha gelato (zero gradi) nel nostro cassone la temperatura non è scesa mai sotto i 13 gradi.

Costi e consumi

A parte il divertimento e la soddisfazione di costruirsi qualcosa di utile e che funziona, non bisogna sottovalutare il risparmio.
In totale, abbiamo detto, abbiamo speso circa 100 euro; considerando una vita utile del termostato e del filo riscaldante di almeno 2 anni (ma probabilmente 4 o 5), sono 50 euro l’anno.

Poi c’è il consumo della corrente elettrica. Grazie al termostato, il filo non è sempre sotto tensione, e si accende, pensiamo, circa 10 ore al giorno. Consuma 80watt l’ora, dunque sono 800 watt al giorno, 0,8 Kw. Lo terremo in funzione per, esageriamo, 50 giorni: 50×0,8kw=40Kw.
Diciamo 20 centesimi al Kw, prezzo medio tasse incluse. Fanno altri 0,20 x 40 = 8 euro.

In totale, quindi, con 58 euro l’anno abbiamo il nostro semenzaio riscaldato esterno.

semenzaio completo

Dentro il cassone-semenzaio ci sono 6 vassoi di polistirolo, ed ognuno contiene 8 vaschette di plastica, in totale sono 48 vaschette di plastica.
Queste vaschette di piante, a comprarle al vivaio, vengono 2,4 euro a vaschetta. Sarebbero perciò 2,4*48=115,2 euro.

Dunque, comprare le piantine, invece che produrcele, ci sarebbe costato 115,2 euro.
Ne abbiamo spesi 58. Il risparmio è di 57,2 euro. Non male, vero?
Senza contare che adesso che abbiamo un semenzaio riscaldato possiamo usarlo anche per altre piantine, possiamo cominciare prima le semine e dunque il risparmio sarà ancora maggiore.

Migliorie e suggerimenti

Quest’anno il nostro cassone-semenzaio riscaldato è stato allestito con lo scopo principale di capire se poteva funzionare ma aver provato ci ha fatto capire quali migliorie apportare il prossimo anno.
Ecco quindi qualche consiglio per chi si volesse cimentare con l’auto-costruzione.

Innanzi la struttura. I pallet vanno benissimo, e di solito sono a costo zero, ma ovviamente se volete un cassone esteticamente più bello potete usare del legno per esterno.

Meglio costruire un cassone-semenzaio con misure ad hoc per i vassoi o le vaschette che volete usare per le semine, in modo da ottimizzare lo spazio.

La coibentazione si può migliorare del polistirolo più spesso per rivestire le pareti interne, visto che si è dimostrato un ottimo isolante.

Per la copertura comprare una lastra di policarbonato alveolare assolutamente più spessa, almeno 1 cm. In questo modo non ci saranno problemi di cedimeno, inoltre costruendo un cassone-semenzaio più stretto il coperchio risulterà più rigido.

Riguardo il sistema di riscaldamento, gli 80 watt del filo riscaldante forse sono un po’ pochini, specie se la temperatura di notte scende di qualche grado sotto lo zero.
Saresemenzaio riscaldato con telo ombreggiantebbe stato meglio prendere un filo più potente, da 100 o 150 watt. Anche perché il consumo di un filo da 100 watt che si accende e si spegne alla fine forse è anche meno di quello di un filo da 80 watt acceso per tante ore di seguito.

Altra cosa a cui prestare molta attenzione è il luogo di posizionamento del cassone-semenzaio.
Noi abbiamo lasciato il nostro cassone dove era, ovvero esposto a sud.
Questo ha significato mettere un telo ombreggiante sopra la lastra di policarbonato perché i semi, e poi le piccole piantine, non devono stare alla luce diretta.
Quindi meglio posizionare il semenzaio riscaldato in una zona a nord, in modo che riceva una luce diffusa senza bisogno di dover ombreggiare.

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