Progettare l’orto: allestimento e impianti

orto estivoDopo aver visto gli elementi base, siamo pronti a progettare l’orto nel suo allestimento vero e proprio. Cominciamo pensando alla sua struttura, all’impianto di irrigazione, ai tutori, alla pacciamatura e.. a sporcarci le mani sul campo!

Abbiamo osservato, annotato e riflettuto (come detto nel post precedente), e sicuramente ora abbiamo le idee più chiare su dove posizionare l’orto e quanto sarà grande.
Dovremmo anche avere le idee più chiare sul tipo di sistema agricolo che vogliamo (o possiamo) seguire e questo influirà sulla realizzazione del nostro orto.

Ecco quindi i diversi elementi necessari per l’allestimento di due macro-tipologie di orto: quello temporaneo e quello permanente, ispirato all’agricoltura sinergica.

Allestimento dell’orto

Struttura

Orto temporaneo

Come detto, per un orto temporaneo non c’è una struttura, si tratta di delimitare una zona e lavorare la terra.
Comunque anche in questo caso è bene tracciare l’area dedicata all’orto su un foglio di carta, rispettando, in proporzione, le dimensioni che abbiamo deciso e dividerla in quattro parti in modo da avere ben presente tutta l’area coltivabile in successione.

Sempre su carta, possiamo progettare la singola parte che sarà occupatata dalle colture, disegnando le file di coltivazione o dividendola in settori.
Sefile di ortaggi optiamo per file di coltivazione, in linea generale possiamo calcolare una distanza tra le file di 40-50 cm, anche se varia a seconda di quali piante coltiveremo.

Pure la distanza tra le piante sulla stessa fila è molto variabile, perché ovviamente un cavolo è diverso da una carota! Comunque sulle vaschette di piantine e sulle bustine di semi che si comprano si trovano tutte le informazioni sulle distanze.

Se suddividiamo la zona in settori, possiamo seguire uno schema diverso prevedendo un settore per ogni tipo di piante, uno per i pomodori, uno per le insalate, uno per le zucchine, ecc. In questo modo potremo dimensionare meglio la distanza tra le file, sulla fila stessa, e realizzare un impianto di irrigazione per settori in modo da gestire al meglio il fabbisogno idrico delle piante.

Orto permanente

Per un orto permanente le cose sono un po’ più complesse. E sono diverse se progettiamo seguendo l’agricoltura sinergica o la permacultura.

Per la permacultura un modo di coltivare gli ortaggi è quello di prevederli nelle gilde, cioè in un insieme di piante che comprendono anche alberi, arbusti e piante da fiore.
In alternativa si creano delle aiuole-orto rialzate ma, invece che bancali lineari o curvi, si progettano aiuole a buco di serratura.
Noi non abbiamo esperienza di questo tipo di aiuola ma qui potete trovare degli esempi. Non siamo esperti neanche di gilde e food forest quindi per orto permanente intediamo un orto ispirato all’agricoltura di Emilia Hazelip.

Per un orto sinergico, il progetto va studiato bene perché è costituito da bancali rialzati che bisogna creare e che rimarranno, fissi, per anni.
Si comincia col disegnare l’area-orto sul foglio di carta e poi a studiare come mettere i bancali di coltivazione al suo interno. Di solito si prediligono forme curve e circolari, una sorta di orti-mandala.
Il singolo bancale deve rispettare delle misure affinchè sia facile coltivare e raccogliere.
La larghezza standard dei bancali è di 120 centimetri, l’altezza varia da 10 a 50 cm e la lunghezza è di 4-5 metri.
Tra bancali orto sinergicoi vari bancali deve esserci lo spazio per i camminamenti che deve essere agevole per passarci con una carriola, quindi largo circa 50-60 cm.

Con il nostro progetto disegnato su carta sarà poi più facile la realizzazione sul campo.
In fase di pratica si tracciano i disegni dei bancali sul terreno con l’aiuto di paletti e cordicelle.
Per prima cosa si scavano i camminamenti: la terra scavata si ammucchia su entrambi i lati del passaggio e andrà a costituire i bancali. Questi andranno poi ricoperti di un sottile strato di compost e di uno, bello spesso, di pacciamatura organica.

I bancali si possono costruire anche mettendo delle ramaglie come primo strato e poi ricoprendo con la terra dello scavo dei camminamenti.

Noi abbiamo un sistema misto, coltiviamo su bancali pacciamati ma lineari e stretti, a fila unica. Ci troviamo bene con questo sistema ma non abbiamo le consociazioni tra le colture come previsto nel sistema sinergico, cioè più file di piante sullo stesso bancale.
Inoltre il nostro sistema a fila singola prevede molti camminamenti, che sono spazio inutilizzato e terra che alla fine si compatta passandoci spesso.

Quest’anno quindi abbiamo modificato una delle nostre aiuole-orto: di quattro bancali singoli ne abbiamo fatti due più larghi in modo da provare le coltivazioni su doppia fila e l’inserimento di aromatiche, fiori e insalate, tutto sullo stesso bancale.
Questo ci consentirà di avere meno camminamenti da pacciamare e forse diminuirà anche la quantità di paglia necessaria a ricoprire tutta l’aiuola.

Allestimento degli impianti nell’orto

Irrigazione nell’orto

Molti annaffiano l’orto con il tubo da giardino, ma non è assolutamente un modo sostenibile di usare l’acqua. Il sistema di irrigazione migliore per un orto è sicuramente l’ala gocciolante, sia che per un orto temporaneo che per uno permanente.

sistema irrigazione ortoLa differenza consiste nel fatto che in un orto temporaneo i tubi dell’irragazione si montano e si smontano ogni stagione.
In un orto permanente invece l’impianto di irrigazione è fisso. Anche se, in posti dove l’acqua è molto calcarea, non durano più di due anni! I depositi di calcare finiscono per ostruire i pori, dopo un paio di stagioni.

L’allestimento dell’irrigazione consiste in tubi ad ala gocciolante che vengono sistemati sui bancali prima della pacciamatura. Dal momento che su ogni bancale si coltivano più file di piante, il tubo di irrigazione deve passare sul bancale due volte per poter innaffiare tutte le colture.

I tubi dell’irrigazione vanno ovviamente collegati ad un tubo di raccordo che porta l’acqua. Spesso sono previste delle valvole tra il tubo principale e i tubi ad ala gocciolante in modo che si possa decidere se escludere parti dell’orto.

Tutto il sistema può essere controllato da una centralina timer che apre e chiude l’acqua ad orari stabiliti.
(Per affrondire sul sistema di irrigazione, nel nostro blog trovate diversi post: qui, qui, e qui)

Tutori

In un orto permanente anche l’allestimento dei tutori è permanente.
I tutori sono fissi, di regola fatti con tondini in ferro lunghi 6 metri. Ogni bancale prevede due tondini, si piantano un’estremità all’inizio del bancale e l’altra estremità alla fine del bancale in diagonale, in modo da formare due archi che si incrociano al centro del bancale, poi si fissano con fil di ferro all’incrocio.
A questi tutori fissi si legano poi delle cordicelle (o fil di ferro) che vanno a sostenere le piante coltivate.

In un otutori nell'ortorto temporaneo i tutori sono installati al bisogno e di solito sono fatti con le canne.
Si preparano in inverno tagliando le canne e privandole delle foglie, se ne fanno dei fasci e si lasciano a seccare, in verticale, fino al momento dell’uso, di solito maggio.
Questi tutori vanno ri-preparati ogni anno, al massimo ogni due, perché le canne si deteriorano e non sono più in grado di sorreggere le piante.

Usando le canne bisogna calcolare un certo impegno, in termini di tempo e fatica, perché bisogna preparle, metterle nell’orto, legarle e, a fine stagione smontare tutto.

I modi di allestire i tutori sono diversi, il più più comune prevede una sorta di capanna a 4 canne con l’aggiunta di una canna in cima che colleghi più capanne sulla fila. Altrimenti si può creare una sorta di pergolato.

Noi usiamo le canne di bambu perché è un modo sostenibile di tenere a bada questa pianta che infesta il lato nord del nostro terreno. Dopo due anni, quando non sono più utili come tutori, le trituriamo e le trasformiamo in pacciame.

La pacciamatura

In orto temporaneo la pacciamatura non è prevista. Si lascia la nuda terra e, per sopperire ai problemi che ciò comporta, si zappetta durante tutta la stagione.
Bisogna farlo per togliere le “erbacce”, che inevitabilmente crescono, e anche per rompere la crosta che si forma in superficie quando la terra è esposta ai forti raggi solari e all’evapotraspirazione dell’acqua.

Queste operazioni sono assolutamente escluse in un orto permanente, ispirato al sinergico: la terra non si lavora mai (dopo la costruzione dei bancali).
A mantenere il terriccio soffice e ricco ci pensano le radici delle piante e la pacciamatura che man mano si degrada. Usare la pacciamatura inoltre protegge il suolo dall’evaporazione, evita l’erosione e contrasta le erbacce.

Come pacciamatura si possono usare molti materiali come la triturazione di canne e piccole potature, oppure lana, cartone, carta di quotidiani, foglie, sfalci di prato e ovviamente paglia di cerali.

Ppacciamtura organica nell'orto invernaleer funzionare, sia come blocco alle erbacce ma soprattutto come migliorativo per il terreno, lo strato pacciamante dovrebbe essere alto almeno 30 centrimetri.

Da questo si deduce che per pacciamare anche un piccolo orto ci vuole tantissimo materiale, molto più di quanto ci si possa immaginare, e se non si ha la possibilità di comprare rotoballe di paglia bisogna cercare risorse locali e/o autoprodurlo coltivando piante da pacciame con foglie molto grandi, tipo i cardi.

Anche camminamenti vanno pacciamati, con cartoni o con paglia.

L’allestimento della pacciamatura va fatto dopo aver steso i tubi dell’irrigazione e sistemato i tutori.
La pacciamatura va tenuta molto spessa durante l’inverno, più rada in primavera per poter seminare/trapiantare e riscaldare il suolo, in estate dovrebbe essere dinuovo spessa e in autunno si lascia degradare aggiungendo anche la parte aerea delle coltivazioni ormai esaurite.

Ora che l’allestimento dell’orto è fatto, è il momento di pensare alle coltivazioni.
(prossimo post)

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