Regali di Natale: agricoltura sotto l’albero

decorazioni di Natale nell'ortoBenché quest’anno sarà un Natale insolito, di certo non rinunceremo a fare dei regali ai nostri cari e ai nostri amici. Noi di solito regaliamo i nostri prodotti dell’orto, la nostra farina, le nostre marmellate e i biscotti natalizi, ma ecco qui alcune idee regalo legate al mondo agricolo.

Un libro per Natale

I libri sono un dono magnifico, ci arricchiscono e ci fanno compagnia in molte occasioni. Partiamo quindi con una brevissima lista di libri legati all’agricoltura e alla natura, perfetti da regalare a chi è interessato all’argomento, a chi vorrebbe cambiare vita e anche a chi già lavora sul campo, letteralmente. Infatti, visto che nel periodo invernale non ci sono molti lavori agricoli da fare, ci si può dedicare alla lettura e alla progettazione dell’orto.

romanziRomanzi

Cominciamo con letture piacevoli e non tecniche. Vi segnaliamo due romanzi: Mal di casa e L’orto di un perdigiorno.

Mal di casa – Perché vivo in un capanno (Catrina Davies, ed. Atlantide)

Questo libro è stato un acquisto d’impulso, come capita in libreria. Piace il titolo, o la quarta di copertina, o magari l’immagine di copertina, non so. Comunque l’ho comprato, ed è stata una lettura gradevole.

Racconta una storia inglese, che però sta, ahimè, diventando attuale anche qui in Italia: la storia di una ragazza di buona famiglia, laureata, che ad un certo punto della sua vita si rende conto che non avrà mai abbastanza soldi per comprarsi un appartamento in città e che, nella migliore delle ipotesi, vivrà tutta la vita in affitto tentando disperatamente di arrivare a fine mese, obbligata ad accettare qualsiasi lavoro e senza tempo sufficiente da dedicare alle sue passioni (in questo caso, la musica).

Decide quindi di mollare tutto, e di andare a vivere in un capanno di legno e lamiera, di 12 metri quadri, che un tempo era stato l’ufficio di suo padre (un geometra), senza servizi igienici, senza corrente elettrica, senza riscaldamento.

Dal punto di vista letterario, il libro non è un capolavoro, però la storia è a suo modo commovente, e racconta perfettamente cosa significhi per un cittadino trasferirsi in campagna e tornare a contatto con la natura.

Ho poi cercato l’autrice su internet, e vive ancora in quel capanno, appena appena sistemato e ristrutturato (ma sempre un capanno è).

Un libro semplice, leggero, ma di profonda ispirazione per chiunque avverta che sono maturi i tempi di lasciarsi alle spalle le follie delle metropoli moderne.

L’orto di un perdigiorno – Confessioni di un apprendista ortolano (Pia Pera, ed. TEA)

Ecco un altro libro leggero, di scrittura diversa, molto descrittivo e poetico che riesce a far sentire i profumi dei fiori, l’odore della pioggia e far vedere i colori e le sfumature della natura e del paesaggio toscano.

L’autrice, traduttrice e scrittrice, ad un certo punto della sua vita decide di tornare nel podere di famiglia e di  dedicarsi a risistemare il giardino e l’orto.
Affascinata dall’agricoltura di Fukuoka e sostenitrice di un’agricoltura anticonvenzionale, racconta la sua esperienza attraverso le stagioni, attraverso i lavori agricoli mese per mese. Un racconto di come si impara, da cittadini, ad essere contadini, cercando di mettere in pratica l’idea di un’agricoltura diversa.

Ci racconta di come tutti i buoni propositi si scontrano spesso con le difficoltà sul campo, con la mentalità e le tradizioni contadine, e ci parla dell’incontro inaspettato con la natura e del lento inserimento nei ritmi e nell’armonia della campagna che porta ad un vivere più semplice e sostenibile. Noi tutti ci possiamo riconoscere nelle sue riflessioni, e sentirci meno soli se i nostri intenti e sforzi non vanno a buon fine.

Pia Pera ha scritto molti libri sul giardino (luogo di felicità e di sperimentazione) e anche sull’orticoltura come terapia. Nel 2006 ha fondato gli orti di pace.org, dove si tratta di orti e giardini didattici, nelle scuole e negli spazi pubblici.

Questo libro è una piccola perla, da regalare ad apprendisti ortolani.

libri di agricoltura alternativaLibri di agricoltura pratica

Due libri che possiamo definire un mix di “racconto e scienza”, che vale la pena di leggere, sono La rivoluzione del filo di paglia di Fukuoka, pilastro dell’agricoltura naturale (presto una recensione) e Quel che una pianta sa di cui abbiamo già detto in questo post.
Per noi due capolavori, in grado di far riflettere ed aprire la mente.

Invece, tra i libri veramente tecnici, per chi vuole conoscere un modo di coltivare diverso e sperimentare sul campo, ne vogliamo segnalare due, che non sono i soliti manuali sull’orto.

L’orto giardino di Gaia (Toby Hemenway, Arianna editrice)

Questo è quasi l’unico libro di Permacultura che valga la pena di leggere.
Dopo tanti libri sulla permacultura che alla ventesima pagina ci avevano già annoiato o ci facevano sentire incapaci di capire e progettare seguendone i principi, ecco finalmente un libro semplice, chiarissimo nelle spiegazioni, e con molti esempi pratici.

La permacultura sul campo, senza troppi approfondimenti teorici e filosofici, che rende più applicabile i concetti quali: barriere per il vento, canalizzazione dell’acqua, associazioni tra alberi e ortaggi e la divisione di una proprietà agricola nelle “famose” zone.
Magari non metterete in pratica niente di quello che è proposto ma è un libro piacevolissimo utile per capire cos’è la permacultura.

Salvare i semi dell’orto e la biodiversità (Michael e Jude Fanton, Arianna editrice)

Ecco un altro libro insolito, della stessa collana, da regalare a chi coltiva un orto.

libro salvare i semi

Un po’ tecnico, a volte ripetitivo, ma insegna come salvare i semi delle nostre piante ed essere autonomi rispetto alle varietà da coltivare.
Dopo una prima parte sulla biodiversità e la sua importanza (un po’ noiosa), si arriva alla pratica.

Molto più di metà libro è dedicata alle schede di tantissimi ortaggi, e per ogni ortaggio una chiara spiegazione su come salvare e conservare i semi.
Da mettere in pratica non è sempre facile perché, per evitare il problema dell’ibridazione, alcuni ortaggi andrebbero coltivati a centinaia e centinaia di metri di distanza fra loro, ma comunque è un ottimo manuale da consultare, più e più volte, per fugare i dubbi di noi piccoli salvatori di semi.

Altre idee regalo

Per quelli che non vogliono regalare (o regalarsi) un libro, ecco qualche altra idea regalo “agricola”.

Attrezzature agricole

Regalare qualche attrezzatura necessaria sul campo è sempre una buona idea. Ovviamente le macchine e gli attrezzi costano più di un libro, e chi già coltiva potrebbe avere già tutto… ma non è detto.
Se potete spendere, un biotrituratore è la scelta migliore, non è un attrezzatura così comune ed è veramente utile per chi usa la pacciamatura nell’orto.
Un altro attrezzo poco comune è la forca-vanga. Non costa molto, ed è immancabile per chi pratica un’agricoltura senza trattore. Dell’utilità di questi due oggetti potete farvi un’idea qui e qui.

Ed infine un regalo poco costoso: il bacillus thuringiensis, per contrastare gli attacchi di alcuni lepidotteri alle coltivazioni.
Un dono prezioso per chi coltiva in modo biologico, è innocuo per l’uomo e per le api, ed essendo molto selettivo non è dannoso per gli insetti utili. Ne esistono di tre tipi e si usa per le larve di cavolaia (spp. aizawai e spp. kurstaki) e per combattere la dorifora (spp. tenebrionis).

Aimbuto per invasettarettrezzature per la trasformazione

Per chi invece si dedica molto alla trasformazione dei prodotti dell’orto, ecco qualche altra idea.

In primis, il mulino domestico. Per noi, coltivando grano in modesta quantità, è stato proprio un ottimo acquisto. Oggetto costoso, ma che si ripaga presto. Leggete qui tutto quel che c’è da sapere a riguardo.

Infine, per chi ha un frutteto e fa tante marmellate, senza arrivare alla bassina in rame (pentola molto costosa usata per confetture metodo Ferber), vi consigliamo l’imbuto specifico per invasattare. Un piccolo oggetto, economico, veramente utile e spesso sconosciuto!

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