Una trebbiatrice inaspettata per il nostro grano

una trebbiatrice inaspettataQuest’anno per la trebbiatura del grano abbiamo avuto una intuizione, e ci siamo “inventati” una trebbiatrice davvero inaspettata! L’idea che abbiamo avuto ci ha permesso di abbattere la fatica praticamente a zero, e aumentare la produzione da 2-2,5 kg di grano pulito al giorno a circa 8 kg al giorno, anche se il tempo richiesto rimane comunque tanto.

Biotrituratore come trebbiatrice

L’idea è stata quella di prendere il biotrituratore, togliergli le lame, e provare a vedere se sarebbe stato utilizzabile come trebbiatrice. Intanto, il nostro biotrituratore è un biotrituratore IKRA da 2500 watt, esattamente questo. Lo abbiamo preso lo scorso anno, perché ci sembrava avesse un ottimo rapporto qualità-prezzo, e fosse sufficientemente potente pur non richiedendo di avere la trifase.

In effebiotrituratore come trebbiatricetti si è rivelato un ottimo acquisto, l’unico difetto è che l’affilatura delle lame dura poco, ma crediamo sia un problema comune. Ad ogni modo, quest’anno, abbiamo avuto l’intuizione di togliergli le lame, facilmente smontabili con una chiave a brugola, proprio perché si possano girare e/o affilare.

Tolte le lame, abbiamo provato a vedere se il supporto delle lame era in grado di pulire la spiga senza rompere i chicchi, ed abbiamo verificato che effettivamente il sistema funzionava. Purtroppo, o per fortuna, il foro di ingresso dei rami nel biotrituratore è molto piccolo, essendo pensato per rami di massimo 4cm di diametro. Il che comportava che si potessero trebbiare solo una decina di spighe alla volta. Troppo poche. Però è possibile, anche se in maniera piuttosto difficoltosa, smontare la protezione più esterna della tramoggia di carico, e liberare un foro in cui entrano una 50ina di spighe alla volta, una quantità decisamente più accettabile.

Attenzione

Ovviamente la sicurezza (l’attrezzo è progettato bene, con tutta una serie di meccanismi di sicurezza che rendono impossibile avviarlo con le lame esposte) va a farsi friggere, perché usandolo in questa configurazione la piastra rotante che alloggia le lame rimane accessibile, e quindi uno rischia di farsi saltare qualche falange. Dunque, sia chiaro, noi vi raccontiamo cosa abbiamo fatto, ma questo è solo un diario.
Voi non fatelo! Se lo fate, lo fate a vostro rischio e pericolo, non vi presentate poi da noi con le falangi esterne su un piattino chiedendoci di riattacarvele! Noi vi sconsigliamo di farlo, se lo fate siete dei pazzi incoscienti senza alcun rispetto per la vostra incolumità, e probabilmente invalidate anche la garanzia! Sapevatelo!

allineamento delle spighe per la trebbiatrice inaspettataUso della trebbiatrice inaspettata

Tornando al nostro diario, il primo giorno di trebbiatura abbiamo proceduto così:
1) per prima cosa abbiamo steso un grande telo sotto il biotrituratore, in quanto qualche chicco viene sparato fuori dalla macchina, ma finisce nelle immediate vicinanze. Con il telo, a fine operazione, si possono quindi raccogliere questi chicchi “perduti”.

2) su un tavolo, aiutati da alcuni cari amici, abbiamo aperto i covoni, uno alla volta. Poi in 4 o 5, aiutavano anche i bambini, prendevamo le spighe una ad una e facevamo dei mazzetti con le spighe tutte alla stessa altezza da inserire nel biotrituratore. Purtroppo nei covoni le spighe hanno altezze diverse e, visto che al grano non facciamo nessun trattamento, le erbacce hanno un po’ interferito nella fase di mietitura (con decespugliatore- falce) e quindi nei covoni qualche spiga era anche sottosopra.  Comunque è un lavoro piuttosto semplice e veloce, in 4 o 5 in mezz’ora si ordina un covone, e si passa alla trebbiatura.

inserimento delle spighe

3) quando il covone è stato, in tutto o in larga parte, così ordinato, si accende il biotrituratore e velocissimamente si trebbia il tutto, facendo sbattere le spighe contro la piastra rotante del biotrituratore, tenendo le spighe per il gambo, e facendo ESTREMA attenzione a tenere le mani ben distanti dal piatto rotante.

4) le spighe trebbiate cadono nel contenitore del trituratore, insieme a moltissima pula e qualche rimasuglio di grano. Quando il contenitore è pieno (dopo 3 o 4 covoni), si svuota. Un poco alla volta, sopra un setaccio che lascia passare grano e pula e ferma il grosso dei pezzi di gambi rimasti.

5) fase di trebbiaturauna volta terminata la setacciatura (roba di 5 minuti), si sfrutta il vento del pomeriggio per pulire il grano dalla pula, rovesciandolo da un contenitore all’altro varie volte, in modo che il vento porti via la pula. Ogni contenitore del biotrituratore rende circa 4 kg di chicchi di grano, pulito, pronto per il lavaggio e il confezionamento.

6) Anche nei giorni successivi, quando siamo rimasti noi due soli, abbiamo continuato con lo stesso metodo: uno prepara i mazzetti e l’altro trebbia con la macchina. I tempi si allungano, ma facendolo la mattina presto, con il fresco, e mettendosi all’ombra, è quasi gradevole.

Sicurestrazione delle spigheezza

Ora due parole, nella malaugurata e sciaguratissima ipotesi che voleste seguire il nostro esempio, cosa che noi vi invitiamo di nuovo caldamente a NON FARE!

Un incidente poco noto ma abbastanza comune (nel senso che non capita tutti i giorni, però a volte capita) che coinvolge le trebbiatrici, è che queste prendano fuoco. La pula è praticamente materiale secco, leggerissimo, ed estremamente infiammabile. Quindi può succedere che durante la mietitrebbiatura o durante la trebbiatura dei pezzetti di pula vadano in contatto con parti roventi delle macchine e prendano fuoco. Anche perché naturalmente si tratta di operazioni che avvengono d’estate, in giornate in genere secche ed assolate, dove i rischi d’incendio sono naturalmente amplificati.

Dunque noi siamo stati molto attenti a sentire continuamente la temperatura del motore della macchina (è un motore elettrico da 2500watt, genera parecchio calore quando gira), e al minimo segno di calore eccessivo, o piccola puzza di bruciato, abbiamo fermato la lavorazione e aspettato che la macchina si raffreddasse.

Il biotrituratore ha, tra le varie protezioni, un interruttore magnetotermico che scatta se la temperatura diventa eccessiva, ma la prudenza non è mai troppa.

Conclusioni

Con questo sistema la trebbiatura, ancorché non velocissima, è comunque praticamente diventata una passeggiata di salute, rispetto allo scorso anno quando battevamo i sacchi. Si siede tutti intorno al tavolo, si chiacchiera mentre si preparano le spighe, e poi si accende l’inaspettata trebbiatrice, in 10 minuti si trebbia il covone. Fantastico!

Certo rimane da fare la pulizia del grano dalla pula, usando il vento o un ventilatore, il lavaggio e il confezionamento dei chicchi. Ma rispetto allo scorso anno, quando abbiamo mietuto a mano e trebbiato battendo, quest’anno l’esperienza è stata decisamente meno faticosa!

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