Elixir di timo

fiori di timoL’elixir di timo è uno dei liquori che produciamo, ed è forse il più apprezzato dai nostri amici. Quando la pianta di timo è in fiore, è il momento di raccogliere le cime fiorite e procedere alla preparazione. Di solito il timo fiorisce tra fine maggio e inizio di giugno, ma in erboristeria si trova sempre.

La ricetta originale di questo liquore l’abbiamo trovata su un vecchio manuale dei primi del 1900, e prevedeva 300 grammi di fiori di timo con cui sarebbero venuti una quindicina di litri di elixir (!). Quindi noi l’abbiamo scalata a quantità più gestibili.

Elixir di timo: gli ingredienti

Per 2,5 litri di elixir di timo servono diverse erbe:
40 grammi di cime fiorite di timo, 6,6 grammi di dittamo, 6,6 grammi di foglie di maggiorana, 6,6 grammi di foglie di lavanda (lavanda, non lavandino!), 6,6 grammi di cannella di ceylon (in stecche o in polvere), 6,6 grammi di macis.
Inoltre 800 millilitri di alcol 90° (circa 640 grammi), 1333 grammi di acqua, 1200 grammi di zucchero.

bottiglie di elixir di timo

Una parola sugli ingredienti

Alcuni di questi ingredienti forse non li avete mai sentiti nominare.
Il macis è una membrana che ricopre la noce moscata, ha lo stesso odore, un gusto simile ma moooolto più buono. Noi l’abbiamo scoperta con questa ricetta, e da allora abbiamo imparato ad usarla anche in cucina, sostituendola talvolta alla noce moscata (ad esempio nel brodo).

Il dittamo (attenzione: parliamo di Origanus Dictamnus, non di Dicatmnus Albus noto anche come frassinella o limonella) è un erba che non si trova facilmente. Il primo anno che abbiamo fatto l’elixir ci siamo girati tutte le erboristerie della provincia, e alla fine ci siamo arresi. Adesso la ordiniamo in una erboristeria di Milano. Costa 30 euro per 100 grammi, il che la rende un po’ cara, ma quella che avanza si può usare per ottime tisane antinfiammatorie e digestive. In alternativa, si può forse usare l’origano, ma noi ci atteniamo alla ricetta originale e usiamo il dittamo.

La cannella invece si trova comunemente, ma preferite sempre quella di Ceylon.

Le altre erbe noi ce le coltiviamo in giardino (timo, lavanda e maggiorana).

Elixir di timo: ricetta passo passo

Quando si fanno liquori (o più correttamente gli estratti idroalcolici) con le erbe ed i fiori, è opportuno lavarli (se freschi), asciugarli, e quindi romperli al coltello il più finemente possibile, o sbriciolarli se secchi. In tal modo si aumenta la superficie a contatto con l’alcool e si massimizza l’estrazione degli olii essenziali e dei principi attivi.

elixir di timo: prima parte ingredienti

  • Raccogliere i fiori di timo. (foto 1)
  • Preparare e pesare tutte le erbe e le spezie. (foto 2)
  • Procedere a sminuzzare con il coltello le erbe fresche, lavanda e maggiorana, e man mano metterle in un barattolo di vetro, lavato e sterilizzato. Per sterilizzarlo basta bollirlo una decina di minuti. (foto 3 e 4)

seconda parte ingredienti

  • Sbriciolare con le mani il macis e mettere nel barattolo. (foto 5 e 6)
  • Aggiungere la cannella, in stecche o in polvere, e infine i fiori di timo. (foto 7 e 8)

Macerazione

macerazione dell'elixir di timo

  • Aggiungere l’alcool e versarlo sugli tutti gli ingredienti nel barattolo. (foto 9)
  • Chiudere il barattolo e riporlo in un posto al buio, noi lo mettiamo nella credenza. (foto 10)
  • Lasciare il tutto a macerare in infusione per 8/10 giorni e segnare sul calendario la data di fine macerazione. (foto 11 e 12)

Filtrazione

Trascorso il tempo di macerazione, si passa alla filtrazione, necessaria perché in genere gli estratti idroalcolici delle foglie di erbe aromatiche sviluppano delle mucillagini. Il timo non lo fa, o almeno non in maniera veloce (e qui dura molto poco :-)). Comunque lo abbiamo filtrato, per via della cannella in polvere.
Dopo vari tentativi (con altri liquori) abbiamo sviluppato una tecnica di filtrazione che minimizza lo spreco di alcool, velocizza i tempi, ed è molto efficace.pre-filtrazione dell'elixir di timo

  • Dunque, prima si filtra tutto il contenuto del barattolo con un colino, per eliminare la parte secca. (foto 13)
  • Poi, tutte le erbe macerate, si spremono sempre sul colino con un passapatate. (foto 14 e 15)

A questo punto, si può finalmente iniziale la filtrazione vera e propria, in due passaggi.

Primo passaggio: mettere uno o al massimo due (di più è inutile) strati di garza sterile in un imbuto, e ri-filtrare tutto il liquido ottenuto. (foto 16)
Questa è una filtrazione grossolana, molto veloce, ma elimina già così il grosso delle impurità. La garza sterile è quella che vendono le farmacie, le parafarmacie e i supermercati, per piccole medicazioni.

Con le dosi che abbiamo dato, ogni garza, o coppia di garze, è in grado di filtrare metà del contenuto del barattolo. Quindi a metà operazione, si cambiano le garze e si continua.

Secondo passaggio: filtrare ancora il liquido con un foglio di scottex.
Anche qui ci si regola: all’inizio la filtrazione sarà rapida, poi il foglio si intaserà. Quindi versate poco liquido per volta, quando vedete che fatica a filtrare, smettete di versare, fate scendere con il suo tempo il liquido rimasto nell’imbuto (può volerci anche qualche quarto d’ora), quindi cambiate il foglio di scottex e continuate.

Noi avevamo il problema della cannella in polvere che intasava i filtri, ma con la cannella in stecche la filtrazione dovrebbe essere molto veloce.

Dopo questa seconda filtrazione, volendo si può procedere ad una terza filtrazione con un filtro da liquori come questo, ma in questo caso non ce ne è bisogno. Questi filtri per liquori rendono il liquore indubbiamente molto più limpido, però insieme all’opacità si portano via anche la saturazione del colore, e noi preferiamo un colore più vivo.

Preparazione dello sciroppo

Filtrato il tutto, è tempo di preparare lo sciroppo di acqua e zucchero.

  • In una pentola di acciaio pulita si versa lo zucchero e poi l’acqua.
  • Si mescola per distribuire bene e poi si scalda sul gas, continuando a girare fino a quando lo zucchero si sarà sciolto tutto. All’inizio sarà molto torbido, lattiginoso, poi resterà solo una patina lattiginosa in superficie, quando lo zucchero si sarà sciolto.
  • A questo punto si spegne il gas, si toglie la pentola dal fornello, si copre e si lascia a raffreddare fino a temperatura ambiente; la patina lattiginosa sparirà, una volta fredda.
    In genere prepariamo lo sciroppo dopo pranzo, e poi prima di cena lo troviamo alla giusta temperatura. Come acqua usiamo un’acqua in bottiglia non gassata a basso residuo fisso.

sciroppo e imbottigliamento

  • Quando lo sciroppo è arrivato a temperatura ambiente, ed è bello limpido, si aggiunge il liquido filtrato. (foto 17 e 18)
  • Mescolando, il meraviglioso colore verde scurissimo si diluirà un poco, e diventerà o un bel verde menta, se avete usato cannella in stecche, o una sorta di giallo chartreuse, se avete usato -come noi- la cannella in polvere. (foto 19)
  • Si imbottiglia l’elixir così ottenuto e lo si lascia riposare ancora qualche settimana. (foto 20)

Noi non resistiamo e iniziamo a berlo subito, però con le settimane (ne bastano 3 o 4) il gusto si affina, ed è più buono. E questo vale in genere per tutti gli estratti idroalcolici: più riposano, dopo la preparazione, più sviluppano nuovi bouquet e affinano il gusto.
Servitelo con del ghiaccio, o freddo di freezer. E scoprite se è più buono l’elixir di timo, o il visciolato!

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