Pomodori antichi: trapianto e cura

trapianto di una piantina di pomodoroDopo aver seminato ed accudito i pomodori antichi nei semenzai, siamo pronti per trapiantarli nell’orto e prendercene cura durante la crescita. Ma quando e come si trapiantano le piantine di pomodori? E di quali cure hanno bisogno?

Diamo per scontato che l’orto sia pronto ad accogliere le giovani piante. Questo vuol dire che la terra è stata preparata, eventualmente concimata, e pacciamata.
Operazioni queste che dipendono dal tipo di agricoltura che seguiamo.

Noi, ad esempio, che non ariamo e non fresiamo, prepariamo i nostri bancali estirpando le erbe spontanee e aggiungendo altra pacciamatura organica a quella che si è degradata durante l’inverno.
Non usiamo concimi chimici e, disponendo di poca pollina delle nostre galline e di poco compost, apportiamo un po’ di concimazione nel momento del trapianto.

Trapianto dei pomodori antichi

Quando

Nel post precedente abbiamo già detto che prima di poter mettere i pomodori a dimora nell’orto, le piantine devono avere almeno 4 foglie vere.
Avere piantine più grandicelle è meglio perché radici più sviluppate permettono un miglior adattamento riducendo i rischi di appassimento.

Il periodo giusto per il trapianto va da fine aprile agli inizi di maggio, almeno nel centro Italia, ma molto dipende dal luogo geografico e dal conseguente clima.

Come

Per la coltivazione dei pomodori la distanza tra una piantina e l’altra deve essere di almeno 50 cm mentre tra le file di circa 1 metro.

Se l’irrigazione dell’orto è costituita da tubi ad ala gocciolante, le piantine di pomodori vanno sistemate vicino ai fori dell’ala gocciolante.
Però, se l’ala gocciolante ha un passo di 33, vuol dire che trapiantaremo i pomodori vicino ai fori dell’irrigazione ma saltando un foro. In questo modo avremo le piante di pomodoro ogni di 66 cm.

In corrispondenza del foro rimasto vuoto si possono mettere piante più piccole e fare così delle consociazioni utili.

La tecnica per il trapianto dei pomodori prevede di scavare delle buchette, in corrispondenza dei buchi dell’ala ala gocciolante, rispettando le distanze di coltivazione.

Se il terreno non è stato concimato in precedenza (qualche mese prima), possiamo apportare nutrimenti anche in fase di trapianto.

Si può mettere del compost o hummus di lombrico sul fondo delle buchette, prima di inserire le piantine.
Invece, nel caso di concime organico (anche pellettato) meglio aggiungerne una piccola manciata lontano dalle radici, tra le buche di trapianto sopra il terreno. Con l’irrigazione i nutrimenti scenderanno man mano nella terra, ma le radici non si bruceranno.

Dopo aver scavato le buchette, si prelevano le piantine dai semenzai, vaschette o vasetti, e con molta delicatezza per non rovinare le radici e mantenere un po’ di pane di terra, si inseriscono nelle buchette facendo attenzione a non collocarle troppo in profondità.

Una volta messe a dimora, si riempie la buca con la terra e si pressa in modo che non rimanga aria tra le radici e la terra stessa.

Pacciamatura

Finito il trapianto si pacciama.
Come detto nel post di progettazione dell’orto, la pacciamatura è essenziale per mantenere il terreno umido, ridurre la quantità di acqua per irrigare e contrastare le erbe spontanee.

La pacciamatura organica (paglia, foglie, lana, segatura o cippato) va sistemata tutt’intorno al piccolo fusto dei pomodori in modesta quantità. Andrà aumentata man mano che le piante crescono fino ad arrivare ad uno strato corposo di circa 20-30 cm.

Se, come noi, non avete così tanto materiale organico per pacciamare, sopra lo strato organico si possono mettere cartoni, teli di tnt o stoffa.

Noi usiamo i sacchi di iuta del caffè come strato a copertura, sopra lo  strato di paglia.

Nel caso dei pomodori la pacciamatura aiuta anche lo sviluppo delle radici avventizie che si formano nella parte bassa del fusto della pianta.
Se, invece, non usate la pacciamatura è necessario un rincalzo di terra alla base del fusto.

pomodori, basilico e tagete

Consociazioni

I pomodori, antichi e non, si possono consociare con l’aglio, il porro, le insalate, il prezzemolo, il sedano e i cavoli.
Noi di solito sfruttiamo lo spazio tra le piante di pomodoro per mettere il basilico e l’insalata, in corrispondenza del foro dell’irrigazione saltato.

Riguardo il posizionamento nell’orto consigliamo di coltivare i pomodori a gruppi della stessa varietà.
Il pomodoro ha un rischio di ibridazione naturale bassissimo, ma sempre meglio creare diversi gruppi. Sarà anche più facile scegliere successivamente le piante migliori da cui prelevare i semi di ogni varietà, perché essendo vicine basterà un colpo d’occhio.

I tutori

I pomodori possono essere indeterminati, cioè che continuano a crescere in altezza, o determinati cioè che smettono di crescere quando raggiungono una specifica altezza, di solito di circa 1 metro.

Per le varietà di pomodori inderminati vanno previsti tutori piuttosto alti mentre per quelli determinati non ce ne è bisogno, anche se un piccolo sostegno sarà utile per sorreggere il peso della pianta quando sarà carica di frutti.

Ad eccezione della coltivazione su bancali sinergici che prevede tutori fissi, i sostegni per i pomodori si mettono dopo il trapianto, quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di almeno 20 cm.

I tutori vanno sistemati accanto alle piante di pomodoro, spingendoli bene nel terreno. Per questo può essere utile inserirli dopo un giorno di pioggia in modo da poterli conficcare più in profondità nel terreno.

Forma di allestimento

L’allestimento dei tutori nell’orto può essere fatto in diverso modo.

Latutori a pergola forma a capanna è quella più usata per i pomodori.
Si tratta di costruire una sorta di “capanna degli indiani” costituita da 4 tutori che si uniscono in alto al centro.  Si fanno tante capanne lungo le file dell’orto che, per una migliore stabilità, si uniscono con una canna lunga posta in orizzontale sulla cima delle capanne.

Un altro modo di allestire i tutori è la forma a pergola.
In questo caso i tutori si piantano verticali accanto alle piante e poi si collegano in alto costruendo una specie di pergolato. Con questo tipo di allestimento si potrà passare tra le file.

Questo genere di struttura è meno stabile e bisogna avere l’accortezza di mettere delle canne di sostegno a mo’ di contrafforti: ogni 4-5 metri si aggiunge una canna un po’ in diagonale a puntellare quelle verticali.

La stabilità delle stutture è molto importante. A noi è capitato che crollassero.
Ci sembrava di aver fatto un buon lavoro, che tutto fosse solido, ma a fine estate, quando le piante erano grandi e cariche di frutti, è bastato un temporale con forte vento (raffiche di 40/50 nodi in verità) e ci siamo ritrovati con decine e decine di pomodori e canne abbattute sul campo. Ritirare su canne e piante è stato un lavoro lunghissimo!

Irrigazione dei pomodori

Sui libri di agricoltura è scritto che i pomodori richiedono poca acqua, si dice di irrigare 1 o 2 volte a settimana di media, di aumentare l’irrigazione nella fase di ingrossamento dei frutti e di sopenderla prima della raccolta.

A dire il vero non abbiamo mai capito queste indicazioni visto che le piante di pomodoro producono fiori e frutti in continuo, per tutta la stagione.

Noi ci regoliamo diversamente. All’inizio, subito dopo il trapianto irrighiamo tutti i giorni, in modo che il terreno sia umido, affinché le piantine possano superare lo stress del trapianto ed attecchire bene.
Successivamente irrighiamo per meno tempo (meno acqua) ma sempre tutte le mattine. Seguiamo più o meno lo schemino che abbiamo pubblicato qui.

Per chi ha aiuole o bancali con un mix di colture, la quantità d’acqua da apportare sarà necessariamente una media dei fabbisogni idrici delle varie piante e per questo è meglio prevedere aiuole con piante dalle esigenze simili.
Noi, ad esempio, ne dedichiamo una alle colture che richiedono molta acqua, cioè zucche, zucchine, cetrioli e meloni, e solo per quella zona aumentiamo il tempo di irrigazione.

Cura dei pomodori antichi

Dopo che le piantine hanno ben radicato nell’orto comincia l’impegno e il controllo quotidiano. La cura dei pomodori infatti comprende una serie di operazioni da farsi di continuo.

legatura dei pomodori

La legatura

L’operazione di legatura va fatta proprio continuamente, durante tutta la stagione. Bisogna assicurare il fusto e le ramificazioni dei pomodori ai tutori, altrimenti i rami si spezzeranno.

Per legare si usa la rafia o i fili di gomma appositi.

La rafia ha il vantaggio di essere biodegradabile e quindi una scelta sostenibile. Di contro è poco resistente e si spezza facilmente, almeno per nostra esperienza.

I legacci di gomma, che esistono in diversi spessori, hanno il vantaggio di essere molto resistenti ed elastici per cui si adattano all’ingrossamento della pianta e non si spezzano. Di contro sono ulteriore plastica che immettiamo nell’ambiente.

Noi a fine stagione li recuperiamo per riusarli l’anno successivo e non disperderli nell’orto, ma l’operazione è piuttosto lunga perché in fase di smontaggio invece di strapparli dobbiamo sciogliere tutti i nodi!

Eliminazione dei germogli

Questa operazione riguarda diversi tipi di germogli: ascellari, apicali e quelli alla base della pianta.

Sfemminellatura

La sfemminellatura o scacchiatura consiste nel togliere i getti ascellari, cioè quei getti che nascono tra il fusto principale e i rami. Questi getti, se lasciati, diventano altri rami che porteranno altri fiori e altri frutti.
Per questo si tolgono quando sono piccoli (circa 5-6 cm), dopo, una volta cresciuti, è impossibile non danneggiare la pianta nel toglierli.

lavori di giugno: sfemminatura

L’operazione di sfemminellatura non è obbligatoria, molti non la fanno, basta essere consapevoli che in breve ci si ritrova con una specie di giungla e con piante poche arieggiate, il che aumenta il rischio di malattie funginee.

Germogli della base

Più importante della sfemminellatura è, secondo noi, togliere i germogli che nascono alla base. Spesso ci siamo ritrovati con piante con 2 o 3 fusti, quindi 2 o 3 piante di pomodori, che dovevano essere tutte sostenute e legate allo stesso tutore!

Cimatura

Un altra operazione che molti fanno è la cimatura, cioè l’eliminazione del germoglio apicale. Questo si fa per bloccare la crescita della pianta e favorire la maturazione dei frutti, specie a fine estate.

Noi non lo facciamo perché a fine stagione tutti i pomodori che non riescono a maturare li raccogliamo e li usiamo per fare una strepitosa confettura di pomodori verdi e zucca.

Trattamenti preventivi

Le piante di pomodoro possono incorrere in diverse malattie e essere soggette ad attacchi di diversi insetti. Come tutte le piante.

Non vogliamo fare un elenco di tutte le avversità possibili (ma qui un link molto utile), piuttosto accennare ad alcuni trattamenti preventivi, da effettuare prima che insorgano i problemi.

Il modo migliore per avere una coltivazione sana è creare biodiversità nell’orto e quindi un equilibrio naturale, e per aiutare le piante a crescere forti e resistenti possiamo usare dei prodotti naturali.

Due inpomodoro Dieci Dita di Napoli particolare svolgono un azione rinforzante e anche un azione repellente: il macerato di ortica e l’olio di neem.

Sul macerato di ortica non abbiamo una grande esperienza perché qui le ortiche non ci sono, ma è un macerato molto efficace, specie come fertilizzante.
Si fa mettendo a macerare 1 chilo di ortiche fresche, o 100 grammi di quelle secche, in 10 litri di acqua.

Per un’azione insetticida si usa dopo 12 ore di macerazione, mentre per un’azione rinforzante e fertilizzante serve una macerazione di una settimana. In questo caso oltre alle piante si irrora anche la terra.

L’olio di neem, prodotto piuttosto caro, è ottenuto dalla spremitura dei semi dell’Azadirachta Indica e ha proprietà repellenti verso molti insetti nocivi. E’ innocuo per gli insetti impollinatori e per gli uccelli e possiede principi attivi in grado di contrastare virus, batteri e funghi.

Si utilizza in quantità di 2 cucchiai per litro di acqua e si nebulizza sulle piante.
Noi di solito lo usiamo contro gli afidi (e funziona alla grande!), e per un trattamento preventivo sui pomodori.

Verde rame

Il problema più comune dei pomodori, almeno qui da noi che abbiamo un clima molto umido, è la peronospora.

Qui si usa dare l’acqua ramata, ogni 15 giorni su molte le coltivazioni, pomodori, vite e zucchine. Ricordiamo che i prodotti rameici, benché naturali, contengono comunque metalli pesanti che non si degradano e si accumulano nel terreno.
Noi abbiamo provato a farne a meno, ma i pomodori si sono ammalati e quindi usiamo la poltiglia bordolese, ma solo un trattamento prima del trapianto o subito dopo. Abbiamo comunque notato che i pomodori antichi sono più resistenti alla peronospora dei pomodori ibridi che si prendono al vivaio.

Dopo due mesi dal trapianto le piante di pomodori antichi inizieranno a deliziarci con i loro frutti, da mangiare subito o da trasformare per l’inverno.

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