Il Cigno Nero:
guida semiseria a un prepping campagnolo

cigno neroIl “Cigno Nero” è un evento inaspettato e sconvolgente che trasforma radicalmente una situazione economica o sociale.
Il prepping è una pratica piuttosto diffusa negli Stati Uniti, retaggio forse degli incubi della guerra fredda. Consiste nel preparare -in inglese prepare, da cui prepper (colui che si prepara) o prepping (il prepararsi)- se stessi e i propri cari a sopravvivere all’inimmaginabile. In Italia sembra che quanto a isteria non ci debbano insegnare nulla, dunque abbiamo voluto scrivere questa piccola guida semiseria a un prepping campagnolo. Preparatevi una camomilla, bella forte, e scoprite tutto quello che vi serve per murarvi vivi e aspettare che passi la piena…

Prima di tutto una piccola avvertenza…

Avevamo scritto questo post a gennaio 2020, alle prime notizie che arrivavano dalla Cina. Poi abbiamo deciso di non postarlo perché la situazione stava degenerando alla velocità di un asteroide, e dunque abbiamo evitato. Ora, benché tutto si stia complicando, abbiamo deciso comunque di pubblicarlo, anche per sdrammatizzare un po’ la situazione…

Prima di tutto facciamo un’analisi a bocce ferme dell’attuale sistema socio-economico, per evidenziarne falle e criticità. Poi passeremo alla “lista della spesa”, per così dire.

Essere pro-attivi

Un prepper degno di questo nome non aspetta che la catastrofe si materializzi, lui la anticipa.

E quindi si prepara a tutte le catastrofi, dalla guerra atomica, all’invasione delle cavallette, all’asteroide assassino, al terremoto, ecc. ecc. ecc.

Noi pensiamo che ad alcune di queste catastrofi, tipo la guerra atomica, non valga proprio la pena di sopravvivere. Per tutte le catastrofi che non tratteremo, dunque, basta una bella bottiglia di champagne, due scatolette di caviale, del burro e del pane in cassetta.
Quando sarà il momento, le affronteremo con il dovuto distacco, il necessario aplomb, e la giusta dose di classe. Un abito elegante, una cenetta a lume di candela con la nostra amata, e ce ne andremo pasteggiando a champagne. Tie’!

(N.B. Avevamo scritto questo prima che uscisse il film Don’t look up!, non ci eravamo sbagliati)

Le altre catastrofi invece, dal terremoto all’emergenza sanitaria, non ci troveranno impreparati.

La catena logistica

Ciò che differenzia una catastrofe da un’emergenza, è il fatto che in una emergenza ci sono dei problemi limitati nel tempo e nello spazio, mentre una catastrofe determina la distruzione della catena logistica intorno a noi. Non arrivano più le merci, non si produce più, non ci sono più scambi.

L’attuale sistema economico è estremamente efficiente come allocazione delle risorse, ma allo stesso tempo estremamente fragile.
Un supermercato discount, per esempio, può permettersi di fare prezzi così bassi perché il margine di guadagno è bassissimo, dell’1% o dell’1,5% al massimo. E nei supermercati non discount i margini sono solo di poco più alti. Questo comporta che non ci sono enormi scorte, anche perché i beni hanno tutti date di scadenza. Possono essere esplicite, come nel caso dei generi alimentari, oppure implicite, come nel caso di beni che già sappiamo che diventeranno obsoleti nel giro di 6 mesi, come i cellulari.

Il ruolo dei mass-media

I mass media hanno un ruolo fondamentale in una società libera e democratica come la nostra, mentre nelle società meno democratiche sono in genere poco affidabili, perchè diretta emanazione del potere politico. Però nella nostra società i mass-media non sono gratuiti, e per stare sul mercato utilizzano tecniche di marketing, come tutti. La prima regola di marketing che ci interessa conoscere è che gridare “Al lupo!” aiuta a vendere. E qui entra in gioco l’effetto nocebo.

L’effetto nocebo

Tutti voi conoscete l’effetto placebo no? Uno ha un leggero malessere, tipo mal di pancia, e va dal medico. Il medico gli dà una pillolina di zucchero dicendogli che è una medicina miracolosa, e al nostro istantaneamente passa il mal di pancia. Se invece nella pillola c’è veramente un principio attivo, l’effetto placebo comunque ne amplifica gli effetti.

Ecco, bene. Purtroppo esiste anche l’effetto nocebo. Cioè, penso che un farmaco mi faccia male invece di guarirmi, e peggioro. Oppure mi viene diagnosticata (e magari auto-diagnosticata) una malattia che non ho, e inizio a manifestarne i sintomi. Questo può essere un problema, no?

Quindi, per prima cosa, al primo sintomo di pensiero negativo un vero prepper inizia a cantare “I will survive“, di Gloria Gaynor, rigorosamente nella versione originale, niente remix moderni!

Lo stress

Sappiamo tutti che cos’è lo stress, anzi direi che siamo tutti un po’ stressati vero? Bene, anzi male. Molto male. I livelli di stress sono in stretta relazione con le risposte del sistema immunitario, basta una semplice ricerca per rendersene conto. Dunque nel caso di una emergenza sanitaria meglio non essere stressati, e questo un vero prepper lo sa.

Perciò la prima cosa che fa, nel caso di una emergenza sanitaria, per farsi trovare pronto, mantiene la calma, ha un atteggiamento positivo, segue uno stile di vita sano. Sa che è importante dormire bene, rispettare i ritmi circadiani.

Questo, per chi volesse approfondire, è un bellissimo libro sul tema.

Atteggiamenti e abitudini anti-stress

Ma un vero prepper è pro-attivo, anticipa i problemi prima che si presentino. E ne approfitta per decidere di smettere di fumare. Lo decide solo. E’ un vero prepper, ma anche un vero fumatore!
Poi decide di passare un pò di tempo a rilassarsi con lunghe passeggiate nei boschi. Decide ancora di smettere di smanettare sullo smartphone da mattina a sera. E di sentire il telegiornale solo una volta al giorno, possibilmente meno. Di non seguire i talk show emergenziali. Decide di riscoprire l’affetto dei familiari e frequentare solo gli amici veri. Di praticare un po’ di meditazione o pregare se è credente. Insomma, decide di pensare all’igiene dell’anima e della mente, oltre che a quella del corpo.
Spera sempre per il meglio, anche se si prepara per il peggio.

Insomma, se riesce a mantenere la calma mentre tutti gli altri intorno a perdono la testa, non è perché non ha capito il problema. E’ perché è un vero prepper!
Uno che il problema lo ha capito prima degli altri, ma si è preparato per tempo!

E dunque comincia a fare la lista della spesa.

Comunicazioni

Il vero prepper sa che le comunicazioni in una situazione catastrofica, ma alle volte basta una semplice emergenza come un terremoto (semplice emergenza???, direte. Certo, il nostro prepper è un duro, mica un cagasotto! Cosa volete che sia per lui un terremoto?), possono interrompersi perché magari saltano le linee elettriche e la TV non va più. E prima di correre ad accendere il generatore elettrogeno, di cui parleremo più avanti, lui -che vuole essere sempre informatissimo- accende la sua radiolina portatile con batteria ricaricabile, batterie normali, manovella, dinamo per ricaricare la batteria ricaricabile, cella solare per lo stesso scopo, 4 bande di frequenza, sirena di emergenza, possibilità di utilizzarla anche come power bank per il cellulare, e lampada led (per trovare il generatore in cantina)!

Esiste una roba del genere??? Direte voi.

Certo. E costa pure poco, circa 25 euro. La potete trovare qui, oppure, se volete un modello più costoso, qui.

La cara, vecchia, affidabile, radiolina! Se manca la corrente, se saltano i cellulari, se un asteroide ha appena colpito la terra, lei se ne frega, e continua a funzionare. E con le onde medie e lunghe (finchè la BBC continuerà a trasmettere in onda lunga), sentirete tutto il mondo.

Ma, mentre accende la radiolina e becca per prima cosa una stazione che trasmette “It’s the end of the world as we know it” dei REM, grande pezzo del 1987, il nostro prepper sa che lui potrà telefonare, nonostante tutto, perché lui ha un telefono satellitare. Beh, occorre solo che ce l’abbia anche la persona che vuole chiamare, no?

Ma un vero prepper non bada a questi dettagli, se lui ti chiama per invitarti nel suo rifugio, e tu non ti sei preparato acquistando un telefono satellitare per tempo, problemi tuoi!

Ma non finisce qui. Oggi le comunicazioni della polizia e dei carabinieri avvengono su frequenze digitali, sono crittografate e non intercettabili.Ma c’è ancora tantissimo da ascoltare nell’etere, e il prepper lo sa. E un radio scanner permette di mettersi all’ascolto, e farsi un’idea di cosa succede nei dintorni! Sopratutto se allo scanner viene abbinata una buona antenna…. Beh, ragazzi, non è un corso per radioamatori questo, ma sul web il bravo prepper trova di tutto… Il nostro prepper, se lo volete sapere, ha scelto questo

La salute prima di tutto

Il nostro prepper, dopo essersi sistemato lato comunicazioni, pensa alla salute.

Tutti vanno a svuotare i supermercati? Ingenui… Mentre osserva le code alle casse dei supermercati il nostro prepper sa esattamente cosa deve fare. Canticchiando “Se bruciasse la città“, gran pezzo del 1969 di Massimo Ranieri (per inciso, è dopo aver ascoltato quel brano che ha deciso di darsi al prepping), si dirige in farmacia.

Farmaci

Il nostro prepper sa benissimo che i giornali scrivono che quasi tutti i farmaci e i principi attivi arrivano dalla Cina. Ma sa anche che non è così. L’Italia è leader europeo nella produzione di farmaci, e uno dei leader mondiali, quindi non si preoccupa che scarseggino perché la Cina non li produce. Però non vuole trovarsi a dover frequentare ambulatori, farmacie, studi medici o dentistici durante un’emergenza sanitaria. Per cui, fa scorte di tutto quello che è di libera vendita, per almeno 3 mesi. Prende il prostamol per il nonno, la preparazione H per la nonna, le pasticche per il colesterolo per mamma, ecc. ecc.

Preferisce prenderli in Farmacia, ma se non ci riesce sa benissimo che anche Amazon ha una sua farmacia per medicinali da banco! Di certo però non va a comprare schifezze senza controllo su siti poco affidabili…

Cibo

Il nostro prepper campagnolo sa che il cibo, in campagna, non sarà un grosso problema. Ha il congelatore pieno, le conserve fatte ad Agosto, il grano raccolto, le galline per le uova, l’olio, ecc. ecc.

Certo, chi vive in città è messo peggio. Soprattutto perché spesso non sa che le date di scadenza “consumare entro il” sono tassative, ma le date di scadenza “consumare preferibilmente entro il” no, c’è il preferibilmente. E magari non sa che cibi acidi (conserve di pomodoro, frutta sciroppata, ecc.) tendenzialmente durano meno di cibi meno acidi (carne in scatola, tonno in scatola, ecc.).

Il nostro prepper, lui sa tutto, anche se tante cose non le può scrivere, perchè non può dare, per legge, consigli di carattere sanitario.

Comunque butta tutte le scatole che si sono arrugginite, gonfiate, che hanno fermentato, che hanno odori strani una volta aperte, e le altre invece le conserva a meno di 25 gradi, all’asciutto, in cantina.

E conserva sottovuoto tutta la frutta secca e i cereali e i legumi, in modo che durino di più; così come i formaggi a pasta dura. A proposito, noi abbiamo rotto 3 macchine per il sottovuoto in 2 anni, un paio anche di marca, prima di trovarne una giusta che ormai va avanti da 3 anni. Prima o poi faremo un post su questo…

E pensando all’igiene, il nostro prepper si ascolta “Protect and Survive“, dei Jethro Tull, bel brano progressive del 1980.

Prodotti per l’igiene

L’igiene è importante, ma soprattutto alcuni prodotti, come rotoli di carta, carta igienica, tovaglioli di carta, ecc. ecc. occupano un sacco di spazio nel trasporto, generano poco profitto per i venditori, e sono i primi a mancare se un’evento interrompe o danneggia la catena logistica. Quindi il nostro prepper fa scorta di salviettine, fazzolettini, e tutto quello che potrebbe scarseggiare e che serve. Anche carta igienica, certo. Ma il nostro prepper vive in italia, qui c’è un bidet in ogni bagno, non è così essenziale.

I giornali scrivono che negli USA c’è l’assalto alla carta igienica? Il nostro prepper ride sotto i baffi, lui lo sa che la sinapsi del giornalista non è in grado di collegare la necessità dell’uso della carta igenica alla mancanza del bidet, che in America è rarissimo da trovare!

Poi l’alcool etilico, certo, che quando serve non si trova mai. Ma il nostro bravo prepper non si preoccupa. Intanto, in caso di emergenza, va bene anche l’alcool etilico buongusto a 95 o 96 gradi, quello che usa per fare i liquori cansalinghi. Certo, costa 15 volte tanto per via delle tasse, ma in caso di emergenza…

E poi il nostro prepper sa che se va in certi grossi supermercati (ho per caso detto Conad ?), gli può capitare di trovare uno sgrassante alcolico, a 4 euro, il professional CNP 71 Sgrassante Alcolico. Sopra c’è scritto “Per esclusivo uso professionale – Vietata la vendita al pubblico”, ma se lo mettono negli scaffali che colpa ne ha lui? Non riporta ingredienti, ma le caratteristiche (sgrassatore + alcolico + professionale + rapida evaporazione) lo portano a pensare che probabimente è a base di alcol isoproprilico, ottimo, meglio anche dell’etilico. Poi è raccomandato per pulire superfici a contatto con gli alimenti, dunque un prodotto di altissima qualità. E quindi, se lo trova, lo prende.

Certo, l’alcol isopropilico è più pericoloso dell’alcol etilico, perchè evapora a temperatura ambiente, e può saturare uno spazio piccolo di vapori infiammabili. Lui lo sa, e sta moooolto attento a tenerlo ben chiuso, e magari in balcone. Comunque l’alcol isopropilico si trova abbastanza facilmente su internet, e se conoscete un falegname forse ne ha una scorta a bottega senza neanche saperlo.

Saponi e detergenti? Alla bisogna il nostro prepper è perfettamente in grado di farseli, magari riciclando dell’olio che ha usato per friggere, dopo averlo filtrato. Ovviamente, quando gioca al piccolo chimico, il nostro prepper indossa sempre occhiali di protezione e guanti, perché con la soda caustica non si scherza. E si ricorda sempre di non dare mai da bere all’acido!!!

Anche se tecnicamente la soda caustica è una base, il detto vale anche per lei.

Energia

Quando si preparara a sopperire a mancanze di energia, il nostro prepper ascolta Burn, strepitoso brano dei Deep Purple del 1974: Hard Rock+Soul+Funk frullati insieme, conditi con un assolo di organo Hammond classicamente Bachiano, e shekerati con uno dei più bei riff di chitarra della storia del rock!

Siccome vive in campagna, il nostro prepper non ha il metano. Dunque, con la cucina a gas, ha due bombole già di default collegate, e se ne finisce una attacca l’altra. Ne tiene poi una di scorta, just in case…

In più ha il camino, e magari un putage’, e quindi cucinare cucina. Sempre.

Per la corrente elettrica, il nostro non è un fesso. Sa che non può andare avanti con un generatore più di tanto, dunque ne ha due. Uno, più grande, per continuare a vedere la TV in caso di blackout dovuto al maltempo, o per finire in pace la cena di Natale. 4,5KW, o anche di più. Uno, più piccolo, da 1 Kw o anche meno, nel caso di una vera catastrofe. Il nostro conosce la differenza tra carichi induttivi e carichi resistivi, e sa che non può mandare avanti casa per giorni senza un gruppo elettrogeno da 6 o 7 Kw (se la casa ha un’impianto comune da 3 Kw).

Quindi quello grande serve solo per poche ore, e consuma tanto. Ma sa che lo userà solo per piccole seccature come quelle di prima. Quello piccolo invece, se arriva un terremoto, una tempesta solare, un cataclisma che blocca per giorni e giorni l’erogazione di corrente, gli permette, accendendolo un’ora al giorno, di ricaricare computer portatile e cellulare, e poco più. Ma consuma poco, e il pieno durerà almeno un mesetto usandolo così.

Se ha un’impianto solare, di sicuro ha pronto un inverter si riserva, se il primo si guasta. Non aspetta che si rompa, per poi magari aspettare settimane per riaverlo.

Inoltre ha un paio di taniche di benzina in garage, e i vari mezzi di locomozione sempre con il pieno. Fa tutti i tagliandi, e se sente l’avvicinarsi del pericolo prima che sia tempo di fare il tagliando, lui nel dubbio lo fa.

Anche l’olio motore non gli manca mai, e la batteria della macchina è sempre a posto.

Ovviamente in casa le apparecchiature più delicate, come i computer fissi, sono tutte sotto UPS. Rigorosamente UPS APC!

Per le luci,il nostro prepper ha delle lampade a led alimentate da batterie ricaricabili. Le candele sono pericolose: tendono a bruciare, e a dare fuoco alle cose.

Sicurezza

Il nostro prepper sa benissimo di non essere Rambo e di non vivere in un film. Le armi, semplicemente, non servono.

Se l’emergenza dovesse arrivare al punto di dover difendersi con le armi, a quel punto saranno facilmente disponibili, perché vorrebbe dire che è saltata proprio la società. Se invece non si è arrivati a quel punto, allora meglio non avere armi, perché sono molto difficili da usare, a differenza di quello che si vede nei film.

Il nostro sa ad esempio che i poliziotti americani, che pure sono addestrati, colpiscono il loro bersaglio in media meno del 30% delle volte; e oltre i 7 metri di distanza, la percentuale è ancora più bassa. E sa benissimo soprattutto che l’ultima cosa da fare in una situazione di emergenza è ferirsi da soli, magari con la propria arma.

Beh, per ora basta così…

Se il tema interessa, continueremo a parlarne, ma dipende molto dalle vostre reazioni.

 

 

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3 commenti

  1. concordo con Danilo, un articolo ben scritto e anche a tratti umoristico (nonostante il tema!). Pensare che ho scoperto questo sito perché cercavo un sito sull’agricoltura che spiegasse metodi per mietere/trebbiare il grano a mano e il caso vuole che ho trovato anche informazioni sul prepping di cui stavo facendo ricerche dallo scoppio della guerra!

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