Quanto costa un uovo della mia gallina?

uovo di marans, araucana e livorneseVi siete mai chiesti quanto vi costa un uovo delle vostre galline? Al supermercato le uova bio costano dai 30 ai 50 centesimi l’una, e quelle non bio anche meno. Ma un uovo di gallina autoprodotto? Noi per curiosità ci siamo fatti due conti per capire quanto ci costa un ovetto fresco delle nostre galline.

Ovviamente il costo di un uovo dipende da tanti fattori, e bisogna distinguere i costi fissi di impianto del pollaio dai costi di gestione. Vediamo nel dettaglio con alcuni esempi, poi ognuno adatterà i conti alla propria situazione. N.B. Questo articolo e’ del 4 Aprile 2020, i costi da allora sono cambiati, in fondo abbiamo aggiunto un paragrafo di aggiornamento.

Costo delle galline

Questa è la prima spesa da valutare e cambia a secondo che le galline in questione siano ovaiole commerciali o galline di razza. Le ovaiole costano circa 7 euro, mentre quelle di razza possono arrivare anche a 50 o oltre. Però oltre al prezzo, cambia anche la quantità di uova che produrranno. Le ovaiole, lo dice il nome, produrranno più uova.
Altra variabile è se le galline vengono uccise dopo uno o due anni oppure no. Se le lasciate vivere un paio di anni, ricomprare le galline sarà un costo da affrontare ciclicamente, ma la produzione di uova sarà sempre alta.

le nostre galline di razzaNoi abbiamo 8 galline di cui 4 ovaiole e 4 di razza, alcune però nate da uova fecondate, il nostro costo quindi è una media tra quelle comprate e quelle nate da uova, diciamo circa 4 euro a gallina. Considerate che un uovo fecondato costa grosso modo un’euro. E poi  noi non le uccidiamo per mangiarle e quindi questi costi li ammortizziamo in 6/10 anni, accettando però un calo drastico della produzione di uova quando la gallina supera 3 anni di età.

Per chi invece ha solo ovaiole e considerando che dopo un paio di anni le uccide per farci il brodo, i costi sono diversi: le ammortizzerà più velocemente, quindi nel costo dell’uovo il costo della gallina inciderà di più. In compenso però avrà una produzione maggiore, quindi questo costo verrà ripartito su più uova.

Dunque a noi le galline sono costate 32 euro, da dividere per diciamo 8 anni, e dunque ci costano 4 euro l’anno, circa 1 centesimo al giorno.

Costi variabili

Se dovessimo fare un discorso rigoroso di contabilità industriale, per capire quanto costa un uovo dovremmo considerare tanti fattori. Limitiamoci perciò ai costi variabili più immediati, e cioè mangime e perdite di animali.

Ogni gallina consuma circa 120 grammi di mangime al giorno. Noi compriamo sacchi da 29 chili di mangime (direttamente dal produttore, un’azienda agricola della zona) e ci costano 10 euro. Quindi ogni gallina ci costa circa 4 centesimi al giorno di mangime. (Ne abbiamo 8, quindi sono 32 centesimi al giorno).

Inoltre perdiamo più o meno un capo l’anno, tra volpi, faine, e malattie (una gallina ci è morta di peritonite, poverina).
E, ricordando che una gallina ovaiola costa circa 7 euro (ma molto più se è una gallina di razza), sono circa 2 centesimi al giorno di perdite animali. Per noi, visto che ci sono costate 4 euro, ancora circa 1 centesimo al giorno.

Poi mettiamo una visita di veterinario all’anno, vuoi per verificare che tutto vada bene, vuoi perchè magari una gallina sta male. Sono altri 20 euro (almeno per noi), 20 all’anno diviso i 365 giorni di un anno, fanno circa 5 centesimi al giorno di veteriniario.

Diciamo perciò che in totale otto galline ci costano 32 centesimi al giorno di mangime, 2 centesimi al giorno di ammortamento (1 le perdite e 1 il costo animali), e 5 centesimi al giorno di veterinario. Sono in tutto 39 centesimi, facciamo 40 e stiamo larghi.

Il centesimo al giorno di più, pari a circa 4 euro l’anno, va per le piccole manutenzioni del pollaio: un lucchetto da ricomprare, un buco nella rete da rattoppare, cose così. Inoltre c’è da considerare la paglia che, se non la autoproducete come noi, ha un costo.

Abbiamo così risposto alla domanda quanto costa un uovo di gallina? No, perché mancano ancora i costi fissi!

pollaio in legno

Costi fissi

Nella contabilità industriale si tratta di  quei costi che non dipendono direttamente dalla produzione, ma vanno comunque affrontati per predisporsi alla produzione. Quindi diciamo i costi di impianto del pollaio, della recinzione, e così via.

Questi dipendono fortemente dalla situazione: uno il pollaio può comprarlo come abbiamo fatto noi, ma può anche arrangiarsi con materiale di recupero.

Noi appunto abbiamo comprato un pollaio in legno, spendendo circa 200 euro, più altri 50 euro per un gabbione per conigli che usiamo come run.
Poi c’è la nota dolente, il vero grosso costo d’impianto: la recinzione. Noi abbiamo più di 80 metri lineari di recinzione, ma 40 di questi sono la recinzione del campo, e non li mettiamo in conto. Per i restanti 40 metri abbiamo speso, tra pali, rete cancello e una giornata di lavoro per scavare e fare tutto, circa 225 euro. (Noi abbiamo scelto di dare un grande pascolo alle nostre galline, per il loro benessere e per la qualità delle uova che noi mangiamo!)

Dobbiamo poi aggiungere le migliorie che abbiamo apportato al pollaio, alcune indispensabili come le tegole canadesi sul tetto e sono almeno altri 40 euro. Stiamo a 265 euro.

(Se vi interessa, ecco una lista più dettagliata per regolarvi: 20 pali, a 3,5 euro l’uno, 70 euro; rete da pollaio, 40 metri a 1 euro al metro, 40 euro; tendirete 10 euro; un giorno di lavoro di un manovale per mettere i pali e tendere la rete 80 euro; ferramenta per il cancello (cardini e chiusura) 25 euro. Totale 225 euro.)

Ammortamento pluriennale dei costi fissi

Il pollaio dovrebbe durarci almeno 10 anni, con una ventina d’euro di manutenzione all’anno sotto forma di olio impregnante per il pollaio. Quindi altri 200 euro.

Si, lo so, la manutenzione sarebbe un costo variabile, ma non è che se un anno non hai le galline per un qualche motivo -magari perché la volpe se le mangia tutte- mandi il pollaio in malora e non fai manutenzione no?

impregnante per manutenzione legnoInsomma, stiamo a circa 700 euro per 10 anni, e sono più o meno 70 euro l’anno, diciamo più o meno 19 centesimi al giorno, per la nostra particolare situazione. Voi dovete adattare questi conti alla vostra situazione.

Certo qualcuno potrebbe costruirsi il pollaio da solo e sicuramente non molti prevedono 350 metri quadri di pascolo da recintare. Comunque avrete i costi del materiale di costruzione, della manutenzione, della recinzione ecc. Forse invece che 20 centesimi al giorno ne spenderete 10, ma qualcosa comunque spenderete. Se invece opterete per un pollaio tecnologico, con apertura e chiusura automatica della porta, abbeveratoi e mangiatoie automatici, ecc. ecc. spenderete sicuramente di più. Ogni situazione è diversa, ognuno deve farsi i conti parametrandoli al proprio allevamento.

Inoltre questo costi ci sono indipendentemente dal numero di galline; quindi più galline avrete, meno queste cifre influiranno sul conto finale.

Somma dei costi

Per noi in definitiva, tra costi fissi e variabili, 8 galline ci costano 40 centesimi di costi variabili + 19 (facciamo 20 dai) centesimi di costi fissi al giorno, cioè 60 centesimi al giorno.

Voi, fatti i vostri conti, adesso sapete quanto vi costa al giorno il pollaio. Ora bisogna calcolare quante uova si producono con questi costi.

Ma quanto costa un uovo?

Facciamo l’ipotesi che su 8 galline 2 abbiano 1 anno di età, 2 abbiano 2 anni, 2 abbiano 3 anni, 1 abbia 4 anni e una 5 anni. Abbiamo implicitamente assunto che le galline più invecchiano più hanno probabilità di morire anche solo di cause naturali.
Stabiliale nostre ovaiolemo, per semplicità, che siano tutte ovaiole: come abbiamo visto, la produzione delle ovaiole varia negli anni. Per cui possiamo ipotizzare:

2 galline di un anno: 300 uova l’anno, 600 uova.
poi 2 galline di due anni: 255 uova l’anno, 510 uova.
Quindi 2 galline di tre anni: 210 uova l’anno, 420 uova.
Ancora 1 gallina di quattro anni: 180 uova.
E infine 1 gallina di cinque anni: 150 uova.

In totale in un anno avremo 1860 uova, cioè in media 5 uova al giorno. Siccome abbiamo visto che spendiamo 60 centesimi al giorno, il costo finale è di 12 centesimi a uovo.

Noi non abbiamo tutte ovaiole e quindi la produzione è inferiore, senza contare che ogni anno almeno una gallina si mette a covare che vuol dire produzione bloccata anche per 6 mesi! Considerando anche queste variabili, siamo in realtà sulle 3 uova al giorno di media e i nostri costi reali per uovo si aggirano sui 20 centesimi.

Per chi ha galline ovaiole, al massimo di due anni, la produzione sarà diversa e quindi i costi leggermente minori.

Comunque sembra un affarone allevare galline, piuttosto che comprare le uova al supermercato, vero? Si, se non considerate il lavoro umano.

Il costo del lavoro

Andare ad aprire e chiudere le galline, mettere l’acqua, fornire il mangime, sono 10 minuti al giorno minimo. Poi una volta ogni 2 o 3 giorni bisogna dare un pulita al pollaio, e poi una volta ogni tanto bisogna prendere la macchina e andare a comprare il mangime, spendendo tempo e benzina.

Per noi possiamo tranquillamente calcolare almeno 20-25 minuti al giorno di lavoro. A 8 euro l’ora, sono altri 3 euro al giorno circa. Certo, bisogna dire che questo tempo è lo stesso sia che si allevino 2 galline, sia che se ne allevino 20.

uovo di ovaiola

Comunque finalmente possiamo rispondere alla domanda “quanto costa un uovo di gallina autoprodotto?”.

Le nostre 3 uova di media al giorno ci vengono a costare, in definitiva, almeno un’euro l’una, considerando il lavoro umano! Senza considerare il lavoro sarebbero invece circa 20 centesimi.

Per qualcuno che ha più galline, che le uccide dopo due anni, che le tiene in un pollaio autocostruito con un’area di razzolamento di 8 metri quadri, e pulisce il pollaio solo una volta l’anno il costo è ancora inferiore, circa la metà.

Ma se le galline non hanno un grande spazio per razzolare, erba e insetti da mangiare, ritmi di vita non stressati, ambienti sani e puliti, allora le uova che producono sono così diverse da quelle bio del supermercato?

Farsi due conti

Qualunque sia la vostra situazione specifica, se vi fate due conti capirete che un uovo di un piccolo pollaio vi costa tra 10 e 20 centesimi ma questo senza contare il lavoro.
Se invece conteggiamo anche il nostro tempo-lavoro, allora il costo si alza enormemente e per ammortizzare meglio questa spesa bisogna avere molte molte galline. Almeno una ventina, solo ovaiole, e di uno o massimo due anni di età.

Capito adesso perchè negli allevamenti industriali ci sono centinaia di migliaia di capi? Perchè così il costo del lavoro viene ripartito su molte più galline, e questo ci permette di trovare le uova al supermercato a 30 o 40 centesimi l’una, pagando il produttore, il trasportatore, il distributore, il rivenditore, la certificazione biologica, la pubblicità, gli scarti di lavorazione, i resi, ecc. ecc. ecc.

Un ultima cosa: un’ovetto nostro ci costerà anche un’euro o giù di lì, considerando tutto, ma il piacere di raccoglierlo fresco ogni mattina, beh, quello proprio non ha prezzo!!! E voi, vi siete mai fatti due conti???

 

Aggiornamento:

abbiamo pubblicato questo articolo il 4 aprile del 2020, e già occorre rivederlo, alla luce degli aumenti nel comparto agricolo.

Ieri, 20 Novembre 2021, siamo andati a prendere il becchime presso la solita azienda agricola da cui ci riforniamo. Il sacco da 29 chili è passato da 10 a 12 euro, un aumento del 20% secco! Il titolare, un agronomo molto simpatico, gentile, e sempre disponibile a condividere le sue competenze, ci spiegava che all’ingrosso il grano è passato da 22 euro/quintale a 31 euro quintale! Secondo lui non c’e’ un vero motivo climatico, di stagione avversa, o chissà che cosa, pensa sia solo speculazione. Ma intanto i costi aumentano. E sempre ieri, passando al supermercato, abbiamo visto che le uova bio costano 3 auro la confezione da 6; io ricordo, non so se sbaglio ma così mi pare, che lo scorso anno fossero sui 2,40 euro la confezione. Anche qui oltre il 20% di aumento.

Insomma, come scrivevamo in un altro post, è davvero arrivato il momento di farsi l’orto.

Riguardo a questo articolo, direi che la struttura rimane corretta, ma probabilmente tutti i costi citati vanno rivisti al rialzo di almeno un 20%.

 

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11 commenti

  1. Bravi, in mezzo alla marea di cazzate presenti sul web, c’è anche chi scrive articoli semplici, chiari e approfonditi, che possono far capire tante cose a chi non ha esperienze del genere.
    Mi toccherà mettere il link all’articolo ogni volta che leggo di qualcuno che pensa di arrotondare tenendo qualche gallina nel cortile di casa, o anche solo di risparmiare non considerando il lavoro che richiede la manutenzione, come pure a quelli che si chiedono come mai le uova del contadino costino così tanto o da quelli che credono che la differenza di prezzo con le uova del contadino sia pareggiata dalla qualità, ma soprattutto ai cittadini animalisti col rolex che non hanno idea che il loro stile di vita e la crescita del loro stipendio sia stata possibile solo grazie ai cattivissimoi allevamenti intensivi che hanno abbassato il costo di beni di prima necessità, che altrimenti costerebbero un botto.

    1. Grazie, Ahahah…
      Oltretutto questo articolo ormai e’ un po’ datato sui prezzi: ci sono stati aumenti, dovuti alla pandemia, e le catene della logistica stanno soffrendo in tutto il mondo. Questo però paradossalmente potrebbe riverberarsi sui costi in maniera da diminuire la percentuale del costo del lavoro sul prezzo finale. Comunque, come abbiamo scritto anche in altri articoli, crediamo sia arrivato il momento di pensare a prodursi da soli qualche cosa da mangiare, sia per la qualità che per le tasche. Certo, bisogna lavorare per ottenere risultati, la terra è generosa, ma richiede impegno, e così gli animali.

  2. facendo io conti, non conviene. Così come non conviene fare l’orto o, per chi ha gli ulivi, fare l’olio o il vino…

    Però ci sono i valori aggiunti, inestimabili: so cosa mangio, mi godo la compagnia delle galline, bestiette simpatiche, ho la soddisfazione di vivere, almeno in parte, come facevano i miei nonni…

    1. Ciao Carlo, è proprio così!
      Se guardiamo solo al lato economico dovremmo desistere da intraprendere qualsiasi attività agricola in piccola scala ma, per fortuna, non siamo meri ragionieri!
      I valori aggiunti per noi, come per te, sono inestimabili.

  3. Articolo veramente interessante.
    Ho un piccolo pollaio con alcune galline nostrane e altre di razza padovana, totale 25 capi, galli solo padovani compresi.
    Zona alta padovana.
    Mi sono spesso chiesto cosa possa valere un uovo delle mie galline.
    Ora mi è molto chiaro.
    Grazie e complimenti

    1. Ciao Gianni, grazie per i complimenti. E grazie per aver apprezzato il nostro post.
      Cerchiamo di essere utili condividendo le nostre esperienze.

  4. Ciao ragazzi.
    Resto sempre ammirato per la precisione, la chiarezza e la competenza con cui sono scritti i vostri articoli.
    La questione del costo dell’uovo auto prodotto piuttosto che industriale me l’ero posta molte volte anch’io e voilà me l’avete spiegato.
    Anch’io sono un cittadino recuperato a nuova vita dalla campagna.
    Nel mio caso sulle colline del Torinese.
    E nel mio caso gli animali allevati sono le capre Cashmere. Ho un pezzo di terra un po’ più grande del vostro e cercavo ruminanti rustici che mi aiutassero a tenerlo pulito da rovi e altra vegetazione selvatica, ed ho scoperto queste meravigliose bestiole. In questi giorni poi stanno venendo alla luce i piccoli e c’è gran fermento.
    Vi scriverò ancora per raccontarvi la mia esperienza.
    Grazie.
    A presto.

    1. Ciao Maurizio. Grazie per i complimenti, ci fa piacere condividere le nostre esperienze e speriamo sempre che possano essere utili anche ad altri.
      E, a proposito di condivisione, non vediamo l’ora di conoscere la tua storia e le tue caprette! Scrivici presto.

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