Attrezzature a motore indispensabili nell’orto, per noi

vecchio motocoltivatore

Abbiamo già parlato degli attrezzi indispensabili nell’orto, ora vediamo quali attrezzature a motore possono servire per gestire un piccolo terreno, senza l’uso del trattore. Noi lavoriamo l’orto manualmente, ma per la parte di terreno dove coltiviamo il grano e nella parte lasciata a verde ci aiutiamo con qualche macchina.

Parliamo quindi di macchine a motore, ma non di trattori, quindi attrezzature a motore in cui comunque un pò di fatica è sempre richiesta!

Piccole attrezzature a motore

Atomizzatore

L’atomizzatore a motore è molto costoso, ma indispensabile se si vogliono irrorare alberi da frutto, o grosse estensioni di colture. Noi usiamo la sorella minore, la pompa che nebulizza. Funziona a olio di gomito, non a motore, è un ripiego a basso costo ma è comunque necessaria per qualsiasi trattamento sulle piante dell’orto e sugli alberi.
Di solito ci nebulizziamo la poltiglia bordelese, il macerato di aglio, l’olio di neem, e anche un mix di acqua e bicarbonato.
La pompa, per essere efficiente, deve riuscire a nebulizzare finemente. Se il liquido esce a gocce, vuol dire che o l’ugello è sporco, o è regolato male, o la pressione non è abbastanza. Per mantenere una buona pressione, perciò, man mano che si spruzza occorre continuare a pompare!

E’ ottima norma proteggersi dall’inalazione accidentale di quanto si sta nebulizzando, utilizzando le apposite maschere che si possono trovare nei negozi specializzati, quelli che una volta erano i consorzi agrari. Non stiamo parlando delle mascherine FP2 o FP3 oggi tragicamente note; i filtri per sostanze chimiche sono altri, e poi quando si nebulizza occorre proteggere anche gli occhi! E proteggersi anche dal contatto con le sostanze (mediante tute apposite), anche se si usano prodotti apparentemente innocui come il macerato d’aglio o d’ortica. Anche solo per evitare irritazioni o riniti. Queste maschere, secondo noi, conviene comprarle online più che nei garden-shop, dove costano molto di più.

attrezzature a motore: decespugliatoreDecespugliatore

Per tagliare l’erba in punti più difficili o bordi vicino alla recinzione, o per tagliare piccoli arbusti, il decespugliatore è indispensabile.
Noi ne abbiamo 3, di differenti cilindrate, e di marche differenti, deputati a lavori diversi. Su ciascuno è montata una testina diversa: uno ha una testina a filo, uno ha una lama, il terzo ha montata una micro motozappetta, che abbiamo usato per fare le porche delle nostre aiuole nell’orto. Sul decespugliatore faremo un post apposito, però sin d’ora anticipiamo che quando si usa il decespugliatore è indispensabile indossare delle galosce di gomma o scarpe antiinfortunistica, una tuta in tnt (tessuto non tessuto) e una protezione per gli occhi.

Sassi, pezzi di metallo, pezzi di legno, possono volare -e volano- continuamente. Oltre a far male quando si è colpiti, possono provocare gravi ferite, soprattutto agli occhi!
Sarebbero utili anche delle cuffie antirumore, mio marito non le usava, poi da quando le ha messe una volta, quasi controvoglia, non le toglie più! Quindi le protezioni contro stupidi incidenti che possono voler dire ore perse al pronto soccorso, antitetaniche, o peggio ancora interventi oftalmici, si, sempre!

Sega elettrica o motosega

Altro attrezzo a motore indispensabile, sia per farsi la legna, se si dispone di un boschetto, sia per aprirsi la strada in una macchia particolarmente fitta e sviluppata. A noi è servita anche per potare velocemente dei grossi rami, e per liberare la strada di accesso da un albero che il vento aveva abbattuto.

Non serve che la lama sia particolarmente lunga, anzi, se ci fate caso i taglialegna spesso usano seghe molto corte. Comunque, in ogni caso, la motosega non si usa come si userebbe una sega! C’è una tecnica ben precisa di utilizzo, che minimizza i rischi di incidenti e massimizza il rendimento.

Tagliare un albero in un bosco è un’operazione che può essere molto pericolosa. Io non la faccio, chiamo una persona che lo fa di mestiere, ed è uno spettacolo vederla lavorare. Per dire, ci mette anche 10 minuti a studiare la situazione, a valutare il peso dell’albero, l’inclinazione, le forze che agiscono sul tronco, e mentre taglia si ferma spesso e controlla ancora. E’ un arte, non ci si improvvisa.

Nell’uso anche solo domestico la motosega genera tanta segatura che si infila dappertutto, quindi pulitela bene dopo ogni utilizzo. Soprattutto verificate sempre che ci sia dell’olio lubrificante nell’apposito serbatoietto (si tratta di comune olio vegetale, di semi, non di olio minerale!), e se l’erogazione dell’olio è manuale e non automatica, non lesinate! E tenetela sempre affilata: con 5 minuti e una limetta da ferro si affila in un attimo, e taglia molto meglio.

Qui un video sulla sicurezza minima nell’utilizzo di una motosega. Prestate attenzione soprattutto alla parte sui rimbalzi che si possono generare quando la punta colpisce un ostacolo!

Comattrezzature a motore: compressorepressore

Infine ultimissima tra questi piccole attrezzature a motore, ma forse la più importante di tutte, è il compressore.
Un buon compressore deve essere grande, almeno 50 litri, e arrivare ad 8 bar di pressione. La marca migliore è Fini, ma costa un po’ di più. Ma, come abbiamo letto sulla targhetta, il nostro compressore Fini è del 1979, e ancora va alla grande dopo 41 anni! Bisogna però fare i complimenti anche al precedente proprietario, che lo ha trattato benissimo,  noi lo abbiamo solo da 5 anni.

Il compressore si usa per mille scopi: con la pistola, ci si puliscono le mani dopo aver utilizzato il decespugliatore o il tosaerba, e si tolgono da stivali e tuta tutti i residui vegetali; sempre con la pistola, si puliscono le altre macchine dopo l’utilizzo (soprattutto il tosaerba! Un tosaerba pulito sotto la scocca lavora meglio e non arruginisce).
Con il manometro si gonfiano le gomme della carriola, delle biciclette, e della macchina (gli sterrati di campagna sono fenomenali per sgonfiare le gomme, anche della macchina!). Con la sabbiatrice si scartavetra velocemente di tutto, e poi con la pistola a spruzzo lo si rivernicia. Inoltre esistono tantissimi attrezzi che possono essere attaccati al compressore: scalpelli, avvitatori, trapani, seghe circolari, ecc. ecc.

Uno pensa che un compressore serva solo a gonfiare, invece l’aria compressa è un ottimo vettore energetico: si può usare per tantissime cose!

Biotrituratore

L’ultima macchina che abbiamo comprato è il bio trituratore. L’abbiamo comprata quasi controvoglia, dopo che avevamo falciato un centinaio di bambù e non sapevamo come liberarcene, e solo perché non era una grande spesa.
Adesso ne siamo entusiasti! Se si vuole recuperare tutta la biomassa che si produce (potature di alberi, arbusti e canne) questo attrezzo è utilissimo. Una volta triturate le ramaglie ci ritroveremo con tanto materiale per pacciamare, già sminuzzato, che quindi si degraderà e arricchirà il terreno più velocemente. Molto meglio che utilizzare la pratica, molto comune, di bruciare tutto. Infatti bruciando le ramaglie il terreno sotto il falò rimane danneggiato e privo di vita per diverso tempo. Il microbiota soffre le alte temperature che si generano nella combustione, non fatelo mai! Comunque il nostro biotrituratore ci ha conquistato, faremo un post apposito su di lui, quando troveremo il tempo…

Grandi attrezzature a motore

Tosaerba

Per tenere a bada l’erba dell’area a prato (assolutamente non inglese) e dei camminamenti tra le diverse aiuole dell’orto, usiamo un tosaerba trazionato. Fino a 2 mila metri quadri è sufficiente (ma da almeno 46cm/48cm di diametro di taglio), oltre serve un trattorino tosaerba.

lama del tosaerbaIl tosaerba, se usato intensamente, è un attrezzo che necessita di continua manutenzione e pulizia. Inoltre l’espulsione dell’erba avviene grazie al flusso d’aria creato tra lama e carter in plastica che si trova tra la lama e la scocca. Se questo carter si rovina, per via di pietre, rami, e tutto quello che potete colpire quando lo usate, la funzionalità ne risentirà pesantemente. Se inoltre la lama si storce o si rovina per via degli urti, si genereranno vibrazioni che oltre a rendere scomodo il lavoro andranno -piuttosto velocemente- a scaricarsi su tutte le viti. In breve, il tosaerba tenderà a comportarsi come la macchina dei Blues Brothers quando finalmente arrivano a Chicago: cadrà a pezzi. Letteralmente.

E’ importante perciò sia tenere sotto controllo le vibrazioni (spendere 35 euro per una nuova lama è decisamente meglio che spendere 300 o 500 euro per un nuovo tosaerba), sia comprare un’attrezzo di marca. Non tanto perchè sia migliore (è migliore, ma comunque buona parte della componentistica sarà cinese o indiana), quanto perchè riuscirete a trovare su internet i pezzi di ricambio!

Il nostro, pur avendo una quindicina d’anni, continua a fare egregiamente il suo lavoro. Ma solo grazie a continue manutenzioni e ricambi. Finora, in 5 anni, abbiamo cambiato già: sottoscocca in plastica, cordino d’avviamento, lama, carter del filtro dell’aria, filtro dell’aria, serbatoio, e chissà che altro. Però, onestamente, da marzo a novembre non sta mai fermo!

Un’ultima cosa: per la nostra esperienza, il sacco di raccolta dell’erba tritata non serve a nulla. Molto meglio usare un tosaerba con la funzione mulching, meglio ancora un tosaerba che abbia solo la funzione mulching, come questo per esempio, che ha un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Motozappa e Motocoltivatore

Per fresare la terra (noi non ariamo) dove mettiamo il grano, i ceci e le fave usiamo un vecchio motocoltivatore. Questo è una macchina a motore più potente di una motozappa, ma il funzionamento è il medesimo.

Il nostro è un regalo (graditissimo) di un amico che aveva un terreno in montagna, molto scosceso, e non lo usava; è degli anni ’70, un 600 diesel 3 cilindri, con delle zappe molto larghe (circa  120 cm), a cui è possibile anche attaccare un aratro, montare delle ruote di gomma o ferrate, attaccare un carretto con sedile, e dotato anche di presa di forza; ma pesa circa 120 chili!  50 anni fà era sostanzialmente un trattore a basso costo. Il motore è un Lombardini, praticamente la Rolls Royce dei motocoltivatori!

Le motozavecchio motocoltivatoreppe di oggi che trovate in vendita nei vari brico non hanno le stesse caratteristiche, pesano molto meno, sono molto più semplici da usare, ma sono anche molto meno performanti.

Noi con questo motocoltivatore fresiamo solo la terra in superficie, quel tanto che basta per poter effettuare le semine. Sarebbe meglio non lavorare affatto la terra, per preservarne la fertilità, ma il nostro terreno è molto duro e ci rimane difficile pacciamare 4000 metri quadri!

Come scegliere la motozappa?

Se pensate di acquistare una motozappa, vi consigliamo di prenderne una vecchia e usata piuttosto che una nuova, che sarà quasi sicuramente cinese. La motozappa deve essere molto pesante, e avere le zappe in ferro bello spesso, non il lamierino che molte motozappette a basso costo hanno oggi. Al primo sasso, piegherete le zappe, o le rovinerete. A meno che il vostro terreno non sia particolarmente sabbioso, e morbido da lavorare.

Inoltre deve essere semplice da manutenere: è un attrezzo che si usa poche volte e per poche ore l’anno. Quando lo rimetterete in moto dopo qualche mese, dovete essere voi in grado di smontarlo e pulirlo, se necessario, cambiare i filtri, ecc. ecc. Meglio un vecchio motore di 30 anni fa, grosso, pesante e semplice che un motore moderno, generalmente più sofisticato. E poi vuoi mettere la faccia degli amici quando vedono che andate ad avviarlo, quel vecchio pezzo di ferro, e pregustano già gli sfottò che invece, quando parte al primo colpo, gli restano in gola! Se volete una motozappa nuova, questa è decisamente la migliore che potete acquistare, almeno oggi.

Evitate la trasmissione a cinghia!

Qualunque motozappa decidiate di comprare, il nostro consiglio è comunque quello di evitare motozappe con trasmissione a cinghia. Le trasmissioni a cinghia su terreni con pietre e sassi possono strappare e rompersi. E’ vero che sostituire una cinghia costa pochi euro, ma una trasmissione a ingranaggi a bagno d’olio se tenuta bene è eterna! Inoltre trasferisce molto meglio la potenza alle zappe. Il nostro motocoltivatore, ovviamente, ha un cambio a bagno d’olio e trasmissione ad ingranaggi. Bisogna avere l’accortezza di evitare che l’acqua entri nel cambio, e verificare di tanto in tanto il livello dell’olio. Ma in termini di prestazioni è il top.

La sicurezza prima di tutto!

Attenzione, che le motozappe o i motocoltivatori sono attrezzi pericolosissimi, oggi in commercio hanno molte protezioni, che un tempo non erano richieste dalla normativa.
Però c’è chi, per un malinteso senso di comodità, le manomette. Non fatelo MAI! Un classico è la manomissione della retromarcia: le motozappe o i motocoltivatori con retromarcia in genere richiedono che venga tenuta tirata una leva (tipo leva del freno delle moto), quando si innesta la retromarcia; se la leva viene mollata, la retromarcia si disinserisce automaticamente.

Qualcuno però manomette la leva, dimodoché la retromarcia resti ingranata. Ma se succede -e purtroppo succede- di perdere l’equilibrio mentre si va all’indietro, la motozappa così manomessa continua la sua corsa, e siccome va in retromarcia e dietro c’è una persona caduta…. devo continuare? La leva della retromarcia è una sicurezza impagabile; se si cade si molla la presa, la retromarcia si disinserisce, e ci si salva la vita.

Motore a scoppio o motore elettrico?

Molte di queste attrezzature agricole sono decisamente meglio a motore (a scoppio) che elettriche, sia per una questione di potenza, sia perché l’autonomia è maggiore.

Le attrezzature elettriche a parità di prestazioni, sono più costose dell’equivalente endotermico. E le batterie al litio, delle macchine elettriche, non sono eterne. Cambiarle (ammesso che si trovino), costa quasi quanto ricomprare l’attrezzo. In compenso però sono un pò più leggere.
Al momento le soluzioni elettriche potenti esistono, ma hanno senso solo per chi utilizza le macchine professionalmente, e quindi esaurisce la parte meccanica prima che si ponga il problema di cambiare la batteria.

E le attrezzature elettriche che prevedono un filo da collegare ad una presa,  sono assai scomode in campagna, meglio evitare se possibile, secondo noi. Anche se vediamo che la rivoluzione elettrica stà già arrivando anche in campagna. Per ora limitata ai decespugliatori, alle seghe e poco altro, ma il futuro sarà sicuramente elettrico.

attrezzature a motore: motocoltivatoreManutenzione delle attrezzature a motore

Come per gli attrezzi manuali, anche per quelli a motore una buona manutenzione ne garantisce una lunga durata.
Per le attrezzature a motore, verso febbraio/marzo è opportuno fare un “tagliando”, per così dire. A meno che non siate in grado di farlo da soli, meglio portarli in un centro dove puliscano filtri, candele, cambino l’olio motore se serve, l’olio al cambio, ecc. ecc. Anzi, meglio portarli in inverno perché da marzo, quando l’attività agricola ricomincia, i centri di assistenza sono oberati di lavoro.

Inoltre la benzina verde danneggia le gomme dei serbatoi e dei tubicini dei motori. Quando riponete le attrezzature a motore per l’inverno, ricordatevi di svuotarne il serbatoio: dureranno molto più a lungo! Questo è veramente un consiglio importante, non sottovalutatelo!

Nel corso della primavera e dell’estate, invece, controllate sempre il livello dell’olio nei motori a 4 tempi, il livello dell’olio del cambio nella motozappa e, se fate la miscela per i motori a due tempi, attenzione a seguire le raccomandazioni del produttore.

Un ultima raccomandazione:

Quando l’attrezzo a motore vi serve, spesso vi serve subito. E se si guasta e non siete in grado di intervenire voi, ve lo devono riparare subito. Dunque, compratelo magari su internet, se risparmiate qualcosa rispetto al rivenditore/centro assistenza più vicino, ma compratelo di una marca che il vostro rivenditore/centro assistenza più vicino tratti, in modo che ve lo possa riparare e non dobbiate fare magari 50 km per portarlo e riprenderlo.
E buttate anche un occhio alle macchine che vedete in riparazione nel vostro centro assistenza più vicino; chi ripara attrezzature agricole, in genere ripara tutte le marche anche se ha la concessionaria di solo 2 o 3 marche. La marca di cui vedete macchine nuove in riparazione, evitatela; scegliete invece marche di cui vedete macchine molto vecchie in riparazione. In genere vuol dire che durano di più! E soprattutto vuol dire che la gente, piuttosto che comprare una macchina nuova, preferisce ripararle. Ci sarà un perché no?

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