Una cova difficile: la chioccia araucana

chioccia araucana e pulciniAnche quest’anno una delle nostre galline si è acchiocciata.
La nostra prima esperienza di cova è stata con un’ovaiola rossa, tre anni fa. L’anno successivo si è messa a covare la sabelpoot nana (“figlia” dell’ovaiola), e stavolta la nostra araucana, “figlia” della sabelpoot.
Nonostante l’esperienza di due cove, questa è stata molto diversa, ci sono state molte difficoltà che abbiamo dovuto gestire e risolvere in fretta… non si finisce mai di imparare!

Prima di tutto dobbiamo dire che la situazione nel pollaio, prima che l’araucana decidesse di covare, era complicata perché avevamo un gallo araucana molto aggressivo.
A causa della sua aggressività non avevamo potuto fare l’inserimento delle nuove galline nonostante il periodo di quarantena fosse già passato da un pezzo. Era difficile anche monitorare e controllare i nostri animali perché il nostro tempo nel pollaio era limitato allo stretto necessario.

Dunque, quando l’araucana si è abbioccata, avevamo le nuove galline, rivelatesi due gallinelle e un galletto, che vivevano ancora separate nel nuovo recinto dove avevamo spostato il pollaio di legno piccolo, mentre le nostre 4 galline e il gallo aggressivo vivevano nell’area pascolo principale e condividevano la casetta di legno grande.

cova: uova nel nido della chiocciaCova e decisioni difficili

Quando abbiamo capito che l’araucana stava per acchiocciarsi, invece di essere contenti ci siamo preoccupati.
Il segnale era inequivocabile, la gallina aveva cominciato a fare il verso tipico da chioccia, e da lì a qualche giorno si sarebbe messa a covare.
Che fare? Non avremo potuto la seguire la cova (la chioccia e i pulcini) dato l’accesso limitato al pollaio, non avremo potuto separarla perché l’altra casetta era occupata dalle “nuove” e, ancora, l’idea di dover gestire pulcini maschi non ci piaceva affatto, visti i precedenti.

Per la prima volta, abbiamo preso in considerazione l’idea di uccidere il gallo e anche quella di schiocciare la gallina.

Fortunatamente amici disponibili ci hanno aiutato a risolvere la situazione: avrebbero preso il gallo araucana e anche tutti i futuri pulcini, tra i quali ci sarebbero stati ovviamente dei maschi. Ci siamo sentiti sollevati, sapevamo che dopo pochi giorni, senza il gallo aggressivo, avremmo potuto inserire le galline nuove e liberare così la casetta per la chioccia e i pulcini.

Una settimana dopo i segnali, l’araucana si è ritirata nel nido a covare. Il gallo, però, non era ancora andato via, e così per controllare quante uova stava covando, siamo andati di notte. C’erano 3 uova: uno suo (celeste) e due di ovaiole, e abbiamo deciso di aggiungere altre sei uova celesti che stavamo conservando, per fortuna, non in frigo.

chioccia araucana durante la covaCova e stress

La prima differenza con le altre cove è stata scoprire che le altre galline facevano le uova nel suo nido, approfittando dei pochi minuti in cui la chioccia usciva per mangiare e bere. Questo non era mai successo, anche le altre volte le galline condividevano la stessa casa ma nessuna aveva mai approfittato del nido di cova per deporre.
L’araucana, però, covava anche le uova delle altre senza accorgersi che il numero aumentava tutti i giorni!

Quando lo abbiamo scoperto, le uova di ovaiole erano già diventate cinque e un uovo celeste era rotto, probabilmente durante il via vai delle ovaiole. Così, per la prima volta, le abbiamo dovute segnare e tutte le sere andavamo a controllare e a togliere le uova intruse.

Durante la cova sarebbe bene non fare cambiamenti perché la chioccia potrebbe abbandonare il nido, ma nelle nostra situazione abbiamo dovuto farlo. La partenza del gallo, l’inserimento delle nuove galline e lo spostamento della chioccia, tutto nel giro di pochi giorni!

Il giorno dopo la partenza del gallo abbiamo subito aperto il recinto piccolo in modo che le galline pascolassero tutte insieme, vecchie e nuove, sconvolgendo l’equilibrio del pollaio. Tutte le galline erano un po’ spaesate e i due gruppi o si tenevano a distanza o si beccavano. La chioccia, quando lasciava il nido, si appollaiava sul tetto della casetta, guardandosi intorno, forse in cerca del gallo o per stare tranquilla per conto suo.

Dopo due giorni di pascolo condiviso, abbiamo “obbligato”  le nuove galline a dormire nella casetta grande, tutte insieme, e abbiamo spostato la chioccia nell’area piccola.

Temevamo che potesse interrompere la cova, anche se mancavano pochi giorni alla schiusa, e invece a continuato a covare anche nella nuova sistemazione.

salvataggio dei pulciniNascite e perdite

Il primo pulcino è nato in anticipo di due giorni. Quando lo abbiamo visto eravamo commossi, giallino striato e paffuto.

La mattina seguente siamo andati molto presto a controllare se fosse nato qualcun altro, e abbiamo avuto una spiacevole sorpresa.
Fuori dal nido, giacevano 3 pulcini, quello giallino e altri due neri molto piccoli. La chioccia era ancora sulle uova e questi 3 esserini gelidi immobili sotto al nido.

A parte lo schock, prima di arrenderci all’evidenza abbiamo provato un diperato salvataggio.
Li abbiamo avvolti in un pile e massaggiati delicatamente, dopo una decina di minuti il “primino” (il pulcino giallino) ha aperto il becco e gli occhi!
A quel punto, con più speranza, abbiamo preparato una bacinella d’acqua calda, in cui abbiamo messo dentro un’altra bacinella con i pulcini avvolti nel pile, in modo che avessero il tepore tutt’intorno. Poi abbiamo messo il tutto, bacinella con pulcini a bagnomaria nella bacinella con acqua calda, sotto la luce del forno.

Dopo una mezz’ora anche un pulcino nero, il più piccolo, ha aperto gli occhi. Dopo un paio di ore i due pulcini erano in piedi sulle loro zampe, ma per il terzo non c’è stato nulla da fare.

due pulcini salvatiAbbiamo spostato i due pulcini redivivi in una scatola, con paglia, acqua e cibo tenendoli sempre sotto la luce del forno, in modo che si riprendessero bene. Nel mentre ci domandavamo se e quando riportali alla mamma: non sapevamo se la chioccia li avesse cacciati o semplicemente erano caduti dal nido e non erano più riusciti a rientrare.

Per sicurezza, abbiamo fatto delle modifiche al pollaio, anche se l’area nidi delle casette in legno aveva funzionato bene nelle cove precedenti. Abbiamo tolto i trepoli e spostato in quest’area la chioccia e le uova. Zona più ampia e senza disvelli, rispetto alla zona nidi!
Durante lo spostamento ci siamo accorti che 2 uova erano vuote (leggere e rumore di liquido) mentre da un uovo celeste spuntava il beccuccio di un pulcino, morto prima di riuscire ad uscire. Abbiamo lasciato le 5 uova che sembravano buone e la chioccia ha continuato a covare.

Nel pomeriggio, mentre i pulcini in casa cominciavano a pigolare fortissimo, siamo tornati a controllare nel pollaio. La chioccia non covava più, anzi si era spostata nell’angolo opposto della casetta.

La sera abbiamo deciso di riportare i pulcini alla mamma. Appena lei ha sentito i pigolii si è avvicinata e li ha chiamati, e loro le sono subito corsi incontro.

chioccia e pulciniaraucana al pascoloPulcini e chioccia araucana

Il primo giorno è andato tutto bene, la chioccia stava con i pulcini, passavano molta parte della giornata nella run a razzolare, ma il secondo la chioccia araucana si è rimessa a covare! Ha spostato le uova (che aveva abbandonato) in un altro angolo e non ha più badato ai pulcini. Infatti la sera abbiamo trovato il pulcino nero pigolante nell’erba, che non era riusciuto a salire la passerella per tornare dentro la casetta, mentre la chioccia era tranquilla sulle sue uova!
Abbiamo aiutato il pulcino a salire ed accomodarsi sotto la mamma, secondo salvataggio, e abbiamo deciso di togliere le uova. Di 12 uova, 7 araucana e 5 di ovaiola, solo 2 pulcini, araucana.

Da quel momento tutto è andato bene. La chioccia araucana si è presa cura dei suoi piccoli, ha insegnato loro a razzolare e quale cibo mangiare offrendo anche pezzetti di verdura, carne e anguria, che le portiamo.

Dopo qualche giorno confinati nella run, abbiamo deciso di lasciarli pascolare liberi nell’area recintata. Fra qualche settimana li faremo razzolare insieme a tutte le altre, sperando vada tutto bene, in attesa di vederli partire.

Cosa abbiamo imparato

Questa terza cova ci ha insegnato diverse cose e vogliamo dare qualche consiglio ad altri “allevatori domestici”, affinché non facciano i nostri errori.

Niente galli aggressivi nel pollaio
Non permettere che un gallo aggressivo limiti all’accesso al pollaio, il contatto con le galline e le operazioni da fare. Non fate come noi che abbiamo subito questa situazione per 4 mesi nella speranza di un cambiamento. L’indole di un gallo non si cambia.

Segnare le uova
Anche se a noi non era mai successo, le altre galline possono fare le uova nel nido della chioccia. Fare un segno sulle uova “da cova”, permette di togliere quelle intruse.

Attenzione al nido per la cova
Nelle precedenti cove, i nidi dei pollai in legno si erano rivelati adatti e nessun pulcino è mai caduto. Eppure questa volta è successo. Meglio mettere il nido nell’area grande delle casette, e comunque in una zona senza dislivelli da superare per i pulcini appeni nati.

Non sempre la natura sa come si fa
O meglio, a volte segue delle logiche…illogiche. La chioccia araucana è stata confusa tra dedicarsi ai pulcini e covare. Nelle altre cove le chiocce hanno svolto bene entrambi i compiti per i primi giorni e, quando hanno abbandonato la cova, le uova rimaste erano vuote o con pulcini morti. Forse è meglio togliere le uova dopo un giorno dalla prima schiusa, oppure togliere i pulcini appena nati.

La razza Araucana
Non vogliamo generalizzare perchè la nostra esperienza è limitata, ma questa razza ci sembra “particolare”, molto selvatica, schiva e poco domestica. I galli che abbiamo avuto, due su tre erano di indole aggressiva. In realtà, in natura sarebbero galli perfetti perchè proteggono e vigilano sulle galline, ma dentro un pollaio sono ingestibili.
Le uova celesti hanno un guscio durissimo, uno dei pulcini è morto prima che riuscisse ad uscire ed è successo anche ad un nostro amico. Nel suo caso, cova con incubatrice, ha potuto aiutare il pulcino che non riusciva a rompere il guscio dell’uovo.
Inoltre, la percentuale di mortalità dell’embrione-pulcino al 18° giorno è molto alta in questa razza.

Gli inserimenti sono difficili
Questo è un argomento complesso, richiede un articolo ad hoc, ma tenete a mente che l’ordine di beccata è un istinto forte e l’integrazione tra gruppi è complicata, specie se non sono pulcini nati da una delle vostre galline.

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