Come impara una gallina?

ovaiolaLa gallina è un animale intelligente? Può imparare e memorizzare? E’ consapevole di stessa?
Le risposte, per molti, potrebbero apparire sorprendenti perché si, una gallina è in grado di imparare, disimparare, memorizzare e anche “pensare”!

Benché molti ritengono che la gallina sia un animale stupido, la realtà è ben diversa: abbiamo già visto che ha molteplici abilità sensoriali (vedi post sui sensi delle galline) ma è anche “intelligente” perché capace di acquisire conoscenze attraverso i sensi, l’esperienza e il “pensiero”.

Per chi vuole approfondire tutte le capacità cognitive, in questo articolo (Polli pensanti), l’autore esamina le prove di moltissimi studi realtivi alle capacità di apprendimento e alle abilità dei polli.

Gli studi in questione affrontano diverse tematiche: capacità cognitive, percezione del tempo, memoria episodica, capacità di ragionamento e cognizione sociale.
Inoltre si prendono in esame anche studi sull’autocoscienza, sulle emozioni e sulla capacità di empatia di questi animali. (L’articolo è in inglese)

In questo post noi ci limitiamo ad accennare alle facoltà e alle modalità di apprendimento delle galline che, come per molti animali, cominciano con l’imprinting.

Imprinting

I pulcini appena nati imparano rapidamente qual è l’ambiente in cui si trovano (ad esempio chi è la loro mamma e cos’è il cibo) e questo grazie al loro stato di sviluppo già avanzato al momento della nascita e all’imprinting.

L’imprinting è una forma speciale di apprendimento che fu descritta per la prima volta dall’etologo Konrad Lorenz nel 1935. Ricordarte che i suoi paperi lo credevano la loro mamma perché era il primo essere vivente che avevano visto alla loro nascita?

pulcini appena natiQuesto tipo di apprendimento è limitato a periodi precisi nella vita di un animale, spesso quando è molto giovane. Nei pulcini l’imprinting è limitato alle prime 48 ore dalla schiusa.

L’imprinting riguarda diversi segnali che il pulcino percepisce appena nato: segnali visivi (riconoscimento della chioccia), uditivi (memorizzazione dei suoi richiami) e anche olfattivi (imparare qual è l’odore della madre e del pollaio in cui è nato).

Attraverso l’imprinting il pulcino appena nato impara quindi ad identificare e seguire qualcuno, di solito la mamma, e questo lo aiuta a trovare riparo, calore, protezione e cibo.

Benché questa forma di apprendimento sia limitata ai primissimi giorni di vita dei pulcini, ha effetti a lungo termine, perché queste prime nozioni sono la base dell’apprendimento.

Relazione chioccia – pulcino

Negli allevamenti industriali i pulcini di gallina (o i pulcini di pollo da carne) nascono artificialmente, in incubatrici, senza la presenza di polli adulti e quindi l’impriting lo hanno tra di loro. 

Questo vuol dire che non imparano in modo appropriato, data l’inesperienza dei coetanei, e senza mamma (o esemplari adulti) questo può avere implicazioni con il loro comportamento da adulti.
Inoltre se i pulcini hanno un imprinting su specie diverse dalla loro, faranno fatica a riconoscere la propria specie di appartenenza come futuri partner riproduttivi.

Per capire quanto incide la presenza della chioccia sull’apprendimento, vi segnaliamo questo bellissimo articolo sull’importanza delle cure materne per il benessere dei pulcini.
La relazione chiocchia-pulcino va oltre la fase dell’imprinting: comincia dal contatto prenatale, durante la cova, e dura almeno per il primo mese di vita del pulcino. In questo periodo la chioccia impartisce un insegnamento vero e proprio ai suoi piccoli riguardo l’ambiente in cui vivono, il cibo e i comportamenti sociali.

sabelpoot con i suoi pulcini araucanaVeder nascere e crescere un pulcino è un’eperienza magnifica e, se passiamo un po’ di tempo nel pollaio, possiamo apprezzare la formazione della conoscenza dei pulcini.
Noi, ad esempio, siamo sempre rapiti nel vedere come la chioccia insegna quello che è cibo e quello che non è. Ma ancor di più nel come insegna quale è il cibo più buono, cambiando il ritmo del suo tipico richiamo.

Nelle prime settimane dopo la schiusa noi offriamo loro diverse varietà di granaglie, di frutta e di verdura in modo che la chioccia possa mostrare ai pulcini differenti alimenti e loro non si fossilizzino su un unico gusto. Purtroppo, o per fortuna, i nuovi nati avranno tendenzialmente gli stessi gusti della madre.

Come detto l’imprinting è un apprendimento potente, in quanto più efficiente e più duraturo nella memoria rispetto all’apprendimento generale successivo.

Basi per l’apprendimento

A parte l’imprinting iniziale, una gallina continua ad imparare durante il corso della sua vita.
Ci sono diversi modi con cui apprende (abitudine, ricompensa, associazioni e apprendimento sociale), ma una cosa importante da sapere è che impara più facilmente se è in uno “stato motivazionale”.

Motivazione

Per fare un esempio possiamo dire che una gallina impara e ricorda più facilmente dove c’è del cibo se lo ha scoperto quando era affamata. Per l’animale è più semplice imparare qualcosa quando ha l’urgenza di esprimere un determinato comportamento. Nel nostro esempio quindi: fame, necessità di trovare cibo, scoperta del cibo.

Capacità di associare

Alla base delle diverse modalità di apprendimento c’è la capacità delle galline di fare associazioni tra causa ed effetto.

Lo vedremo sia nell’apprendimento per abitudine che per condizionamento.
Per ora facciamo solo un esempio che potrebbe capitare in un contesto naturale: per una gallina è più facile imparare e ricordarsi di un cibo cattivo se le ha provocato del malessere fisico poiché l’associazione causa-effetto è più potente.

Come impara e disimpara una gallina

Abitudine

Uno dei modi in cui una gallina impara nel corso della sua vita è per assuefazione o abitudine.
E questo tipo di apprendimento richiede di saper fare associazioni tra causa ed effetto.

galline e gattiPer esempio, pulcini non abituati ai rumori forti se alloggiati vicino ad una fonte di rumore, mostrano inizialmente paura (cercheranno di allontanarsi, pigoleranno, ecc.). Con il tempo, però, si abitueranno e non avranno più paura perché capiranno che il rumore non produce nessun pericolo per loro.
L’associazione diventa: rumore=assenza di eventi negativi.

Nel nostro piccolo, ci è successo di sperimentare questo tipo di apprendimento usando il tagliaerba.
Quando tagliamo l’erba nel pascolo del pollaio, i pulcini e gli esemplari più giovani sono molto spaventati nel vedere una nuova macchina e dal suo rumore.
Le galline più vecchie invece sono già abituate, quindi ci vengono incontro e seguono il tagliaerba. Succede perché hanno associato che quel rumore non è un pericolo, anzi l’associazione è che il tagliareba produce cibo (erba trinciata e insetti svolazzanti) che loro adorano.

I nuovi esemplari comunque imparano presto, sia perché a loro non succede nulla di brutto (assuefazione) sia perché vedono le altre galline che non hanno paura (apprendimento sociale).

Condizionamento

Il condizionamento indica il classico sistema di apprendimento basato su ricompensa-punizione, il sistema più usato nell’addestramento degli animali domestici quali cani e gatti.

Funziona anche con i polli, almeno così è stato in molti studi eseguiti con questo metodo.

Ma anche in natura, senza esperimenti, può succedere che una gallina impari attraverso questa tipologia di apprendimento.
Citiamo un esempio fatto nel corso Chicken Behaviour and Welfare: può accadere che una gallina rompa un uovo non intenzionalmente, e una volta rotto assaggi ciò che ne è fuoriuscito. La gallina trova che sia buonissimo e così associa che dentro l’uovo c’è un cibo molto appetibile, una ricompensa.

Il problema delle galline mangia-uova potrebbe nascere proprio così.
Per inciso, al contrario di quanti molti pensano, dare i gusci delle uova triturati non trasforma le galline in mangia-uova, perché non produce nessuna associazione con l’uovo intero.

Disimparare

Il condizionamento può essere usato anche per disincentivare un comportamento perché le galline sono capaci di disimparare.

Nel caso dell’esempio di prima, abitudine a mangiare le uova, una punizione può interrompere quel comportamento. Certo non si tratta di picchiare o maltrattare l’animale perché, tra l’altro, non ci sarebbe nessuna associazione con l’uovo già rotto!

Una ricerca ha dimostrato che iniettando nell’uovo intero, una sostanza amara ma NON velenosa, come il chinino, si è riusciti a dissuadere le galline a rompere le uova. L’associazione rottura uova = cibo buono si è trasformata in rottura uova = cibo cattivo. Così le galline hanno disimparato che dentro l’uovo si nasconde una ricompensa.

Apprendimento sociale

Oltre la capacità cognitiva e l’esperienza individuale, un ruolo importante per la crescita “intelletuale” di una gallina è l’apprendimento sociale.

bagno di sabbia "sociale"Sappiamo che i polli hanno un’organizzazione sociale complessa e una rigida scala gerarchica, e questa peculiarità influisce anche sull’apprendimento.

Diversi studi hanno mostrato come questi animali possano imparare attraverso l’osservazione di altri esemplari e che non si tratta solo di emulazione.
Le galline, inoltre, hanno mostrato una memoria episodica e anche una capacità di ragionare e fare deduzioni logiche.
Ad esempio sono capaci di semplici forme di inferenza transitiva, (se A è più grande di B e B è più grande di C, A è più grande anche di C), una capacità che gli esseri umani sviluppano all’incirca all’età di sette anni.

Imparare dalle altre

Le galline, quindi, sono in grado di apprendere da un altro individuo della loro specie e usano la capacità deduttiva sia per muoversi tra le gerarchie sociali che nelle sfide teoriche.

Queste capacità consentono loro di imparare da un’altro esemplare e di evitare qualcosa (o qualcuno) solo osservando le esperienze degli altri, senza averle sperimentate direttamente.

Un classico esempio è la situazione di sfida. Le galline, osservando una lotta, riescono a farsi un’idea se sia vantaggioso o meno confrontarsi con uno degli sfidanti in base all’esito della sfida.
Evitano competizioni che rischiano di perdere, quindi, osservando un duello tra una gallina nuova e una gallina familiare e dominante, sfideranno la gallina nuova solo se vince la loro compagna dominante.
Si tratta di un ragionamento, di una deduzione logica.

In generale, i polli possono imparare da tutti i loro compagni ma sembra preferiscano imparare da quelli che hanno più successo (nelle sfide o nel trovare il cibo) e da quelli dominanti (forse perché prestano naturalmente più attenzione a questi).

Consapevolezza sociale

Il sistema di comunicazione tra i polli è molto complesso e dimostra molte abilità cognitive. Attraverso la comunicazione riescono a trasmettere e a decodificare informazioni.

galline al pascolo in gruppoLa comunicazione tra polli si basa molto sulle vocalizzazioni, ma i richiami non sono standardizzati, infatti i polli li adattano in base al loro pubblico.
Ecco alcuni esempi:
il richiamo di allarme di un maschio è più probabile in presenza di conspecifici familiari;
le galline fanno il richiamo di allarme solo per i falchi e solo quando i loro pulcini sono piccoli;
i maschi subordinati, quando trovano del cibo, fanno dei richiami molto più sommessi se sono presenti maschi dominanti.

I richiami di allarme, inoltre, sono specifici per tipo di pericolo. Ad esempio il richiamo per la presenza di un predatore terreste è diverso da quello per un uccello rapace. E questa differenza significa che gli esemplari che sentono il richiamo sono in grado di decodificare il messaggio specifico e figurarsi il tipo di predatore.

La comunicazione tra polli, quindi, sembra essere volitiva, utilizza la consapevolezza sociale e implica l’assunzione di prospettive.

Autocoscienza ed emozioni

Questa consapevolezza sociale parte da una sorta di autocoscienza. Forse non nel modo che la intendiamo per gli esseri umani, ma di sicuro una gallina è capace di autocontrollo e autovalutazione.

Autocontrollo e autovalutazione

È stato ipotizzato che l’autocontrollo dipenda dalla presenza di memoria episodica e che implichi una certa capacità di “immaginare” diversi possibili scenari futuri e scegliere quello che fornisce l’opzione migliore.
In alcuni esperimenti le galline hanno dimostrato di saper attendere per avere una ricompensa più grande piuttosto che prenderne una più piccola data prima.
Questo comportamento implica una memoria episodica e anche la percezione del tempo!

Per l’autovalutazione entra di nuovo in gioco la capacità di deduzioni logiche.
Osservando le interazioni tra altri individui, una gallina può
dedurre il proprio status nella gerarchia sociale e rispondere in modo appropriato (chi può dominare o a chi è sottomessa) nelle interazioni future.

Empatia ed emozioni

Ormai è riconosciuto che le galline provano emozioni, e non solo emozioni negative come la paura ma autentiche emozioni positive.

ovaiola malata e le sue compagne

La sfera emotiva entra in gioco anche per prendere delle decisioni e, nel caso degli animali, risulta fondamentale nella scelta dell’ambiente che può fornire del cibo.
Non sorprende che i polli, potendo scegliere, optino sempre per ambienti in cui hanno una risposta emotiva positiva, un benessere migliore (è stato misurato controllando diversi indicatori fisiologici).

Un po’ meno banale è invece la scoperta che i polli siano capaci di empatia, o almeno di immedesimarsi e capire situazioni e sentimenti di altri esemplari.

Noi siamo certi che quando una delle nostre galline era malata e soffriva, le altre percepissero quella sofferenza e rimanevano vicine a farle compagnia per buona parte della giornata.

Certo la nostra era solo un’impressione ma gli studi lo confermano.
Le chioccie, ad esempio, sembrano capaci di immedesimarsi nei loro pulcini, mostrando segni materni più forti e diventando più stressate, se i loro piccoli si trovano in situazioni che esse stesse hanno precedentemente vissuto come spiacevoli.

Conclusioni

I polli, quindi, sono cognitivamente, emotivamente e socialmente complessi, proprio come la maggior parte di altri uccelli e dei mammiferi.

Sapere che la gallina è “intelligente”, conoscere come impara e come risponde emotivamente ad un determinato ambiente o situazione, ci porta a dover fare nuove considerazioni sul modo di allevare questi animali.
Dobbiamo dar loro migliori condizioni di vita prestando attenzione all’ambiente in cui li alleviamo (spazio, pascolo e cibo) e alle situazioni di stress a cui li esponiamo (no sovraffollamenti, no ritmi forzati di produzione, no maltrattamenti).
I
l loro benessere dovrebbe essere una priorità!

Fonti

Chicken Behaviour and Welfare – Università di Edimburgo
Influences of Maternal Care on Chicken Welfare (link)
Sophisticated Fowl: The Complex Behaviour and Cognitive Skills of Chickens and Red Junglefowl (link)
Thinking chickens: a review of cognition, emotion, and behavior in the domestic chicken (link)
Development, direction, and damage limitation: Social learning in domestic fowl (link)

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