Gestione di un pollaio domestico, quello che nessuno dice

gallo e galline nel pollaioNegli ultimi anni sembra che allevare galline sia di moda, nel senso che c’è un proliferare di articoli sulle galline da tenere come animali da compagnia (pollaio nel giardino o sul balcone di casa), e di notizie di esperimenti di allevamento con pollai condivisi in città, per ridurre lo spreco alimentare.
Non lasciatevi trasportare dall’immaginario romantico, allevare galline è un impegno ed è ben diverso dal tenere cani o gatti!

Senza prendere in esame le normative e la reale possibilità di allevare polli in città, anche solo due galline richiedono impegno in termini di tempo e prima o poi ci obbligheranno a prendere decisioni di carattere morale ed etico. Da quelle riguardanti la libertà di cui godranno gli animali (pascolo verde e spazio adeguato), a quelle relative alla possibilità di esprimere i loro bisogni naturali (accoppiamenti e cove), fino a quella di mangiarle o no.

Impegno del pollaio

Innanzi tutto serve presenza.
Se ci sta a cuore il benessere degli animali dovremo dar loro un rifugio per la notte e assicurarci che abbiano sempre cibo ed acqua freschi. Questo vuol dire essere presenti e dedicare quotidianamente del tempo al governo degli animali.

pulizia del pollaioPer noi la sveglia del mattino è quasi come quella del gallo. Andiamo ad aprire le casette e le gabbie in modo che le galline abbiano accesso al pascolo, e riempiamo le mangiatoie e gli abbeveratoi con cibo ed acqua freschi ogni mattina. Al tramonto, dopo che le galline si sono ritirate per dormire, chiudiamo casette e gabbie annesse, mettiamo via il cibo rimasto nelle mangiatoie (in modo da non attirare topi) e svuotiamo gli abbeveratoi.

Ovviamente bisogna prevedere del tempo anche per la pulizia del pollaio. Le galline sporcano (e molto!) e il pollaio va tenuto pulito per evitare che si ammalino. Un pollaio sporco infatti porta problemi di respirazione e di parassiti, quindi le pulizie devono essere quasi quotidiane.

La tecnologia può aiutare, l’apertura e la chiusura del pollaio può essere resa automatica con dispositivi a tempo, ed esistono mangiatoie e abbeveratoi automatici, ma per la pulizia, la raccolta delle uova e il controllo degli animali non c’è aiuto tecnologico!
Quindi se vogliamo prenderci una vacanza dovremo trovare qualcuno che ci sostituisca e si occupi del pollaio!

Alimentazione

Sfatiamo la leggenda per cui avere delle galline nel giardino, o sul balcone, non ci costerà nulla perché possiamo dar loro gli scarti di cucina.
Purtroppo non è così: le galline hanno bisogno di una dieta bilanciata ed i soli avanzi di cibo non sono in grado di garantirla.  Inoltre attenzione: alcuni alimenti sono assolutamente dannosi per loro, ad esempio semi di mela, patate, cipolle, zucchero, ecc. Quindi gli scarti di cucina vanno selezionati e non possono essere l’unica fonte di cibo. E se le galline non hanno un pascolo verde molto grande, ricco e vario dovremo provvedere comprando cibo apposito.

Malattie e perdite

Sotto questo aspetto le galline sono comparabili a cani e gatti: si possono ammalare (specie se le lasciamo vivere per diversi anni) e morire.

ovaiola malataAllevare galline vuol dire quindi anche prepararsi ad affrontare eventuali malattie, contagi e perdite. E potremmo dover affrontare problemi di bullismo, in particolare nell’inserimento di nuovi esemplari nel pollaio, con conseguenti possibili ferimenti.
Esattamente come per cani e gatti, potranno aver bisogno di cure mediche e quindi di un veterinario. Ma attenzione: trovare un veterinario che curi gli avicoli non è così facile, e se è difficile già in campagna, figuriamoci in città.

Inoltre dobbiamo essere preparati alla perdita dell’animale in caso di attacco di predatori, malattie incurabili o, peggio ancora, alla perdita di tutti gli esemplari in caso di malattie contagiose.pollaio dopo l'attacco della volpe

Vecchiaia e inserimenti nel pollaio

Anche senza malattie dovremo affrontare la vecchiaia delle galline, se non le uccidiamo per mangiarle.
La produzione di uova cala drasticamente con l’avanzare dell’età e ci potremmo trovare con un pollaio occupato da galline vecchie non produttive e con la necessità di introdurre nuovi esemplari. Bisognerà allora provvedere con altro spazio di pascolo e un’altra casetta. Le galline “anziane” dovrebbero idealmente avere uno spazio dedicato, separate dalle giovani, troppo “esuberanti”.

L’inserimento di nuove galline non è banale. Occorre un periodo di quarantena, cioè tenere in spazi separati (ma contigui, in modo che gli animali possano vedersi) i nuovi arrivati per controllare che non siano malati ma soprattutto per farli accettare dal gruppo già esistente. Dopo questo periodo, una volta riuniti tutti insieme, bisogna vigilare. Le galline sono animali estremamente gerarchici, potrebbero esserci ferimenti.

E anche quando tutto filerà liscio, difficilmente ci sarà una completa integrazione tra vecchie e nuove. Ogni gruppo tendera a rimanere a sè. Noi, per esempio, abbiamo galline che, pur vivendo tutte insieme pacificamente, tendono a stare in micro-gruppi e purtroppo la sabelpoot nana è rimasta la sola del suo gruppo originario, come pure l’araucana.

Cove

Anche in un micro allevamento (solo due galline per avere uova fresche e di qualità), ci troveremo a dover prendere decisioni di aspetto etico.

pulcini appena natiSe trattiamo bene i nostri animali e cerchiamo di farli vivere in modo naturale, pure le galline ovaiole possono ritrovare l’istinto “materno” benché selezionate per non covare, e anche senza la presenza di un gallo. A noi è successo.
Quando una gallina si mette a covare bisognerà decidere cosa fare, e anche in fretta.
“Schiocciare” o lasciar covare?

Dissuadere dalla cova non è semplice. Le pratiche, quelle non brutali, per far desistere una gallina nel suo intento di cova non garantiscono un successo certo e richiedono tempo e impegno. Inoltre c’è da considerare che “schiocciare” è una scelta morale perché è una forzatura, non è assolutamente naturale.

Nel caso decidessimo di lasciar covare una chioccia, se nel pollaio non c’è un gallo, dovremo procurarci velocemente uova gallate, e  non sempre è facile.
E quando lasciamo covare una gallina dobbiamo essere consapevoli che avremo altri problemi da risolvere.

Gestione del pollaio

I pulcini cresceranno, ovviamente.
Ci ritroveremo con un numero di esemplari che non era quello previsto all’inizio. Il piccolo pollaio da giardino potrebbe diventare troppo piccolo per accogliere un numero maggiore di galline, come pure lo spazio di pascolo che avevamo previsto all’inizio.

I pulcini non saranno solo femmine, ovviamente.
Piazzare i maschi non è cosa facile, difficilmente si trova chi ne ha bisogno, anche se di razza.
In un allevamento domestico con poche galline un solo gallo è già troppo, impensabile averne due o tre. E anche un solo gallo può rappresentare un problema, perché spesso con la maturità sessuale diventa molto territoriale e può diventare aggressivo.

tre galli araucanaBisognerà prendere delle decisioni difficili.
Per regolare il numero di esemplari e soprattutto il numero dei maschi bisogna essere pronti ad uccidere. Bisogna imparare a farlo o trovare qualcuno che lo faccia al posto nostro.
Questo è quello che fanno gli allevatori, piccoli e grandi, questa è la cruda verità.

Conclusioni

Quando abbiamo preso le nostre prime 4 ovaiole eravamo cittadini inesperti. Non immaginavamo lontanamente tutte le situazioni che nella realtà abbiamo dovuto fronteggiare. Eravamo pronti a dedicare del tempo ma non avevamo previsto di avere cove, né di avere galli, né di dover affrontare malattie. Eravamo convinti di non voler uccidere i nostri animali, e lo siamo ancora, ma eravamo assolutamente inconsapevoli di cosa vuol dire avere maschi nel pollaio.

Crediamo quindi che sia molto meglio sapere in anticipo cosa vuol dire allevare per poter scegliere se farlo oppure no. Ricordiamo che un pollaio è un impegno in termini di tempo, che dobbiamo essere pronti a fronteggiare malattie e perdite e che saremo obbligati a riflessioni e compromessi etici perché, di fatto, l’allevamento (di qualsiasi tipo) non è una pratica “naturale”.

Però è fantastico andare e metà mattina nel pollaio, e prendersi le uova sapendo che sono state deposte quel giorno, dalle nostre galline!

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