Ceci: dalla semina al… piatto!

piante di ceci con baccelliAbbiamo cominciato a coltivare i ceci tre anni fa, come esperimento. Da allora 3-4 file di questo legume non possono mancare nel nostro orto.
Sono legumi davvero facili da far crescere, poco esigenti e semplici da conservare tutto l’anno. Ecco la nostra esperienza, dalla semina al piatto.

Abbiamo voluto provare questa coltivazione perché non avevamo mai visto una pianta di ceci ed eravamo curiosi di vedere come era fatta e scoprire se davvero si poteva coltivare con poca acqua.

Siamo rimasti sorpresi dalla capacità di questa pianta di crescere solo con l’acqua delle pioggie, ma abbiamo anche capito che la resa è piuttosto scarsa. Infatti la pianta produce dei piccoli baccelli e ogni baccello contiene solo 1-2 ceci! Quindi, per avere una quantità consistente di ceci bisogna avere un gran numero di piante. Non per questo, però, bisogna rinunciare ad avere ceci in un orto familiare. Essendo molto facili da coltivare si possono mettere in una parte di terreno non utilizzata, senza irrigazione, e seminarli piuttosto fitti.

semina dei ceci a postarelleSemina

Questi legumi si seminano a marzo, a posterelle, e dopo la semina vanno innaffiati fino a quando i semi non germoglieranno. Questo è il solo intervento di irrigazione che richiedono, ma c’è da dire che comunque a marzo piove spesso, quindi non è un grande impegno.

Noi li seminiamo intorno a San Giuseppe, con luna crescente, ma lo abbiamo fatto anche con luna calante e non abbiamo notato differenze.
Per la semina usiamo i ceci della raccolta dell’anno precedente, e ne mettiamo 3 in ogni buchetta fatta sulla fila (semina a postarelle).
piantine di ceci germogliateLi coltiviamo in una parte dell’orto senza sistema di irrigazione, quindi li mettiamo abbastanza fitti, circa 20-25 centimetri sulla fila.

Spesso li usiamo come pianta di rotazione. Fave e ceci sono coltivazioni intercalari per noi, li mettiamo nelle file dove ci sono state altre specie di ortaggi che hanno sfruttato il terreno perché i legumi fissano l’azoto disponibile nel suolo. Solanacee (pomodori, peperoni, melanzane e patate) e cucurbitacee (zucche, zucchine, melone e anguria) sono “forti consumatori”, per cui dopo queste coltivazioni è molto utile seminare legumi.

Fave, favino, cece e trifoglio si possono coltivare anche per fare i sovesci, fioritura dei cecitagliando le piante appena prima della comparsa dei fiori, in modo che la quantità di azoto rilasciata sia maggiore.

I ceci, inoltre, migliorano la struttura del terreno perché hanno radici molto profonde (per questo riescono a crescere senza irrigazione!)

Come detto, le prime settimane vanno innaffiati, altrimenti i semi non germoglieranno ma, una volta spuntate le piantine, non diamo più acqua. A meno di settimane di siccità, improbabili in primavera.

Le piante di ceci crescono abbastanza in fretta e verso maggio mettono i fiori, piccoli e bianchi, da cui si svilupperanno i baccelli.

baccelli di ceciRaccolta

Pian piano che si avvicina luglio, mese di raccolta, i piccoli baccelli da verdi diventano giallini, e tutta la pianta ingiallisce e poi si secca. Quindi è piuttosto facile capire quando è il momento giusto per la raccolta.

Per raccogliere si possono tagliare le piante ingiallite e lasciarle seccare a testa in giù oppure raccogliere solo i baccelli pronti mano mano.

Noi passiamo tra file e raccogliamo i baccelli pronti, senza tagliare le piante. Questo perché l’operazione di sgranatura richiede parecchio tempo, così non campo di ceci pronti per la raccoltalo dobbiamo fare tutto in una volta.

Ricordiamo che nei baccelli ci sono mediamente 2 ceci, quindi servono parecchie piante se vogliamo fare una scorta di ceci per l’inverno. La resa è scarsa, ma alla fine riusciamo ad avere 3-3,5 chili di ceci secchi coltivando 3 file, lunghe 22 metri.

Una volta sgranati li lasciamo seccare ancora qualche giorno prima di metterli nei sacchetti di carta, mescolandoli spesso per evitare accumuli di umidità residua che poi farebbe marcire i semi. Per noi è il metodo più semplice di conservazione.

raccolta dei baccelli dei ceciUna parte la mettiamo via per la semina successiva, in modo da avere sempre ceci nostri, cioè piante abituate a questa terra argillosa e a questo clima.

L’operazione di sgranatura è la parte più impegnativa, in termini di tempo, facendolo a mano ci vogliono molte ore!
Dopo aver sgranato i ceci, i baccelli vuoti li usiamo come pacciamatura o li compostiamo.
Le piante rimaste sul campo, ormai secche, le tagliamo lasciando la radice nel terreno e le adagiamo sul terreno. Lasciamo che si degradino durante l’inverno, arricchendo il suolo, come facciamo per paglia di pacciamatura. In primavera, quando zappettiamo superficialmente, cerchiamo di incorporare i residui nel terreno in modo da migliorarne la struttura. Niente scarti, tutto torna alla terra, un ciclo di produzione sostenibile.

baccello con due ceci, varietà sultanoCeci… nel piatto

Durante tutto l’anno gustiamo i nostri ceci in diverse preparazioni, basta ricordarsi di metterli ammollo un giorno prima.
I legumi sono un’ottima fonte di proteine, sali minerali e vitamine, indispensabili nella dieta se si vuole limitare il consumo di carne o se si è vegetariani.

Quando lessiamo i ceci aggiungiamo un pezzetto di alga Kombu o due foglie di alloro, questo li rende più digeribili.

ceci neriNoi li usiamo spesso per prepare la zuppa di ceci e baccalà oppure l’hummus, ma sono buonissimi anche da soli, conditi con olio e rosmarino.

I nostri ceci sono della varietà sultano, una varietà di ceci piccoli, per questo poco pregiata. Però ha il vantaggio di avere la buccia molto leggera, e sono perfetti per fare l’hummus di ceci.
In Italia questa varietà è coltivata soprattutto per l’alimentazione animale, in medio oriente invece, dove appunto l’hummus è un piatto tradizionale, è la varietà più coltivata.

Lo scorso anno abbiamo seminato anche i ceci neri, una specialità locale, buoni ma con buccia più dura e richiedono un tempo di ammollo più lungo.

Abbiamo letto che i ceci si possono raccogliere anche verdi (non maturi) e cucinati con il baccello, ancora verde, ma noi non abbiamo mai provato. Per quest’anno è tardi, ma il prossimo proveremo i ceci freschi.

 

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