Pacciamatura, nuovo esperimento con la juta

aiuola orto pomodoriIl primo anno il nostro orto non aveva pacciamatura, nè di juta nè di altro.

Stavamo ancora leggendo i nostri primi libri di agricoltura, avevamo molti dubbi e non sapevamo bene da dove iniziare. Così decidemmo per un orto comune, per cominciare.
In quell’anno l’erba spontanea invadeva tutto l’orto e sicuramente rendeva la vita difficile agli ortaggi e anche a noi, perchè dovevamo zappare molto spesso!

Piano piano ci siamo fatti più coraggio, abbiamo continuato a documentarci, e ci siamo fatti un’idea di ciò che avremmo voluto. Così dal secondo anno il nostro orto è un insieme di sinergico, permacultura e agricoltura naturale. Un orto di buon senso e ha la pacciamatura!

Trovo che pacciamare sia indispensabile soprattutto per cercare di migliorare la terra e consumare meno acqua. Due obiettivi tra i principali per un’agricoltura sostenibile, per un futuro possibile. Inoltre serve per contenere le erbe spontanee, e alcune sono proprio infestanti!

basilico e tagete pacciamatura con paglia

Pacciamare

Non è stato facile trovare la paglia qui nella zona, e certo non ce l’hanno regalata come si legge spesso nei libri (una rotoballa l’abbiamo pagata 25 euro).
Abbiamo cominciato a pacciamare i nostri bancali e subito abbiamo potuto apprezzare che il terreno rimane più umido e le erbe rallentano la loro crescita. Ma certo per soffocarle serve uno strato enorme di paglia, ben più dei sette centimetri che siamo riusciti a mettere.

L’anno successivo abbiamo apportato altri cambiamenti: in autunno abbiamo aggiunto alla pacciamatura le foglie cadute dagli alberi e in primavera, durante la preparazione dell’orto, abbiamo zappettato in modo superficiale cercando di incorporare alla terra il materiale organico un po’ sfatto dall’inverno, per cercare di migliorarne la struttura.

Infine abbiamo messo i teli di tnt sulle file di passaggio, i irrigazione ala gocciolante ortocamminamenti, in modo da avere più paglia per i bancali e nessuna erba tra le file pronta ad espandersi.

Direi che ha funzionato. Il terreno rimane più umido, la terra sta migliorando come struttura (anche se come Fukuoka insegna ci vuole pazienza) e lo strato maggiore di paglia aiuta il contenimento delle erbe, ma abbiamo dovuto ancora estirparle a mano di tanto in tanto.

Nuovo esperimento

Quest’anno abbiamo deciso di fare un nuovo esperimento.
Con più esperienza e più conoscenze abbiamo capito che sarebbe molto più saggio, e sostenibile, produrre in loco la biomassa necessaria a pacciamare. O almeno usare quel che si trova a costo zero, come la permacultura insegna.

Bene, qui, come detto, la paglia non è considerata materiale pacciamatura con tnt (tessuto non tessuto) e sacchi jutadi scarto e non la regalano. Quindi ora cerchiamo di produrre biomassa falciando l’erba e gli ortaggi a fine ciclo facendoli seccare al sole prima di utilizzarli come pacciamatura. Ma di sicuro ancora non produciamo quanto necessario.
Poi, per caso, abbiamo saputo che la torrefazione del paese butta via i sacchi di iuta del caffè e abbiamo pensato “perché non provare una pacciamatura di juta?

Così, in occasione della nuova aiuola dei pomodori, abbiamo preso quei sacchi, li abbiamo tagliati sui lati per ottenere una misura più adeguata ai bancaletti e li abbiamo posizionati sopra il tubo dell’irrigazione ad ala gocciolante sovrapponendoli un po’. Poi abbiamo fatto un taglio a T in corrispondenza dei fori d’irrigazione (e cioè laddove avremmo trapiantato le piantine) e infine abbiamo appunto trapiantato i pomodori!

Davvero una sorpresa, semplice, gratis e molto veloce. Piantina pomodoro con pacciamatura sacchi jutaFunziona meglio della paglia per quanto riguarda le erbacce (ne nascono poche sotto il sacco di iuta) e mantiene l’umidità.
Con un ulteriore piccolo cambiamento sarà un metodo perfetto. Infatti se prima di stendere il sacco si mette sul terreno un piccolo strato di biomassa (paglia, foglie…) le erbe quasi non crescono e si avrà del materiale organico da incorporare al terreno quando a fine stagione i sacchi verranno tolti.

Per ora questa pacciamatura di juta ci sembra la soluzione migliore, costo-beneficio. E voi avete trovato qualche altra alternativa?etichetta food grade

Aggiornamento
Qualcuno ci ha detto che i sacchi di iuta con le loro stampe sono tossici.
Forse lo erano anni fa ma ora sono marchiati per uso a contatto con alimenti. Quindi controllate che abbiano l’etichetta food grade.

 

Ti potrebbe interessare...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *