La trebbia di Alessio

particolare della trebbia di AlessioPer chi coltiva il grano in piccola scala, una trebbia da aia è di grande aiuto per velocizzare le operazioni che, di solito, si fanno manualmente. Dopo quella che abbiamo realizzato noi, eccone un’altra: la trebbia di Alessio.

Siamo molto contenti che qualcuno abbia risposto all’invito a raccontarci le proprie esperienze, che facemmo qualche tempo fa, e quindi condividiamo con grande piacere la creazione di Alessio.

Si tratta di una trebbia un po’ diversa dalla nostra, dato che è una trebbia da appoggio, da sistemare su un contenitore di raccolta rigido. È dunque più contenuta nelle dimensioni, più agevole da trasportare e più facile da riporre.

Vi consigliamo di cominciare a costruire la trebbia durante l’inverno, quando c’è poco da fare nei campi, in modo da avere il tempo di testarla, fare eventuali aggiustamenti, ed essere pronti per luglio.

Allora iniziamo, ecco il progetto (e le foto) della trebbia di Alessio.

Cosa serve

Materiale

  • 1 pannello da cm 60×120 di compensato spessore 2 cm per la struttura laterale
  • 1 pezzo di tubo in PVC di diametro 25 cm per il barilotto che conterrà il tamburo battitore
  • 1 tubo-perno per realizzare l’albero di trasmissione
  • 2 cuscinetti a sfera di diametro adeguato al perno
  • Legname necessario alla realizzazione del tamburo battente (sezione a scelta triangolare, quadrato, pentagonale, ecc… + denti battenti)
  • Legname di recupero per realizzazione pianetti
  • Viteria varia
  • Colla

Attrezzatura

  • Sega
  • Trapano
  • Tazze
  • Fresatrice
  • Avvitatore / trapano
  • Seghetto alternativo

Costruzione della trebbia

Struttura esterna

Ritagliare due pannelli in legno (che saranno i laterali) con dimensioni sufficienti a contenere il tubo + il pianetto d’appoggio. Se non ricordo male io ho fatto una cosa tipo 60×40 cm.

Sui due pannelli ricavati segnare il centro del tubo nella posizione desiderata.
Io ad esempio ho tenuto in posizione sollevata ed arretrata il tubo, in modo che frontalmente potessi montare comodamente il pianetto d’appoggio.
ATTENZIONE!  Siccome i pannelli sono speculari, se il centro del tubo non coincide col centro del pannello uno andrà segnato sul lato destro e l’altro sul sinistro, altrimenti al montaggio non si avrà l’accoppiamento corretto.

Una volta individuato il punto corretto effettuare un piccolo foro per fare da perno alla punta del braccio della fresa che verrà utilizzata come “compasso” per realizzare una scanalatura circolare profonda 5 millimetri, dello stesso diametro del tubo, in modo che diventi la sede del tubo e lo blocchi in posizione.
Qualora non disponiate di una fresa niente paura, si può ovviare a questo passaggio fissando quattro assicelle all’interno del pannello in modo da realizzare un quadrato che blocchi l’esterno del tubo e non gli permetta di spostarsi.

Una volta realizzata la sede del tubo, possiamo procedere a realizzare la sede dei cuscinetti, in base al tipo di cuscinetto scelto. Nel mio caso i cuscinetti erano del tipo autocentranti flangiati, pertanto ho realizzato i fori di fissaggio della flangia sui pannelli laterali e li ho avvitati con due bulloni.

Per realizzare le due fessure sul tubo di plastica (una frontale per l’inserimento delle spighe e una sul fondo per l’uscita della granella) disegnare la relativa posizione sul tubo, forare gli angoli della fessura con una punta abbastanza larga da permettere l’inserimento della lama del seghetto alternativo e procedere al taglio lungo le linee disegnate.

…e la struttura è fatta.

Tamburo battitore

Per questa parte io ho realizzato, mediante l’utilizzo di tre assi un tamburo a sezione triangolare con un foro (sempre triangolare) nel quale s’incastrava perfettamente il tubo-perno con funzione di albero di trasmissione da me scelto.

Su questo tamburo triangolare ho montato con colla e viti dei “denti” battenti di legno massello con sezione cm 1×1,5 cm, sporgenti e sfalsati tra una faccia e l’altra del triangolo in modo che durante un giro completo di rotazione non si sormontassero mai e urtando spingessero le spighe di qua e di là nella macchina.

Una volta realizzato il tamburo battente in legno si può procedere al fissaggio sull’albero di trasmissione (tubo-perno) tramite due viti passanti, necessarie a fare in modo che il movimento rotatorio venga trasmesso dall’albero al tamburo evitando lo slittamento.

Assemblaggio della trebbia

Quando sia involucro che interno sono pronti, si può passare all’assemblaggio.

Procedere posizionando l’albero all’interno di un cuscinetto già montato sul pannello laterale, inserire il tubo in PVC nella sua sede ricavata sul pannello, montare il secondo pannello chiudendo il tutto e bloccare l’intera struttura (bloccare sia l’albero nei cuscinetti in modo che non oscilli a destra e sinistra, che i due pannelli laterali in modo che il tubo centrale rimanga bloccato).

Per bloccare i due pannelli laterali io ho applicato quattro assettine di legno agli angoli fissandole con delle viti, in modo che collegassero saldamente un pannello con l’altro, non permettendo l’allontanamento delle due pareti.

Una volta vincolato il tutto si può procedere alla realizzazione del pianetto di inserimento spighe.

Motorizzazione

Per quanto riguarda la motorizzazione, ognuno può procedere come ritiene più opportuno. Si può attaccare una flangia direttamente ad un motore elettrico, si può montare una puleggia a cinghia, si può collegare una pedaliera… insomma, bisogna ingegnarsi un po’!

Io personalmente, siccome era un esperimento, ho applicato un tassello ad espansione all’interno del tubo che fungeva da albero di trasmissione, in modo che potevo azionare il tutto tramite un avvitatore che lavorava sulla testa esagonale del tassello.

Prova di trebbiatura

trebbia finitaAlla prova sul campo, purtroppo, ho riscontrato qualche problema.
Molte spighe si spezzavano appena inserite nella trebbia e cadevano nel contenitore intere senza aprirsi, inoltre parecchi chicchi di grano schizzavano da tutte le parti.

Ho dovuto aggiugere delle paratie, due pezzi di pelle fissati con la graffatrice tipo da tappezziere.
Il pezzo superiore è frangiato, per poter inserire i mazzi di spighe (i chicchi venivano sparati fuori anche da lì!), mentre il pezzo inferiore è intero in modo che il grano cada più facilmente nel contenitore.
Ovviamente le paratie si possono realizzare in qualsiasi materiale (feltro, plastica, ecc.) e si possono fissare anche con chiodini, viti, listelli o colla.

Le paratie hanno eliminato il problema della fuoriuscita dei chicchi, ma non il problema delle spighe intere dentro il contenitore. Per l’anno prossimo, voglio provare a cambiare metodo aggiungendo a questo primo macchinario un secondo attrezzo che dovrebbe fare un effetto “mietitrebbia” andando a far sfregare (tramite palette) le spighe battute contro una griglietta che permetta il passaggio dei chicchi evitando però che passino le spighe intere.

In conclusione

Questa è stata l’esperienza del mio esperimento, ovviamente il tutto è molto grezzo ed ha tanto bisogno di essere perfezionato, ma spero possa essere un buono spunto di partenza! Buona fortuna a chiunque si voglia imbarcare in questo progetto!

Quindi…

Cari piccoli coltivatori di grano, ora avete ben due progetti di trebbia tra cui scegliere (qui la nostra).
Potete copiarli, prenderli solo come ispirazione per elaborare un vostro personale progetto o perfezionarli apportando delle modifiche (e fateci sapere come li migliorete!).

Non che non si possa trebbiare a mano, noi lo abbiamo fatto per anni, ma con una “macchina” si dimezzano tempi e fatica, specie se non si ha l’aiuto di tante braccia volenterose.

trebbia thailandeseAnche in paesi remoti, dove scarseggiano mezzi economici, per trebbiare usano piccole trebbiatrici. Tipo quella che vedete nella foto accanto (che ci ha mandato un amico viaggiatore), immortalata dopo l’uso in un piccolo villaggio in Thailandia.

In ogni caso, trebbiatura manuale o meccanica che sia, non rinunciate a coltivare il grano: è una grande ricchezza!

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