Dicembre: semine tardive

funghi e cicoriaCon un mese di ritardo, finalmente stiamo per effettuare le semine, tardive, di grano e fave!
La terra non è ancora asciutta e lavorabile, ma abbiamo deciso di non aspettare oltre.
Più che seguire un’agricoltura naturale, pratichiamo un’agricoltura selvaggia!

Caldo e umido

Non abbiamo ancora seminato perché il tempo è stato molto piovoso da fine ottobre al 10 novembre, proprio il periodo idoneo alle semine. La pioggia ha reso la terra pesante, bagnata e compatta, e non era lavorabile in nessun modo.

Dopo San Martino (l’11 novembre) abbiamo avuto una tregua, nel senso che ha smesso di piovere, ma qui in valle era comunque molto umido e tutte le mattine ci svegliavamo avvolti da una fitta nebbia.
nebbiaNonostante le temperature fossero piuttosto alte, il terreno, però, non si è asciugato e il caldo anomalo ha portato altri problemi.

Innanzitutto la cassida del carciofo.
Questi insetti non si sono ritirati nel terreno, come avrebbero dovuto fare, e stazionavano sui carciofi. Ci è stato consigliato di non fare trattamenti perché la cassida in questo periodo non è prolifica. Nel dubbio, comunque, noi ne abbiamo eliminate moltissime.

Anche le cavolaie hanno resistito più lungo e hanno deposto ancora, così ci siamo ritrovati tanti piccoli bruchi che banchettavano sui broccoli. Pure in questo caso eliminazione manuale.

Arriva il freddo

Improvvisamente è arrivato il freddo. La mattina il campo è tutto bianco, il gelo notturno si scioglie pian piano sotto i raggi del sole e la terra, purtroppo, resta bagnata. Ancora impossibile lavorarla e se non arriva un po’ di vento di tramontana non si asciugherà.

Probabilmente molti di voi si trovano nella stessa nostra situazione. Il clima è stato “ostile” in molte parti di Italia. Noi abbiamo deciso di fare le semine, tardive, nonostante tutto. E voi?

Semine tardive

Non siamo sicuri che la terra possa asciugarsi anche aspettando ancora e l’idea di dover rinunciare a seminare (specie il grano), e non avere nulla da raccogliere il prossimo anno, è inaccettabile.

Ci siamo detti che è meglio provarci, anche se in condizioni estreme.

Un’agricoltura selvaggia, seminiamo e quel che viene viene. La natura, la rusticità delle piante faranno la selezione. Ovviamente per avere più probabilità di successo, dovremo esagerare con la quantità di semi.

Aglio e aglione

Per fortuna l’aglio rosso e l’aglione hanno già trovato posto nell’orto, quasi nei tempi giusti.
Abbiamo piantato i bulbilli appena ha smesso di piovere e, nonostante la terra fangosa, l’aglio ha già germogliato. L’aglione invece ancora no, ma se non dovesse farcela, riproveremo tra una decina di giorni.

In fondo l’aglio si pianta in modo scalare (ogni mese da novembre a febbraio) e alla fine un po’ di raccolto lo avremo senz’altro.

semina delle faveFave

Le fave si possono seminare sia a novembre che a marzo, ma abbiamo capito che da noi è meglio la semina pre-invernale. Quando lo abbiamo fatto a fine inverno, non ci hanno mai dato dei grandi raccolti.

La semina autunnale dovrebbe essere fatta i primi di novembre in modo che le piantine siano già alte circa 5 centimetri quando arriva il periodo delle gelate costanti.
Se le piante sono più grandi, più avanti nella crescita, o più piccole, hanno poche speranze di  sopravvivere al freddo prolungato.

Ciò nonostante, abbiamo deciso di seminarle entro di fine novembre. Semine tardive ma non troppo, speriamo.

Scavare delle buchette nella terra pesante, e tra la vegetazione spontanea che nel frattempo ha colonizzato l’area dedicata alle fave, sarà un’impresa.

Se non dovessero germogliare, o morire per le gelate, avremo comunque un’altra possibilità riseminandole a marzo.

Grano

Anche nelle aree che erano state preparate per il grano, è nata molta vegetazione spontanea e la terra è ancora molla. Non si può ripassare la motozappa, nè zappare a mano.

chicchi di grano per la seminaPer paura di andare troppo in là con i tempi (anche se ci è capitato di seminare il grano la prima settimana di dicembre), abbiamo deciso di seminare entro la prossima settimana.

Per il grano tenero abbonderemo con le quantità dato che il seme non ci manca, ma per il Senatore Cappelli non possiamo farlo, vista come è andata la scorsa stagione.
Dobbiamo usare tutto quello che abbiamo, solo tre chili, seminandolo nella stessa area dello scorso anno, nella speranza che qualche chicco del grano allettato nasca spontaneamnte.

Non potendo neanche rastrellare la terra dopo la semina, possiamo dire che sarà una semina su sodo, tra erba e cicoria.
Per evitare che gli uccelli si mangino i chicchi di grano in bella vista, dovremo pacciamare. Una pacciamatura rada, come abbiamo fatto con il sovescio primaverile.

Purtroppo nel caso del grano non c’è possibilità di ritentare. Ora o mai più!

Nell’orto

Le piante di pomodori sono morte tutte, anche gli Amana Arancio. Ma due frutti sono riusciti a maturare e abbiamo potuto salvare i semi per il prossimo anno.
Stranamente, invece, le piante di melanzane e di peperoni sono ancora vive e vegete, senza frutti.

carducciLe verze e i broccoli sono tutti bucherellati a causa dei bruchi di cavolaia e delle onnipresenti lumache. Si salvano solo i cavoletti di Bruxelles.

Diverse zone del campo sono ricoperte di bieta e cicoria spontanee, che con il clima caldo e umido sono cresciute molto. Ed è una gran fortuna avere qualcosa da raccogliere in questo periodo.

Nella carciofaia tutti i carducci che abbiamo prelevato hanno radicato!
Siamo estremamente contenti e anche un po’ orgogliosi. Finalmente abbiamo imparato la tecnica!

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